GUNTHER ANDERS.
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AMARE, IERI.
APPUNTI SULLA STORIA DELLA SENSIBILITA'.
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Titolo originale: Lieben gestern. 
Traduzione di: Sergio Fabian.
2004. Bollati Boringhieri, TORINO.
Collezione: Temi. 1
ISBN. 88-339-1563-8.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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PRESENTAZIONE.
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Quando le diede alle stampe nel 1986, a circa quarant'anni dalla loro stesura durante lesilio americano, queste pagine di diario stupirono lo stesso Anders per la loro consonanza con gli sviluppi posteriori del suo pensiero, quasi fosse stato precursore di se stesso. In una scrittura che di privato ha solo il guizzo idiosincratico di chi appunta piccole evenienze e ci ragiona, e non il compiacimento intimistico di chi rovista nellio, fa qui le prime prove lo stile occasionale a cui Anders non avrebbe pi rinunciato. E di occasioni era prodiga, per chi veniva da oltreoceano, una quotidianit dominata dalle potenze conformanti della ratio produttiva e della malintesa disinibizione. Dalla tavolozza
tematica a cui avevano attinto anche Adorno e Horkheimer, Anders preleva soprattutto elementi utili a una futura storia dei sentimenti. Larretratezza dellanima, che verr messa al centro delle opere
maggiori, qui  presagita nella socialit di una festa nuziale, nello stordimento dei giovani rampolli di college, puritani inconsapevoli, nel vuoto linguistico che concede alla sessualit solo il libertinismo
verbale della chiacchiera psicoanalitica, nella via breve del funzionale, che azzera la via lunga e traversa della cultura umana. A contrappunto, laffiorare di relitti del passato europeo trasforma questi frammentari prolegomeni a una storia mai scritta in una illuminante comparatistica delle forme damore.
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L'AUTORE.
Gnther Anders, pseudonimo di Gnther Stern (Breslavia, 12 luglio 1902  Vienna, 17 dicembre 1992),  stato uno dei maggiori filosofi non accademici del Novecento e scrittore tedesco. 
Figlio dell'illustre psicologo Wilhelm Stern, ricevette una solida formazione umanistica. Assimilato come ebreo tedesco, studi sotto Martin Heidegger e Edmund Husserl, completando con quest'ultimo la sua tesi in filosofia nel 1923.
Spos nel 1929 la filosofa Hannah Arendt, da cui avrebbe divorziato nel 1937 perch il pessimismo di Anders era "difficile da sopportare", come lei confess in seguito. L'avvento del nazismo in Germania, nel 1933, lo costrinse presto all'esilio, dapprima a Parigi, poi negli Stati Uniti d'America, a New York e a Los Angeles.
Rientrato dagli Stati Uniti in Europa nel 1950, dopo un lungo esilio, divenne noto sia per la pubblicistica sullallarme atomico sia per la riflessione sul dislivello prometeico tra luomo e la tecnica, esposta nei due volumi usciti presso le nostre edizioni: L'uomo  antiquato, 1. Considerazioni sull'anima nellepoca della seconda rivoluzione industriale e Luomo  antiquato, 2. Sulla distruzione della vita nellepoca della terza rivoluzione industriale (2003).


Per vie traverse di Sergio Fabian.
Osservazioni preliminari sulla storia della sensibilit.
Originariamente, negli anni 1947-49, avevo raccolto le note di diario che seguono sotto il titolo amare, oggi. Nei quarantanni trascorsi nel frattempo, la maggior parte di quanto descritto in questo diario  sostanzialmente cambiata; alcuni fenomeni, ad esempio quelli legati al puritanesimo americano, si sono addirittura rovesciati nel loro penetrante contrario. E coloro che sono stati indicati con il noi, cio coloro che Hitler ha scacciato nellesilio americano, soprattutto quelli che non si
percepivano come immigrati, bens come esuli che meditavano il ritorno, semplicemente non ci sono pi. Il cambio di titolo  tanto pi opportuno in quanto anche il testo originale conteneva gi delle riflessioni sul ruolo dellamore nelle generazioni passate, dellaltro ieri.
Quando un anno fa rilessi quelle note pressoch dimenticate avevo quasi il doppio degli anni dell'allora diarista di New York. La lettura fu piacevole solo in parte. Non tanto perch non avrei pi potuto dichiararmi daccordo con quanto scritto allora. Al contrario, fui sorpreso di come il mio modo
di pensare e di scrivere di un tempo fosse gi quello attuale - e ne fui infastidito, anzi, addirittura allarmato, come se fosse comparso qualcuno che pretendeva sfacciatamente di essere arrivato prima di me. Che le fatiche quotidiane dei quarantanni trascorsi, mi chiesi con una punta di gelosia, siano state vane? Vane nel senso inusuale di superflue? Insomma, non vedevo di buonocchio il quarantacinquenne che aveva potuto stendere senza fatica quelle note di diario, precorrendo il mio stile
filosofico doccasione.
Gi in passato ho presentato diversi estratti dei miei diari. Annotazioni dallesilio di Parigi e di Los Angeles; appunti sul ritorno nellEuropa devastata non solo materialmente; note su Hiroshima; considerazioni sulla guerra in Vietnam; interpretazioni ininterrotte sul dominio del globo non dominato. Questo elenco dimostra come non si sia mai trattato di argomenti esclusivamente privati, come non abbia mai annotato per me stesso le mie cosiddette esperienze - parola enfatica che da mezzo secolo non posso pi sentire -, ma sempre solo per altri; pi precisamente: sempre solo quando il vissuto  stato caratteristico della nostra epoca; soprattutto quando speravo, con la loro formulazione, di poter indurre i miei contemporanei a conoscere, forse persino ad agire in modo corretto.
Ovviamente sono consapevole che le mie note di diario, per la limitazione tematica agli
avvenimenti epocali, che riguardano non solo me ma tutti i contemporanei (o me, solo in quanto
riguardano tutti) -, che dunque queste mie note sono psicologicamente insignificanti e anodine nel
senso che ha assunto la psicologia da Agostino a Freud. Ma io stesso, nonostante i miei numerosi diari,
non mi sono mai occupato in modo particolare di me stesso; tutto ci che  accaduto nel corso della
mia esistenza, a partire dal 1914,  sempre stato troppo urgente e tremendo per consentire di mettersi a
curiosare e rovistare nel proprio profondo, anzi anche solo per farlo apparire interessante. Questo
desiderio mi  rimasto sempre estraneo e, in questepoca apocalittica, una simile attivit (che ha
riempito la met dellesistenza delle mie zie) mi sembra non solo sconveniente, ma semplicemente
stupida. Per tacere del tutto della pretesa degli psicoanalisti, i quali, assai modesti sotto il profilo
scientifico, credono di mettere a nudo le viscere pi segrete dellio con lausilio di miseri strumenti
linguistici, di io che non sono per nulla tali, essendo rimpinzati, dalla testa ai piedi, della stessa stranota
sbobba mediatica, di io che non avevano mai avuto la possibilit o la sfortuna di diventare degli io
privati o, come si dice con espressione ormai venuta a noia, di realizzarsi (realizzare chi, o che cosa, o
per che cosa?) Lepoca postpsicoanalitica  iniziata, dovrebbe comunque essere iniziata. In ogni caso le
mie note di diario non trattano mai di segreti processi psicologici. Se, di tanto in tanto, appaiono
private,  soprattutto perch alcune delle esperienze o dei sentimenti privati descritti nei diari
(specialmente quelli provocati dalle catastrofi gi accadute e da quelle incombenti) sono di fatto non
privati, vale a dire avrebbero di fatto potuto o dovuto essere percepiti allo stesso modo da ogni
contemporaneo - il che purtroppo non  stato o non  cos.
Pi di trentanni fa ho definito la storia dei sentimenti come la pi deplorevole lacuna della
ricerca storica. A causa di pregiudizi, le cui radici non possono essere qui messe a nudo, fino a oggi
abbiamo di fatto considerato lapparato emozionale delluomo come una dotazione naturale e
immutabile (pressa poco come il corredo fisiologico); mentre non ci sarebbe stato nessuno,  ovvio,
che non avrebbe riconosciuto tra gli strumenti mondani levolversi continuo delle idee, delle istituzioni.
Certo, pu essere vero che la rapidit di cambiamento della sensibilit sia stata pi lenta di secoli
rispetto a quella del pensiero. Ma questo fatto non ci esime dallobbligo di conoscere questa storia. Per
contro, dobbiamo rilevare che la trasformazione repentina delle nostre capacit, soprattutto delle nostre
capacit tecniche, ci ha talmente sopravanzato che la loro supremazia rispetto alla nostra capacit
emozionale  aumentata spaventosamente - voglio dire che noi siamo cos poco allaltezza
dellenormit del mondo che noi stessi abbiamo prodotto, soprattutto delle nostre capacit di
distruggerlo che, se vogliamo sopravvivere, dobbiamo per forza costringerci a cambiare la nostra
sensibilit (cio la sua storia); e dovremmo comunque farlo anche qualora la storia (inconoscibile per
il suo procedere da lumaca) non esistesse. In realt avevo gi espresso questo pensiero trentadue anni
fa, di fronte allenormit del pericolo della guerra nucleare, quando, disperato per la lentezza con cui
una paura commisurata alla nostra situazione si innescava o mobilitava o cresceva in modo
consapevole e programmatico, sollecitai un cambiamento, anzi proprio una metamorfosi del nostro
innato habitus emozionale considerato immutabile, e del nostro volume emozionale troppo ristretto.1
Naturalmente questo postulato del cambiamento dei sentimenti  una esigenza estrema. Ma
dovrebbe indurci a gettare uno sguardo a ritroso sul passato per scoprire se la nostra storia - per la
quale quella della religione, dei costumi e dellarte parla chiaro - non si  sempre svolta come storia di
emozioni che mutano. Nessuno penser che lodio di un oplita che combatteva nelle guerre persiane sia
stato un sentimento paragonabile allodierno spirito guerriero (nella misura in cui lo  ancora) di un
addetto a una rampa missilstica in procinto di annientare masse umane in unaltra parte del globo.2
Se qui riprendo queste riflessioni, che ho gi esposto pi di trentanni fa,  perch la descrizione
- che va a seguire - dellamore nella vita dellesilio del xx secolo tratta di sentimenti che in situazioni
precedenti sarebbero stati sicuramente diversi. Le pagine di diario illustrano dunque in anticipo tesi che
ho formulato in modo programmatico e tematico solo dieci anni pi tardi: che il compito dello storico
di domani, nella misura in cui esister, consister anche nello scrivere la storia come storia dei
sentimenti. Noto con stupore come, senza che io abbia avuto fin dallinizio propositi sistemici, i
miei scritti, anche i pi tematicamente diversi, anche i pi occasionali, siano intimamente legati.

NOTE.
1 Cfr. Gunther Anders, Luomo  antiquato, I. Considerazioni sullanima nellepoca della seconda rivoluzione industriale, Bollati Boringhieri, Torino 2003, pp. 281 sgg. e 315 sgg. (ed. orig.1956).
2 Cfr. id., Die Antiquiertheit des Hassens, in Renate Kahle, Heiner Menzner e Gerhard Vinnai (a cura di), Hass. Die Macht eines unerwnschten Gefuhls, Rowohlt, Reinbeck bei Hamburg 1985.
Amare, ieri New York 1947.

27 novembre.
Mettendo in ordine dei manoscritti. Avvicinarsi ai cinquanta e scoprire solo un capitolo che fa parte della rubrica amore - a quale scrittore degli ultimi due secoli sarebbe potuto accadere? Il mio, tuttavia, non  un caso unico, ma un puro caso generazionale.
28 novembre.
Se nel secolo scorso lamore fu il tema centrale della societ e della letteratura, ci accadde soprattutto perch serv da compensazione liberatoria. Poich la condizione secolarizzata del cristianesimo, cos come quella del naturalismo, escluse la liberazione in senso religioso; e poich lindividualismo economico contraddisse la liberazione attraverso la comunit (come Comte e i diversi socialismi avevano auspicato), lepoca richiese qualcosa che fosse, allo stesso tempo, una sorta di comunione, qualcosa di privato e mondano. A fatica sarebbe immaginabile una condizione pi contraddittoria. Solo lamore sessuale la soddisfa: libera da istituzioni, quotidianit e solitudine; che fosse privato, non richiedendo pi di due persone, e che incarnasse il mondano, non necessita di
spiegazione. Il sensuale fu dunque promosso a sovrasensuale, la concupiscenza ad ardore, latto sessuale a unio mystica. (Tra laltro, visto storicamente, un processo oltremodo interessante, in quanto
fu il negativo del barocco, che aveva mostrato lardore come concupiscenza e tradotto la unio mystica in sessualit. Isolde come rovesciamento della Teresa del Bernini).
Oggi siamo assai distanti da questa elevazione religiosa dellamore. Il concetto di morte per amore ci  ormai piuttosto indifferente. Ma la sua musica continua comunque a toccarci il cuore. Non abbiamo nulla da contrapporgli perch non abbiamo nulla che corrisponda al Tristano o a quanto egli aveva fatto per la sua generazione.
Quando irridiamo il fatto che cinquanta, settantacinque o centanni fa i nostri avi attribuissero un ruolo supremo allamore, promuovendolo a filosofia o a religione, forse siamo troppo superficiali.
In quanto noi non abbiamo proprio alcuna filosofia dellamore... e con ci intendo lassenza del minimo: perch abbiamo semplicemente omesso lamore nelle nostre filosofie sistematizzate o non sistematizzate. Nella totalit non compare neppure come bagattella, con una funzione specifica se pur
minima. .. con la conseguenza che ognuno non solo pu stare attento, ma deve stare attento a come lo introduce nella sua vita e lo salda ad essa. Considerare comunque questi spazi omessi, lasciati liberi, come delle libert,  molto comodo. Non scervellarsi su qualcosa non  n libert, n illibert, ma noncuranza. E, naturalmente, questa omissione  in fondo pura apparenza; apparenza come lomissione della morte e della violenza: noi vogliamo s omettere lamore, ma non per questo lamore
ometter noi.

28 novembre.
Che le decisioni, gli avvenimenti, i fallimenti, gli obiettivi mondani abbiano in gran parte
occultato o sotterrato il nostro privato, sarebbe unasserzione fin troppo banale e persino imprecisa.
Avevamo la nostra vita privata, e l' abbiamo ancora. Affermare il contrario sarebbe almeno altrettanto
giustificato: proprio per il fallimento del mondo il nostro amore privato ha avuto lopportunit di
diventare lestrema ancora di salvezza capace di reggere lesistenza del singolo... no, non come nel
secolo scorso, in veste di fondamento esistenziale o eterno femminino che ci eleva, ma proprio
in quanto ultima garanzia che non ci sia negato un minimo di piacere. In realt, la sfera privata ha avuto
spesso la possibilit di diventare privato (= priv de tout) in modo assoluto ed esclusivo, in quanto il
fallimento del mondo ha reso impossibile l'inclusione del sentimento damore o della relazione
amorosa nelle istituzioni e linquadramento dellinnamorato nella societ: cos come per Kierkegaard la
sensualit aveva potuto diventare se stessa e una particolarit, in quanto il cristianesimo laveva
moralmente accantonata e resa autonoma.
Daltronde  innegabile che molti della nostra generazione, dedicandosi concretamente alle
cose, dunque alla sfera non privata, siano divenuti (non dico pi rozzi, ma) pi sciatti, pi indelicati,
meno spiritosi, meno cavallereschi nellamore e nelle altre relazioni umane. Cavalleria senza cavalieri,
cortesia senza corte, fascino senza salotti, rispetto senza sostegno materiale non possono durare in
eterno, nemmeno come puro gioco formale. Purtroppo no. E in un mondo che ci sottrae lozio e le altre
condizioni della sfera privata, allo stesso modo viene meno anche la finezza della nostra vita privata
spirituale.
30 novembre
Di certo molti di noi diverranno tra breve affatto insensibili; non solo nei confronti delle finezze
insulse, scaturigine, per cos dire, della noia, ma proprio nei confronti della finezza in s. Si perde la
sensibilit raffinata per ci che non ci si concede pi, non ci si pu pi concedere. Chi nega che la
morale abbia sempre reso luomo volgare  privo di visione storica. Tertulliano stesso, nonostante lo
sguardo indubbiamente lucido, fu troppo miope per rendersi conto di ci che aveva perduto
osteggiando il mondo greco; e per provarne sgomento. Probabilmente anche il pi raffinato tra noi
risulterebbe un barbaro, se oggi lo si paragonasse a sua nonna, che per decenni si era ancora potuta
permettere di dedicarsi ai quotidiani esercizi spirituali e a solfeggiare la sua melanconia.
1 dicembre
Latrofia del privato  davvero solo perdita? Gli ultimi centocinquanta, duecento anni, non
hanno pagato spaventosamente cara la finezza nei rapporti privati? Con unenfasi e un gravame di
pathos sullamore che sfiora il blmable, e un dispendio dindiscrezione che oggi ci pare addirittura
esotico? Non siamo noi i primi pronipoti a essersi affrancati dai residui di questa rousseauiana mania di
confessione? La prima generazione pulita, che ha imparato a frequentare e ad abbandonare altre
esistenze, senza lasciarsi alle spalle macchie morali. La maggior parte dei romanzi, allincirca tra
Lucinde e Wassermann, non ci sembrano storie patologiche ad alta tiratura? O testimonianze di
licenziosit accettate pubblicamente come valori culturali? Dinanzi alla follia delle testimonianze
damore, di nostalgia, di tribolazione dellultimo secolo, siamo tutti individui poco passionali e, pur con
tutta lindelicatezza, lodevolmente riservati. Non solo pi riservati dei personaggi dei romanzi francesi
e russi, ma anche pi discreti degli eroi cerebrali tedeschi e scandinavi. Il Gige di Hebbel, il Tristano di
Wagner, per non parlare dei personaggi di Ibsen o di Strindberg, non soffrivano di mania di
confessione metafisicamente o moralisticamente rigonfia? Non avevano in loro molto del pettegolezzo
sociale? La psicoanalisi infine, non fu quanto meno utilizzata come gioco sociale indiscreto, recitato sul
palcoscenico dalla societ per la societ in platea?
Mi domando: chi di noi, rappresentanti dei nati alla fine del xix secolo, sarebbe oggi ancora
bramoso di confessione, esibizionista smanioso o pettegolo compulsivo nel senso del xix secolo?
Faccio passare in rassegna unintera serie di coetanei. Vedo pochissimi nipoti di Rousseau tra i ranghi;
non uno che abbia scritto un romanzo autobiografico; non uno che abbia confidato le sue esperienze,
o che abbia anche solo tematizzato lamore come problema. E hanno mantenuto questa riservatezza
non solo in ci che hanno scritto, ma anche nella vita, da persona a persona: come marito nei confronti
della moglie, come amante nei confronti dellamata (amante-amata: che queste solenni parole
rilkiane qui suonino gi patetiche  una buona conferma). Ma i pi furono riservati persino
nellintimit: verso se stessi. Chi di noi  ancora interessato alla sua cosiddetta vita interiore? La
parola stessa  divenuta inutilizzabile. Chi si ausculta in segreto? Chi osserva se stesso in camera dal
buco della serratura? Occupazioni sconosciute.
Non c pi alcun buco della serratura, perch non c pi bisogno di chiavi. Non c pi
bisogno di chiavi, perch non c pi la porta. Non c pi la porta, perch la camera buia di ieri  oggi
uno spazio come un altro.
La maggior parte dei terrificanti tab del passato  divenuta di fatto inefficace: ci che
scopriremmo se guardassimo dallormai inesistente buco della serratura dellinesistente porta,
sarebbero arredi dello spirito che si ergono sobriamente e legittimamente nella luce diurna.
Solo chi accetta gli angosciosi tab della societ, solo chi, pieno di terrore, riconosce una parte
di s come una camera buia non conforme a questi tab, ha bisogno di porte e di chiavi per chiudere; e
del buco della serratura da cui spiare. Non si chiude a chiave la vita interiore ma, al contrario: il
chiuso diventa vita interiore. Il tab e larchitetto dellanima. E conscientia = coscienza diventa
conscientia = consapevolezza. Gi Agostino lo sapeva, allorch scrisse come sotto i suoi sguardi
bramosi di peccato si spalancassero le volte della sua anima e prendessero forma le caverne della
rammemorazione. La nostra vita interiore inadeguata, o lo scarso interesse alla propria vita interiore
(in positivo: la nostra discrezione, la nostra modestia, la nostra mancanza di curiosit), ha direttamente
a che fare con il crollo del tab. - Una ricerca sulla genealogia dell'anima dallo spirito del tab sarebbe
un esercizio proficuo... che oggi, tuttavia, non avrebbe risonanza, in quanto psicologia ed etica si sono
definitivamente separate. Tuttal pi letica  ancora giustificata psicologicamente; ma che lanima
possa essere figlia della morale  un pensiero che oggi non potrebbe essere condiviso.
14 dicembre
Incontrato M.E. Lo conobbi nel 1922, quando dallambiente calvinista svizzero capit nel caos
berlinese del dopoguerra. Allora interpretava la sessualit come esercizio ideologico, cui si dedic
con solerzia selvaggia.  qui da venticinque anni. Come psicologo. Il prossimo semestre vuole tenere
un corso di due ore su self-expression as moral obligation [autoespressione come impegno morale].
Non credevo alle mie orecchie. Che lAmerica abbia bisogno dellattuale, piuttosto superato
self-expression-raket, come movimento che si contrappone alle tradizioni puritane,  possibile; qui per
non ha senso. Perch lentusiasmo con cui E. parlava del suo programma accademico rivelava
chiaramente che lui non lo concepisce come concessione allAmerica, ma che  il suo pensiero. Ha solo
undici anni pi di me; ma  ancora immerso nel xix secolo. E ancora oggi profetizza laltro ieri come
compito davanguardia per dopodomani. Quanto a lungo questuomo vorr aggirarsi in questa
modernit polverosa? Dallaltra parte, difficilmente avrebbe avuto la possibilit di scrollarsi di dosso la
polvere come fosse polline. In fondo, il suo entusiasmo per la self-expression non  nientaltro che la
versione accademica dellespressionismo del dopoguerra, che lo ha segnato. Nel frattempo,
sensibilmente invecchiato,  sceso da un altro mobile ed  salito in cattedra, dalla quale fa propaganda
al libero amore sotto forma di freedom of emotional expression [libert di espressione emotiva] che, per
la sua assonanza con freedom of expression,  meno stressante e socialmente pi accettabile.
15 dicembre
Come appare modesta la maggior parte della mia generazione rispetto a simili figure residuali.
Modestia: forse  questo il motivo per cui la tipologia presenta cos pochi tratti descrivibili o distintivi.
Chi  modesto, infatti, esibisce poco, perch lesibire gli sembra inutile e lesibito vano rispetto a ci
che conta. Non dovremo adottare nessun criterio di originalit.
La sera siamo stati dalla coppia di emigranti K., di cui saltava agli occhi la mancanza di
fisionomia. Entrambi non avevano sufficiente originalit per crearsi una propria forma di privatezza -
almeno cos si sarebbe detto venticinque anni fa. In termini odierni: incalzati dalle incombenze e dalle
esigenze dei tempi, i due avrebbero considerato una bella pretesa perdere le loro giornate in cose
simili. Cos era capitato loro di scivolare, senza rendersene conto, in uno stile di vita privata affatto
convenzionale, nel primo stile pruderie scelto a caso che ancora ricordassero; in uno stile ritagliato su
misura di quel piccolo borghese gi messo in ridicolo dai loro genitori, e di certo inadatto a loro,
consapevoli contemporanei del xx secolo. Agli occhi dellultima generazione sarebbero stati dei
personaggi comici. Non ai nostri. I mezzi ridicoli non screditano lo scopo primario: i due sono rimasti
insieme.
No, lautonomia dello stile era lultima cosa che interessasse la coppia. A loro, nati in un
periodo caotico e di difficile navigazione, ci che serviva era semplicemente lautonomia. E solo degli
snob potrebbero negare che avessero raggiunto una formidabile autonomia, anche se con strumenti
superati o ridicoli. Per oltre dieci anni i due erano stati forzatamente separati. Ora, persone ingri-gite e
cambiate, con esperienze totalmente diverse, senza grandi discorsi si sono ricongiunte dallaltra parte
della fenditura temporale e da due anni sono di nuovo insieme, e funziona. E qui ce ne sono altri, in
questo caso migliaia, bohmiens loro malgrado, che nel corso di un decennio hanno conosciuto solo
mansarde ammobiliate (anche se di mobili prodotti in serie: una volta era la sedia che zoppicava,
unaltra il tavolo), ma che ancora oggi stanno insieme, e funziona.
E linsopportabilit di una simile esistenza (sento chiedere), langustia che soffoca ogni
intimit, non ha fatto impazzire la coppia, non lha spinta al suicidio o al delitto strindberghiano?
Alcune di certo, e sicuramente non solo le peggiori. Altre, tuttavia, hanno effettivamente superato la
prova e ha funzionato. Quando domandai a uno di loro come ce lavesse fatta, si defin un poeta
negativo. Semplicissimo, disse. Il poeta tratta il tempo atmosferico come disposizione dellanimo.
Noi abbiamo rovesciato la cosa: trattiamo il nostro umore come tempo atmosferico. Come aria?,
domandai. Proprio cos. Se mi piove addosso, che mimporta? Tanto di cappello, dissi io. Non
se lo levi, disse lui. Non cera altro da fare. E quando non c scelta, latto eroico non  un atto
eroico. Non c stato nulla che li abbia aiutati a diventare degli individui adulti; nessuna truppa
ausiliaria al mondo che li abbia facilitati nel compito di rendere solido il loro matrimonio... a meno che
non si sia cos generosi da ascrivere al mondo, come interventi daiuto, oppressione, batoste e bassezze.
Nessuno, comunque,  stato sostenuto dal mondo. Privatezza o quiete... lavoro sicuro per un futuro
prossimo... vita borghese identificabile... pianificazione esistenziale e realizzazione del progetto
nellambito di un mondo abbastanza affidabile... bambini... casa... nessuno ha conosciuto questi
supporti naturali del divenire adulti. Laddove nelle generazioni precedenti erano esistiti dei tronchi
lungo i quali gli individui avevano potuto arrampicarsi, per loro esistevano delle macerie: avevano
dovuto inerpicarsi lungo colonne daria; supplire da s ogni tronco e con nientaltro che con il
carattere. Che questo arrampicarsi nel vuoto sia riuscito a qualcuno, non  cosa da poco. E se uno o
laltro ha usato a questo scopo i pi obsoleti attrezzi da scalata e ha dato spettacolo, pazienza.
16 dicembre
Con in testa le immagini di ieri mi sono imbattuto casualmente nelle lettere dellultimo Rilke.
Non so chi abbia parlato di vertigo historicus, probabilmente Friedrich Schlegel; a causa
dellapoteosi rilkiana dellamore e degli amanti sono stato colto da un mancamento storico, da una
vertigine dellorientamento storico che non avevo mai provato. Difficile dire dove mi sentissi
trasportato - appariva come un paesaggio assai pi distante da me, nel tempo, di quello di Tolstoi, di
Keller, di Baudelaire, di Goethe o di Diderot. Come se questi personaggi lontani fossero raggiungibili
dun balzo, alla stregua di vicini di casa, mentre Rilke, assai pi prossimo in linea temporale, occupa un
posto che ci  precluso dai cento steccati del nostro stesso vissuto. Laltro ieri  pi distante del secolo
scorso.
La sua apoteosi dellamore  la pi irrazionale ed esaltata che si possa immaginare: egli non
celebra lamata, n la sua liberazione attraverso lamore, e neppure lamore in quanto potenza
mondana, come Schiller nellancora straordinario inno Alla gioia. Bens gli amanti.
Avverte come di fronte ai compiti e alle prestazioni dellepoca sia ormai penoso vivere solo nel
sentimento. Ma lui non pu sfuggire a questa sua sensibilit quasi professionale. Cos, soggettivista
pudico, fa di questa stessa sensibilit un compito e una prestazione.  ovvio, non un compito e una
prestazione in senso kierkegaardiano, n di vanteria sessuale, ma in senso pseudocosmologico: poich -
cos si potrebbe allincirca tradurre in prosa la sua poesia filosofica - poich lamore senza gli amanti
non esisterebbe, ma lamore deve esserci (compito), i veri amanti con il loro sentimento fanno un
favore al mondo. (A se stessi, di fatto, solo in seconda battuta). Facendo, gli amanti si sono
inquadrati, ora anche loro svolgono un ruolo oggettivo nel mondo; e hanno di fatto meritato
unonorificenza universale, per il buon svolgimento di una missione cosmica.
Non solo  comprensibile, ma  legittimo che questa riabilitazione dellamore, questa
rappresentazione di un turbamento come azione, lutilizzo di una categoria lavoristica (fare) per un
sentimento, appaia come moneta falsa agli occhi di chi lavora, soprattutto di coloro che a causa del
lavoro non sono mai approdati allamore.
20 dicembre
A volte mi sembra che tra le coppie migliori ci sia stato una sorta di tacito, ma non per questo
meno vincolante, patto segreto, per impedire ai pericoli della vita privata di cadere nel catastrofico.
Stavo gi per scrivere: nel catastrofico ridicolo, poich dinanzi alla follia delle catastrofi collettive, la
catastrofe privata, persino lineluttabile catastrofe privata, ha qualcosa di ridicolo. Il fatto che sia cos,
pu essere a sua volta una catastrofe: ma si tratta appunto di un fatto. (Ad esempio, quando sette anni fa
la longilinea L. medit il suicidio per una storia damore, effettivamente senza soluzione, ebbi
limpressione che si lamentasse del mal di denti durante il giudizio universale).
Se si volesse tradurre in parole il patto tacito, esso reciterebbe: Che ci piaccia o meno com
diventato il mondo, oggi la vita privata non pu stare al centro; quindi non deve sfinirci. Ma cos
limmaginario testo contrattuale non  completo. Infatti la chiusa : Dobbiamo pertanto trattarci lun
laltro con i guanti bianchi. Il che suona piuttosto contraddittorio, o desultorio; ma  proprio la
svalutazione della sfera privata, la complicit della rinuncia, che ha determinato e determina, qui e
l, qualcosa di simile alle avvisaglie di un nuovo senso di rispetto e di delicatezza. Il termine
svalutazione  forse fuorviante: ci di cui si tratta non  lostinato rifiuto della vita privata, ma solo
la convinzione che essa ci sia preclusa dalla durezza delle circostanze. Chi aderisce con entusiasmo a
questa convinzione, non ne  moralmente allaltezza; chi vi aderisce stoicamente, gi di pi; nei
migliori la convinzione si accompagna al rimpianto senza fronzoli, e giustamente. Chi per esempio,
leggendo Stifter, dinanzi a un quadro di vera privatezza non ha mai perso la calma e non ha mai
provato terrore per il tempo dissipato, non fa pi parte di coloro che possono parlare di queste cose.
21 dicembre
Non ha senso calcolare quanti di questi migliori appartengano alla nostra generazione. Non
formano un gruppo. Ma  evidente che il ritratto degli esuli di ieri raffigura nel contempo persone dei
gruppi pi variegati... sempre comunque coloro che allinterno dei loro gruppi sono presi sul serio, cio
come modelli. So che si dir che questi tratti generazionali omogenei (che uniscono gli angoli opposti
come diagonali) sono irrilevanti. Non ere-do. Oggi ai nostri occhi anche i coetanei che si trovavano su
fronti opposti nel 1748 o nel 1848 condividevano qualcosa di fondamentale. In ogni caso quelli che
descrivo qui sono tratti generazionali.
28 dicembre
Coppia N. La consapevolezza di esperienze comuni e di rischi condivisi determina un
sentimento di prossimit con cui altri legami, altrettanto forti ed erotici, non possono assolutamente
competere. Esperienze comuni significano: di ci di cui per lo pi vale la pena parlare non serve pi
discutere; ci si pu limitare ad allusioni complici e a sfruttare in modo appropriato gli accenni
dellaltro; o, pi precisamente: si colgono al volo. Questa descrizione  pi o meno la descrizione
dellamore: perch se la situazione amorosa si distingue da altre situazioni,  per lazione incessante e
fidata del meccanismo del cortocircuito. Quando tra complici desperienza funziona un meccanismo
analogo,  naturale che le scintille che sprizzano in ogni dove elettrizzino le persone come totalit. La
complicit sfocia in amore, amore allultimo sguardo.
30 dicembre
La metamorfosi descritta ieri della complicit in amore, non  altro che un processo
universale. Ai migliori (in ogni caso ad alcuni dei migliori, come ad esempio i Kr.)  accaduto
qualcosa di pi. A loro  riuscito qualcosa; forse addirittura per la prima volta da generazioni: cio una
connessione di sensualit e morale. Se si hanno presente i Kr., ci risulta da un lato troppo patetico e,
dallaltro, troppo riduttivo. Ci che intendo non  la lotta vittoriosa, descritta fino alla nausea da
duemila anni, della ragione contro la sensualit (indirizzata ad altro fine), bens la condizione
molto pi umana in cui la divergenza tra i due fini della ragione e della sensualit  ormai oltrepassata;
la situazione in cui ragione e corpo hanno ormai lo stesso sentore.
Questo stato fusionale non  in s nulla di nuovo. Spesso, in passato, si era presentato
collettivamente come costume: ci che conviene e ci che piace  ampiamente salvaguardato in
ogni sistema morale. Qui, tuttavia, non si tratta di individui che si sono radicati in un insieme
consuetudinario, ma di singoli che con il proprio lavoro sono riusciti a conciliare carne e spirito.
 difficile prevedere come si realizzi una tale fusione di morale e di sensualit (come nei Kr.);
ma, verosimilmente, la fiducia si dissolve in confidenza. Fidatezza e assenza di pathos diventano per
loro seducenti. Scelgo volutamente questo termine sensuale, perch il fatto che queste qualit
esercitino anche attrazione fisica e desiderio fisico  appunto laspetto determinante.
La sera  successo qualcosa che, come esempio pratico, ha reso tutto pi chiaro.  stata infatti la
dimostrazione di come per Kr. ci che moralmente non attraeva avesse perso anche la sua carica di
attrazione erotica. Cerano tra gli ospiti due donne bellissime: luna era chiaramente un tipo prebellico,
un po femme fatale; laltra una giovane florida, di certo sbocciata qui dopo la catastrofe. Entrambe non
hanno verosimilmente mai sentito parlare di quello che chiamo contratto. La vita privata  stampata
come un passato ingombrante sul volto della prima, mentre laltra ha un ingombrante passato che
laspetta. Entrambe mostravano interesse per Kr. La moglie non ha dato segno di rilevarlo. Lui invece
ha trattato entrambe, con grande cortesia, come pezzi da museo etnologico un po buffi e vagamente
spregevoli. Il termine spregevole  in questo caso importante. In quanto, se si escludono i perversi, la
persona che si disprezza non  interessante come oggetto damore, quando non  addirittura ripugnante.
Desiderio  affermazione del desiderato; disprezzo la sua negazione. Lui non  stato dunque per nulla
turbato da loro, nemmeno nel senso elementare, anodino, sociale del termine. E non perch la sua
sensibilit sessuale fosse sopita - questo  fuori discussione -, ma perch strutturata eticamente, in
quanto divenuta selettiva.
New York 1948
14 gennaio
Nel frattempo ho rivisto pi volte Kr. Sono per diventato un po dubbioso. In fondo non  un
tipo speciale. Non  n un vero asceta, n un vero gaudente. Che egli non rappresenti fedelmente n
luno n laltro tipo non  daltra parte colpa sua. Nel momento in cui  negata la stessa negazione
cristiana del mondo, deve scomparire anche il senso dellascesi e lasceta deve perdere la sua
fisionomia definita. Tuttavia, se il mondo gli si presenta non pi come un libro illustrato, ma come un
assai pi impegnativo libro di esercizi, anche il modello del gaudente deve diventare altrettanto
implausibile. Oggi, chi vive per una cosa  amondano, ma  amondano senza che ci implichi
qualcosa di sovramondano. In una simile situazione  dunque impossibile essere un tipo ben preciso.
19 gennaio
La mia generazione: nessuno, raffinato o grossolano che sia, si concede pi la finezza
dellinfelicit; nessuno il lusso dellautodrammatizzazione; e nessuno quella dispensa di difficolt che i
nostri progenitori erano soliti mantenere sempre rifornita di avventure vere (o solo possibili)
conservate sotto ghiaccio.
Avventure: oggi ai nostri occhi appaiono come semplici rivalse contro la noia. E noi non
possiamo lamentarci della noia. Il mondo ci tiene sotto pressione. Per tornare a noi, sarebbe quasi
preferibile riavere una buona volta la possibilit di un po di noia, invece che di avventure. Anzi, le
avventure cerchiamo di evitarle. Gi la parola ci sembra sospetta. In una storia lessicale potremmo
ormai metterci una pietra sopra. La vita  sufficiente. Per quello che d, e per quello che non d; per
tacere di ci che lascia cadere.
Naturalmente anche oggi accadono cose che una volta si definivano avventure. Ma anche se
si hanno matrimoni infelici, rapporti fallimentari o casi di infedelt, non importa quanti, essi rimangono
sempre solo singoli casi empirici. Linfedelt come tema o, addirittura, ladulterio potenziale o reale
dellaltro, come indispensabile pimento della vita sociale, della conversazione, delleccitazione (come
era normale tra il 1800 e il 1930), ci  ormai estranea. E non riusciamo pi a renderci conto di come
simili vicende, pentimenti, pettegolezzi potessero essere proposti o consumati alla stregua di un genere
voluttuario (nei romanzi e a teatro). Visti con gli occhi della generazione passata, noi non siamo mossi
avventurosamente da interesse per laltro. La scelta di ci che vogliamo sperimentare  prettamente
pragmatica. Sapere pi di quanto siamo tenuti a sapere, per potere eventualmente essere daiuto o per
tenerci a distanza, ci sembra non solo passiva indiscrezione, ma anche pretenzioso bagaglio spirituale.
Per quanto concerne la propria vita, i migliori della mia generazione sono dunque incredibilmente
filistei, fedeli e laconici.
Tuttavia - e questo  laspetto storicamente inedito -sono filistei senza pregiudizi e fedeli senza
tab angosciosi; cosa che anchio non riuscirei probabilmente a capire se non appartenessi a questa
generazione.
24 gennaio
Ieri, invito per il cinquantesimo compleanno di L. Sei coppie. Tutte pi o meno della stessa et.
Gli uomini sui cinquantanni, le donne sui quaranta. Tutto stava andando bene e lumore era eccellente,
quando, paonazza, Mrs. D.  apparsa alla porta, si  scusata del ritardo dovuto ai quattro figli, e in
preda alleuforia ci ha amman-nito una stupidaggine dopo laltra, rovesciandoci addosso un sacco di
banalit.
Attorno al tavolo  sceso un silenzio di tomba.
Dapprima Mrs. D. ha proseguito euforica. Ma, dopo un po, ha cominciato a rendersi conto di
quella strana calma. E, dopo essere passata a un ritardando interlocutorio, ha lasciato la frase a met.
C un ammalato in casa o cosaltro?
Nulla del genere, ha assicurato gentilmente L. Lei  straordinariamente interessante.
Honestly?
Honestly.
Solo a stento  iniziata una nuova conversazione. Su qualcosa di completamente diverso. In
inglese, per rispetto verso Mrs. D. La nostra buona volont  stata tuttavia vana, abbiamo conversato in
inglese solo tra d noi. Nel frattempo lei si  guardata intorno, tra il diffidente e lintimorito, nel dubbio
che le si nascondesse qualcosa o di avere fatto involontariamente un faux pas. E probabilmente le 
montato dentro - a lei donna cordiale, disponibile, disinibita - una sorta di risentimento verso those
queer refugees [questi strani rifugiati].  scomparsa prima di toccare la torta.
I restanti, ripresisi solo a fatica, erano sei coppie senza figli.
Spiegazione dellincidente. Le sei coppie erano s tutte persone colte, ma colte in senso
circoscritto, nella misura in cui sono state incapaci di concepire la loro fuga nel 1933 come (minuscolo)
frammento di un avvenimento storico mondiale; lhanno concepito invece come un catastrofico
trasferimento coatto. Il risentimento  stato il loro unico atteggiamento nei confronti della situazione
mondiale; e, fondamentalmente, in loro non  cambiato nulla.
Almeno nei primi anni dellemigrazione nei diversi paesi europei, prima dellarrivo in America,
hanno lavorato solo per sfamarsi; per lo pi ha lavorato lei per sfamare lu. Non hanno pi sperimentato
alcune costanti esistenziali;  sempre stato aleatorio riuscire ad assicurarsi il cibo di li a due settimane;
aleatorio ottenere ancora il permesso di soggiorno per il mese successivo; aleatorio dove avrebbero
vissuto di l a sei mesi e, infine, aleatorio se sarebbero stati vivi lanno successivo. Naturale
conseguenza: tutti sono rimasti senza figli, e tutti sono contrari alla prospettiva di averne. Nei dieci,
quindici anni successivi, questa condizione  diventata la condizione normale; nessuno la menziona,
come gli ospiti di un istituto per sordomuti non menzionano il loro sordomutismo. Talvolta pu anche
capitare che qualcuno, inconsapevolmente, tocchi il punto dolente. Lo ha fatto Mrs. D. Conseguenze
dellinnaturale condizione: nonostante annose, nuove preoccupazioni quotidiane, sia gli uomini sia le
donne sono rimasti giovani, come coetanei di generazioni passate; ma giovani in senso fittizio; nel
senso di meno cresciuti. In quanto nelluomo la maturit non  n uno stato biologico, n ci che
nei seminari universitari (uneternit fa?) nellanalisi dei romanzi di formazione amavamo definire lo
stadio dellevoluzione spirituale-morale. Maturit  piuttosto uno status sociale. Di cui fa parte, ad
esempio, lessere padri. Maturo  l'uomo che pu contare su un suo determinato ruolo allinterno di una
determinata societ; che di conseguenza pu fare determinati progetti; e su questa determinata funzione
fa affidamento anche la societ. Per farla breve, maturit e identit sociale.
Le sei coppie sono state dunque private di questa identit. Anche se scoppiano di esperienze - di
cose che nessuno dei loro padri o dei loro nonni avrebbe anche solo immaginato -, non sono davvero
uomini, bens giovanotti dallaria troppo provata, ragazzi dalle teste particolari. Il fatto che molti
sembrino artisti del secolo scorso non  casuale: infatti anchessi, nella loro diversit, si erano ingannati
sulla maturit. Anche il pi noioso fra loro presenta dei tratti marcati... il che conferma solo la
distrazione con cui la storia trascina il suo erpice su ogni volto.
Dei sei, tre si danno da fare ancora oggi (o, non essendoci stati per ora risultati: di nuovo) per
un lavoro. Per un lavoro, non in un lavoro. Dunque sono ancora in procinto di prepararsi alla vita;
il che fa pena, come se solo adesso iniziassero lo sviluppo dei loro caratteri puberali. Cinque decenni di
ouverture, dieci anni dopera. A unet nella quale i nostri padri e i nostri nonni avevano raggiunto la
sicurezza, per lo meno erano al culmine del loro vigore o gi vivevano (non importa se volenti o
nolenti) nella prospettiva della vecchiaia, i tre guardavano ancora avanti. In questo paese in cui il
morire viene occultato, e dove la vita inizia a settantanni, come assicura il titolo del libro Life at
seventy [La vita a settantanni] questo avanti pu certamente risultare di moda. Ma lo spettacolo
avrebbe mozzato il respiro a uomini che sapevano invecchiare.
25 gennaio
Se uno pu mettersi in marcia solo nel pomeriggio, sale al calare del sole e incrocia soltanto
escursionisti che, carichi di fasci di fiori alpini, si affrettano a valle e, invece di salutare, chiedono solo
ad alta voce quanto manchi ancora al rifugio gi in basso e non aspettano neanche la risposta - no, chi 
costretto a salire in queste condizioni non pu avere gran forza danimo. Quando arriva in cima - se ci
arriva - la vetta sar coperta, e cos il panorama sulle vallate. Avere la possibilit di trascorrere di
nuovo la notte nel rifugio sottostante - nessuno si fa troppe illusioni.
26 gennaio
Lespressione giovinezza fittizia si addice ancor pi alle donne che agli uomini. Nelle donne,
in cui la mutevolezza  lieve, leffetto  ancor pi penoso: di giovinezza artificiale costruita per via
cosmetica. Rappresentano uno specifico tipo intermedio:  evidente che non hanno niente in comune
con delle vecchie zitelle. (Accanto a loro sarebbero tipi inconfondibili). Ma nemmeno con delle madri.
Non solo sono private dei figli, ma anche dellaspetto naturale della maternit; della possibilit di
vivere ci che spetta a ogni donna; spetta nel senso sia di compete, sia di conf. Sono dunque
giovani donne che invecchiano giorno dopo giorno; meglio non pensare a come saranno a
sessantanni. Che due delle sei, anche se non rispondenti alla tipologia, siano scivolate nella pedanteria
intellettuale, non si pu fargliene una colpa; ma non si pu nemmeno negarlo. - Una, tuttavia, fa un
effetto davvero strano. Per aspetto e disposizione  proprio solo una tipica madre di famiglia, ma la
famiglia appunto non c: i genitori sono stati gasati; figli non ce ne sono; e il marito non  n
abbastanza paterno, n abbastanza puerile da compensare chi non c. Cos i suoi slanci amorosi
cadono semplicemente nel vuoto; i suoi gesti ricordano i movimenti di quelle insopportabili danzatrici
che portano ballando senza avere niente in mano, o che, senza corda, vogliono darci a intendere che
trascinano.  un vero miracolo che questa terribile discrepanza tra inclinazione e realt, tra domanda
e offerta abbia fatto ammalare, in senso psichiatrico, cos poche donne.
Ciononostante, per quel che riguarda esperienza e cosmopolitismo di queste donne, essi sono
infinitamente superiori a quelli delle loro madri e nonne, e di una tal misura al cui confronto la
superiorit degli uomini rispetto ai loro padri e ai loro nonni risulta insignificante. In un certo senso
queste donne, durante lemigrazione, hanno fatto pi esperienze e acquisito maggiori conoscenze dei
maschi; quante di loro hanno dovuto lavorare in nero nei paesi di approdo, dove gli uomini
rincorrevano i permessi di lavoro come se il permesso fosse gi un posto di lavoro: alla stregua di
segretarie, bambinaie o donne delle pulizie; e hanno conosciuto cos paesi, ambienti, modi di vivere e
le mille sfumature dellumiliazione, mentre i mariti erano messi alla porta con frasi rispettose del tipo:
Ma via, non Le possiamo certo proporre una cosa simile, e, pertanto, condannati a concedersi, come
legittimi gigol delle loro mogli, il lusso di miserie letterarie o altro. Cos, tra i paragrafi dei loro libri
scritti per nessuno, origliavano se la padrona della pensione fosse uscita; se s, si alzavano furtivamente
per cucinare gli spaghetti sul fornello a spirito dietro il lavabo. Poich la moglie era costretta fuori,
nella vita ostile, era accettato sia economicamente, sia moralmente che i maschi facessero le
casalinghe nelle mansarde ammobiliate. Tutto ci, per, non  stato di certo un bene per il rapporto tra
uomo e donna.
Ecco lo stato delle sei coppie: giovani coppie ingrigite. Certo, negli anni la distribuzione
sbilanciata del peso economico si  riequilibrata. Ma la mancanza di figli, mai messa in conto, li ha
costretti a una solitudine a due che a questet (nelle coppie normali i figli sono gi lasciati andare per
il mondo)  affatto inusuale. Non  pertanto sorprendente che in alcuni di loro il rapporto tra i sessi,
ossia il problema dellamore, giochi ancora un ruolo in quanto problema; di nuovo a unet a cui il
problema non  pi confacente e in cui da tempo, nelle generazioni precedenti, nel bene o nel male era
stato risolto. Anche dove consuetudine o lavoro comune hanno da tempo dimostrato la reciproca
indispensabilit, manca appunto la famiglia, che sempre in passato aveva cementato pi solidamente il
matrimonio post festum.
Alcuni di loro, teneri e fantasiosi, possono forse essere riusciti a essere per laltro qualcosa di
pi rispetto a quello che prima marito e moglie erano stati o avrebbero dovuto essere reciprocamente:
luno per laltro per compensare il figlio o i figli; la messa in scena con interpreti a due voci del
dramma familiare previsto per tre o quattro personaggi e (come nel Wilhelm Meister) il donarsi
reciproco, almeno della parvenza, di ci che insieme era stato perduto. Ma quanti sono coloro che per
motivi spirituali possono essere leggeri, che per consolare possono mobilitare le loro fantasie, e che
sono capaci di dissimularsi per amore e per rispetto?
No, per la maggior parte delle persone di questet, il puro rapporto a due  stato qualcosa di
troppo difficile; e mancavano modelli per la composizione di queste difficolt. Sono sempre stati
convinti di aver seppellito definitivamente le difficolt; ma in realt erano cos poco interrate, che ogni
folata di vento poteva portarle allo scoperto.
Naturalmente sarebbe insensato aspettarsi che la vivace Mrs. D. intuisse tutto ci. Ma mi
sembra plausibile che allimprovviso si sia sentita a disagio come se fosse tra fantasmi. C da stupirsi
che sia ritornata tanto precipitosamente dai suoi quattro marmocchi?
13 febbraio
Ieri a casa di G. ho sentito di una diciottenne figlia di esuli, innamorata di un uomo che vuole
sposare. I genitori, per cos dire il massimo del progressismo pi ortodosso, si oppongono al suo
progetto di imborghesimento troppo precoce. Il padre, sconfortato per linefficacia dei suoi
argomenti, ha addirittura suggerito alla figlia di iniziare una relazione con luomo, invece di sposarlo.
Manca solo che iscriva la figlia a un corso propedeutico sulla Rivolta contro la generazione dei
genitori. La diffidenza rende la vita familiare insopportabile. Ma, lo ripeto, non sospettano la figlia di
un amore clandestino ma, appunto, di filisteismo professo. Il padre si comporta come se la figlia gli
scialacquasse il capitale; come se lui, che a suo tempo infranse con il sudore della fronte i tab della
sua famiglia, avesse fatto tutta questa fatica per niente; come se la ragazza riprendesse il lavoro di
ricamo al telaio sul quale, cinquantanni prima, era stato lasciato incompiuto dalle sue prozie.
In realt, questo caso limite fa gi parte del quadro della prossima generazione. Non siamo
ancora cos distanti, come lo  questa diciottenne, dai problemi del xix secolo e da quelli del xx. Ad
esempio, sarebbe eccessivo dire che assistendo a un dramma di Strindberg non riconosciamo pi le
seduzioni, i tormenti e i sensi di estraneit di cui parla e la ribellione che vi si oppone. Oggi per lo
meno continuiamo a capirli, dato che ci scambiamo anche delle occhiate, come se volessimo dire: per
essere cos mostruosamente seri - per questo i rapporti, per questo noi stessi siamo evidentemente
diventati un po troppo seri.
Marzo
A partire da ieri, agli inferi. Nella mia stanza ammobiliata sono comparsi allimprovviso sette
fusti e casse, tre energumeni, due neri, li hanno trascinati e li hanno fatti rotolare fin su da me, e hanno
scaraventato i pezzi sul pavimento. Dapprima ho cercato di rifiutare la consegna. Non solo perch
nellangustia della nostra mansarda non avevo assolutamente spazio per questi mostri, ma anche perch
ritenevo impossibile che potessero essere destinati a me, e non mi sono del tutto sbagliato. In ogni caso,
non poteva esistere destinatario pi legittimo di me, essendo il figlio di coloro - ormai morti da tempo -
che molti anni fa, prima della guerra, dalla loro dimora di Amburgo avevano spedito questi colli a
proprio nome, al futuro indirizzo di emigranti di Durham, nel North Carolina - un indirizzo anchesso
dimenticato da tempo -, per conservare il loro passato prossimo e remoto. Forse non pensavano che non
avrebbero mai osato avvicinarsi al contenuto, cosa che fecero, se non per sempre, almeno per decenni,
ed  probabile che non sapessero neppure pi esattamente che cosa ci fosse in quei fusti (non solo, ad
esempio, le loro lettere giovanili, damore, di fidanzamento, ma anche diari, carteggi, atti di nascita,
attestati sanitari, certificati di morte, occhiali e chiavi dei loro genitori da tempo defunti, addirittura di
zie, zii, nonni di cui loro stessi non si ricordavano pi - posta mortuaria, posta mortuaria); sapevano, o
avevano sentore, che si trattava appunto del loro passato, e se allora ad Amburgo, nei giorni febbrili dei
preparativi per emigrare, quando prepararono i colli per la spedizione, qualcuno avesse chiesto perch
volessero portarli con loro e che cosa pensavano di farne in un paese straniero, non avrebbero potuto
dare alcuna risposta ragionevole, in quanto solo di rado la pietas  in grado di rispondere a interrogativi
sul perch. Ma disfarsi degli oggetti  ancora pi difficile che conservarli scriteriatamente, e questa
deve essere stata senza dubbio la ragione ultima del loro recapito a casa mia - con il che sono di nuovo
ai tre giovanotti che li hanno trasportati imprecando fino al sesto piano del mio appartamento, i quali
hanno respinto con sarcasmo il mio tentativo (fra laltro optima fide, non avendo la minima idea
dellesistenza di queste casse) di non accettare la consegna. Sono anche stato costretto a pagare met
del mio stipendio mensile per una qualche tassa di deposito, e a dare persino una mancia sostanziosa,
visto che se ne stavano piantati, e vagamente minacciosi, tra i colli, come se avessero messo le radici. E
solo dopo che ho pagato questo contributo funerario, si sono finalmente allontanati. Se voglio
raggiungere la porta, devo fare delle contorsioni tra le casse. Hanno completamente invaso il mio
regno.
I colli erano tappezzati di etichette, a dimostrazione di come negli anni fossero stati scaraventati
da una nave allaltra, da un porto allaltro, da un deposito allaltro. Solo dopo innumerevoli tentativi
sono risalito alle etichette originarie: scritte con la grafia dei miei genitori, alcune in quella svolazzante
della mamma, altre nel modo incerto del babbo. Non riesco assolutamente a capire in che modo e in
base a quale intuizione alla fine mi abbiamo scovato; in ogni caso erano l e reclamavano i loro diritti.
Quando ho aperto il primo fusto, mi si sono rovesciate addosso, in un grande caos, generazioni
che da anni stavano mescolate alla rinfusa e che sembravano considerare ovvio che io e io solo, ora e
solo ora, qui e solo qui, mi prendessi cura di loro in veste di esecutore testamentario. Ogni oggetto
esigeva da me la conferma di essere esistito, almeno una sola volta ancora, prima che avesse luogo il
suo secondo, definitivo decesso. Ho fatto agli oggetti questa cortesia. In ogni caso ho messo tutto in
ordine cronologico: le loro lettere, i loro voti scolastici, le loro fotografie da bambini, i loro diari.
Perch? Se solo lo sapessi! In ogni caso, adesso conosco i due defunti meglio di come conoscessero se
stessi e laltro da vivi.
4 marzo
Ma non solo loro. Una cassa intera conteneva unicamente lettere a mia nonna. Tutte delle sue
amiche, tutte degli anni ottanta. Ho occhieggiato da sopra le spalle delle giovani donne e ho letto
insieme a loro che cosa hanno scritto settantanni fa, e assolutamente non per gli occhi dei loro amanti.
Stamattina ho dovuto spalancare le finestre. Il passato europeo che si spegne lentamente
surriscalda la pensione americana, fin su da me, fino al sottotetto. Mentre il passato di sotto va in
cenere, voglio cercare di salvare, almeno in un paio di formule, quelli che quarantanni fa furono i loro
patemi.
Tutte le lettere trattano damore. Tutte sono di donne sposate. Tutte di donne che credevano di
essere tradite. Tutte di donne che definiscono il loro amore una liberazione. Tradite come?
Liberazione da che cosa?
Tradite non dal loro marito. Anche. Ma solo in un secondo momento. Prima di tutto: tradite con
il matrimonio. E liberate dal matrimonio. Perch?
Perch non una aveva scelto il suo matrimonio; perch tutte loro erano state gettate nel
matrimonio in contraddizione con gli astratti ideali della libert borghese, in contraddizione con i
classici sui quali si erano formate, senza un sentimento proprio, senza scelta propria e senza una propria
possibilit di scelta, senza una propria opinione e senza la possibilit di unopinione.
Ora contraddicevano questa contraddizione; erano loro a tradire il tradimento: alcune,
terrorizzate, esultanti per aver osato; le pi solo con parole di protesta. Ma dai recessi dei loro cuori
traspare tormentata la martire della loro generazione: Madame Bovary.
5 marzo
No, non erano lettere damore, ma solo lettere sullamore, solo lettere alle amiche. Ma il solo
 fuorviante.
Dalle lettere emerge il quadro seguente: anche con lamante bisogna essere di poche parole.
Farlo partecipare ai dettagli della vita matrimoniale  escluso, e anche raccontare al marito i particolari
della relazione. Anche lamante  dunque solo un segmento di vita, nonostante la liberazione che si
suppone rappresenti. Questo ruolo di liberatore  piuttosto discutibile: nella maggior parte dei casi egli
si avvicina chiaramente alla donna solo perch lei  sposata. Ci che per lei  sofferenza - il suo
matrimonio -  per lui la condizione della relazione.  assolutamente impensabile che la donna sposata,
quando commette adulterio, intenda anche sciogliere il matrimonio. Per questa ragione lamante  per
lei soltanto una sospensione, un'avventura basata sul matrimonio che continua a rimanere in piedi.
Perci spesso lui esiste anche al plurale. Giacch il suo essere a tempo  proprio la condizione che
pone, che lo dichiari o meno.  di fatto gi perduto ancor prima di essere conquistato. Per quanto
lamata possa tentare disperatamente di dilatare lavventura, anche la pi stabile delle avventure
amorose non  per la vita, neppure quella eterna.
Al confronto con questa figura, lamica rappresenta davvero per lamica un pezzo di vita.
Decisivo: a lei si pu parlare di entrambi, del marito e dellamante. No, di pi. Perch la totalit della
vita  pi della sommatoria marito pi amante.  la tensione della doppia esistenza che con
lamica si pu scaricare. Pi del marito e dellamante, lamica appartiene alla vita intera, almeno come
suo specchio o superficie di risonanza. Ed eccitata, lamica attende gli ultimi turbamenti nella vita
dellaltra. Bramosa, vive nelle pene dellaltra. E spesso gli innumerevoli segreti delle sue svariate
amiche sostituiscono il mondo.
In realt, neppure lamica pu dare un sollievo reale, un aiuto reale. Ma nessuna di loro si
aspetta qualcosa di cos concreto dallaltra. Ognuna  per laltra solo una possibilit di dialogo, la
partecipazione e la tenerezza rimangono solidariet del pettegolezzo. Comunque, ancora oggi, la
segretezza della doppia vita che trapela bisbigliando da queste lettere  estenuante, e anchio, il nipote
sconosciuto che settantanni dopo sbircia da sopra le spalle il defunto - anchio non sono riuscito a
leggere fino in fondo oltre met dei plichi di lettere.
6 marzo
Da tempo ho il sospetto che ci che nella letteratura  definito appassionante, debba questa
sua caratteristica al tab.  questo il motivo del ruolo centrale dellassassino nella tragedia. Langoscia
dellincesto eccita lo spettatore di Edipo. La tensione subentra perch allorizzonte affiora linquietante
possibilit della violazione di un tab. Quando il tab che sta alla base di un dramma ha perso la sua
capacit terrifica e quando non  pi compreso, allora il dramma cessa di essere appassionante. In
America, ad esempio, dove generalmente le differenze sociali di classe non sono pi cos nette e
tangibili come in Europa - ancora cos permeata di residui feudali -, La signorina Giulia di Strindberg 
diventata unopera teatrale noiosa, non appassionante. Why the hell shouldnt she get married to that
guy? [Perch diavolo non avrebbe dovuto sposare quel ragazzo?] Un servitore (dove si  visto mai
qualcosa di simile?)  forse un essere di altro genere?
Questo legame tra tab ed eccitazione si  rivivificato in me nel leggere le lettere. Perch le
lettere sono tutte terribilmente appassionanti, come appassionante era comunemente considerato
lamore, al punto che aveva potuto diventare nel secolo scorso addirittura il soggetto del teatro.
Perch? Perch amore e tradimento furono identificati. E perch, al di l della consuetudine pi o meno
accettata del tradimento, ogni spettatore tratteneva il fiato, per vedere se questa volta il tab del
matrimonio sarebbe stato infranto davvero o no.
Ma lamore era eccitante anche per altre ragioni. In quanto faceva parte della condizione di
queste donne, che potevano s trasgredire il matrimonio, ma non potevano permettersi di distruggerlo,
di aprirsi una via di fuga da esso, o di romperlo; che potevano continuare a vivere nella reputazione
sociale e nellagiatezza solo mantenendo in vita (nel caso della scrivente K. solo mantenendo
economicamente lamante) anche linsoffribile matrimonio (che ovviamente rimaneva teso). Da
alcune lettere il rischio appare terribilmente alto, talvolta addirittura tremendo. Non stupisce che il
prestigio conseguito dallamante fosse cos alto, se il suo fascino o la sua facondia erano capaci di
superare langoscia di un tab tanto potente. Nella maggior parte delle lettere reggere linsoffribile
matrimonio appare come la condizione per reggere la relazione; e, senza dubbio, lamante assecondava
questo mortificante interesse femminile a tenersi contemporaneamente i due uomini, in quanto (non
importa se la recherche de la paternit fosse ufficialmente proibita o meno) aveva un comprensibile
interesse ad agire con il minimo rischio.
 chiaro: lamore era un monopolio femminile, o almeno era considerato dalle donne come loro
monopolio. Quello che per loro era liberazione, tuffo nella realt, fuori dallangustia e dal mondo
fatto di apparenze, era per gli uomini unavventura mondana tra le altre. Anche questo scarto di
funzione era di nuovo causa di tensione; una tensione, che contrariava lamante e rendeva isterica la
donna, non importa se definisse la relazione, di fatto sempre infelice, come felice o infelice.
Naturalmente anche questa nuova tensione contribuiva a far s che lamore, nella vita e nella letteratura,
fosse considerato appassionante.
 inoltre evidente come nella loro storia damore ci fosse molta pi segretezza che privatezza,
in quanto la privatezza necessita di condizioni che non erano mai consentite alla relazione, assillata
dallansia e in gran parte dissimulata: ossia tempo, tranquillit, quotidianit condivisa, reciproca
abitudine. Poich le possibilit di stare insieme (eccezion fatta per la quasi ouverture e latto senza
finale) erano minime, lamante era di fatto sempre assente, il che significa che l' amore restava, nel
modo pi malsano, nella cronica condizione dello struggimento nostalgico; e quindi, di nuovo, in uno
stato di tensione. E questa tensione non poteva mai trovare vero sollievo in fugaci rendez-vous in
camere ammobiliate, poich questa situazione era ancora una volta associata alla tensione dellessere
colti in fallo e del rincasare in ritardo. In altre parole: lamata non viveva nessun momento di intimit
con il suo amato. Piuttosto, doveva mantenere vivo il suo amore in privato, o in una solitudine
nevrotica o in uno scambio indiscreto con lamica, proprio per questo motivo indispensabile.
Non avendo mai occasione di vivere intimamente con lamante, e non avendo alcuna
possibilit, di conoscere davvero lamante, era condannata a spacciare per  segreto  intimo la
meschina clandestinit dei suoi fuggevoli piaceri, in un segreto dal quale lo stesso amante era di fatto
escluso. Daltra parte, quando mai avrebbe trovato il tempo per parlargli di questo segreto? E come
avrebbe reagito lui, se nella chambre gamie lei gli avesse parlato un po del loro amore, invece di
dimostrarglielo frettolosamente sospiroso? Ci che contava era dunque: se ti amo, cosaltro ti
importa? E per lo pi egli non si lasciava coinvolgere cos profondamente. Ci che accadeva tra lei e
lui, non importa se segretezza o mistero, non era per lui nemmeno lontanamente eccitante quanto lo era
per lei, perch (prescindendo totalmente dal fatto che egli non correva alcun rischio fisico) il suo ruolo
nella relazione non era considerato disonorevole, quanto piuttosto, agli occhi delluniverso maschile,
un punto donore; mentre, lo ripeto, la parte di lei, assai pi rischiosa qualora fosse stata scoperta,
sarebbe stata considerata una vergogna agli occhi dei contemporanei, se non addirittura agli occhi dello
stesso amante; o meglio: perch per lui era un punto donore mettere una signora d rango in una
situazione che lu stesso considerava disonorevole per una donna. Queste circostanze fecero
effettivamente di ogni amante un potenziale nemico, traditore o ricattatore dellamata. Due delle
scriventi temevano davvero con uguale angoscia amanti e mariti; il loro salto fuori dalla costrizione
matrimoniale fu il salto in una seconda costrizione. Ecco un altro motivo per cui lamore era cos
eccitante, ed era considerato eccitante nei romanzi. La donna doveva aspettarsi non solamente di
essere abbandonata dallamante, senza poter battere ciglio dinanzi a marito e figli, ma anche di essere
ricattata. No, una simile condizione femminile non era proprio invidiabile.
8 marzo
Aspetto decisivo delle lettere di L.: il tradimento assunse per lei un significato liberatorio, di
rottura, di esperienza fondamentale, di fiducia in se stessa. La parola liberazione 
terribilmente mutevole, ma significa soprattutto emancipazione dalla pressione, dalla costrizione e dalla
noia dellistituto matrimoniale borghese.
Poich L. si liber in modo affatto rousseauiano dallartificiosit dellistituzione, fine della
liberazione fu la natura. Non  pensabile nulla di meno cristiano, dal momento che la liberazione
cristiana libera appunto dalla natura. Altri due casi furono particolarmente sconcertanti. Il primo,
quello di Luise M.: il suo amante sembra essere stato casuale, niente pi di un nome che lei aveva
aggiunto alla fine come riempitivo a termine, per dare concretezza al suo struggimento che da tempo
vagolava senza oggetto; e di cui aveva anche bisogno, come scrive lei stessa, per confermarlo a me
stessa. E intendeva: per confermare a se stessa di essere capace di amare, quanto meno di non essere
frigida. In questo caso, lessere amata sembra essere stato molto meno importante, forse addirittura del
tutto insignificante, in quanto dalle sue lettere traspare nettamente il piacere maligno, il piacere maligno
per la casualit della sua scelta, come se con questa seconda casualit si vendicasse della prima,
quella del suo matrimonio, come se con questa sfuggisse un po al marito.
E Friderike R.: chiaramente la pi passionale - dotata di una calligrafia consapevole ed
energica, insolita per quei tempi -, la quale raccoglie tutti gli uomini, marito e amante compresi, in un
unico mazzo, di tutti parla con lo stesso tono di disprezzo, per lo pi con un tono di disprezzo reso
ancor pi offensivo dal compatimento. In sintesi il suo giudizio sui maschi (che suona come le
femmine) sarebbe: sono troppo stupidi per essere in grado di amare. La tesi si riaffaccia nelle
varianti pi diverse. Cosa che tuttavia non le impedisce di parlare (con il medesimo disinteresse per le
femmine che hanno gli uomini quando parlano con disprezzo delle femmine) di nient'altro che di
questi maschi disprezzati, di mostrare perfino invidia e ammirazione per loro, ammirazione per questi
strani babbei che non ci capiranno mai e ai quali non verr nemmeno mai in mente di farlo, che si
aggirano l fuori, in un mondo diverso, fanno soldi, vai a capire come e con che cosa, ma che senza
dubbio hanno questa dote quasi divina che nessuna di noi avr mai, e che se non avessero, saremmo
costrette a licenziare la cuoca gi domani, peccato che questi fantastici giovanotti, questi poveracci non
abbiano uno straccio di sentimento - questi poveracci - e cos, dopo la sua breve digressione
sullinvidia sincera e sullammirazione sincera, addirittura sullammirazione per lincapacit di amare
degli uomini, approda di nuovo felicemente al disprezzo, e dico felicemente in quanto il disprezzo
che nutre per il suo adorato babbeo (il suo era certamente un agente immobiliare)  allo stesso tempo
fierezza per il proprio monopolio amoroso, quindi non solo per amare il suo babbeo pi di quanto lui
amasse lei, ma per il fatto di poterlo amare, mentre lui non si rendeva neppure conto di che cosa si
trattasse. E questa fierezza la pervade con travolgente entusiasmo nelle lettere allamica, che vive
esperienze pi o meno analoghe. Che cosa significa amore infelice? esclama in una delle lettere, se
con sincerit o meno non  pi possibile dirlo. Se noi amiamo pi di loro, abbiamo dunque di pi del
nostro amore? Loro sono gli infelici, loro i traditi e, daltra parte, non meritano altro. Sono persino
incapaci di rendersene conto, sono troppo maschi!
Emerge con grande evidenza da una delle lettere che questa donna si  affrancata dal marito,
che vive separata da lui anche se solo interiormente. Ma dopo averci preso gusto, il suo desiderio di
libert e il suo piacere di ingannare  chiaramente cos sconfinato che ormai tradisce anche lamante.
Certo, non in senso convenzionale, ma proprio questo le sembra motivo di un nuovo trionfo: Sai che
ormai tradisco anche lui?, domanda. Con chi? No, non lo indovini. Con la mia passione amorosa per
lui. Perch lui significa per me mille volte di pi di quanto egli sia veramente, e di quanto veramente
valga. Da quando me ne sono resa conto non pu accadermi pi nulla. Sperimentalo una volta pure tu!
Anche il tuo, non puoi punirlo pi di cos! 
No, la vita per queste donne non fu facile, allora costrette da noi uomini in situazioni a
doppio e triplice senso (per quanto, dopo sessantanni, questa solidariet colpevole possa ancora avere
senso). E, daltra parte, confrontarsi con queste donne non devessere stato proprio agevole. Non 
immaginabile come possa essersi comportata una donna di questo tipo verso lamante. Nel migliore dei
casi in modo capriccioso. Ma questa volubilit non aveva gi in s una quota di isteria, non era la forma
abbozzata, colta, aggraziata, dellisteria, una preisteria che aveva ancora la prerogativa assoluta di fare
come se listeria fosse solo fittizia? Temo tuttavia che, senza saperlo, tutte queste donne in realt siano
state normalmente isteriche. E noi uomini probabilmente eravamo convinti che le donne per natura
fossero sempre state e sempre sarebbero state cos, vale a dire isteriche. Se con laiuto della macchina
del tempo di Jules Verne potessimo essere trasportati nellambiente di queste donne o dame di allora,
ci che ci sorprenderebbe non sarebbe scoprire di essere diventati dei barbari, ma come siano diventate
sane e sagge le nostre donne di oggi.
10 marzo
Ho distrutto, poco fa, fatta eccezione per una minuscola manciata di pagine, il contenuto delle
casse funerarie, e ora mi sento impoverito. Coloro che erano sorti dai loro avelli adesso sono morti per
la seconda volta. Davvero per lultima volta; infatti, chi dovrebbe ricordarli? Le loro pene non sono
state registrate in nessun libro dellesistenza. E se io, che vivo in un paese straniero, ho cercato di dare
loro ancora una volta la parola, in realt ci non  servito a nessuno - stavo quasi per scrivere: fuorch
agli stessi defunti. Per quanto sia ancora profondamente radicato in me, nel pi scettico degli outsider,
il motivo del sacrificio funebre. Se ancora una volta ho dato loro voce per il tramite delle mie labbra 
semplicemente perch anche loro in passato sono esistiti e perch nessuno tollera, nemmeno io, che ci
che una volta  stato, sia ora come non fosse mai esistito.
3 aprile
Incontrato lo scrittore inglese C.A., residente da tempo qui in America. Singolare leffetto
prebellico, pre-1914, che fa questuomo. Certo, siamo coetanei; ma lui appartiene storicamente a
unaltra epoca. Non ha mai avuto, come i tedeschi, loccasione di una sconfitta: non  stato costretto,
come noi, a una revisione trentennale di tutti i fondamenti culturali. Ancora oggi, nellera atomica, le
sue proteste risuonano come grida del xix secolo; le sue rivoluzioni si svolgono nella camera da letto,
restano dunque, poich si riferiscono a qualcosa di specifico, in particolare a qualcosa di
esclusivamente privato, del tutto inoffensive. Lo ha ferito che io abbia giudicato non solo comica, ma
anche noiosa la sua fierezza e quella dei suoi amici per aver violato i tab sessuali vittoriani. La sua
audacia nel nominare intimit corporali o nel descriverle pedantemente lo riempie di sconfinata
autostima. Lavere normali rapporti sessuali lo rende ai suoi occhi un bolscevico; posto che li abbia:
perch ho il sospetto che avere osato gli appaia ora, post festum, una volontaria evocazione di un
giudizio universale, assurto ad Anno Primo del suo ordine temporale e a senso della sua esistenza. Pi
della sua fantasia che del suo agire.
20 aprile
Ho letto alcuni racconti ebraici della Bucovina: non una sola coppia che si sia sposata per
amore, tuttal pi alcuni si sposarono nonostante lamore; quando cera il sospetto che due persone
destinate uno allaltra si piacessero troppo, la loro decisione di sposarsi era mandata allaria: lamore,
infatti, era considerato un focolaio di pericoli, e il matrimonio non la conseguenza sproporzionata di un
sentimento, bens unistituzione.
Da nessuna delle storie si evince che le persone unite dal caso siano state particolarmente
infelici. Al contrario: i matrimoni erano diventati matrimoni damore. Ci  scioccante per i nostri
pregiudizi sullamore. Alcune glosse di rettifica.
La maggior parte delle donne confonde l'essere amata con lamare stesso. Per fortuna. Se
questa confusione non avvenisse, sarebbe semplicemente improbabile che una donna B, amata da un
uomo A, riamasse proprio A. Ovviamente il verbo confondere  ambiguo; giacch qui non si tratta
n di un riconoscere n di un disconoscere; ma di un trasformare. La donna che  amata,
attraverso laccettazione rappresentata dallessere amata  davvero trasformata: in uno stato pi elevato
di turbamento o di felicit; e questo  appunto amore, anche se amore al secondo sguardo.
La cosa  del tutto evidente nel faire lamour. Giacch qui lamore nasce
dallessere-stato-amato: amore allultimo sguardo. Che una donna, dapprima solo genericamente
affezionata a un uomo, postfestum lo ami davvero, rientra perfettamente nelle regole; e se la prende
solo lo sprovveduto che sospetta che lei ami fare lamore, non lui; ed  geloso della sua stessa
notte damore. Ma la sua distinzione  una sublime sciocchezza. La donna non pensa affatto di amarlo
per riconoscenza, in ringraziamento per il piacere che le ha dato. Separare uomo e piacere in un tale
frangente - questa astrazione sarebbe la massima oscenit, cosa di cui la donna  per lo pi incapace.
Per lei fare lamore  lui, e lui  fare lamore. Giacch i fatti definiscono i sentimenti cos come i
sentimenti definiscono i fatti.
La leggenda giavanese della donna violata, che non ebbe la possibilit di vedere il suo
violentatore divino, e che senza conoscerne le sembianze vag tutta la vita per il mondo alla sua ricerca
per congiungersi a lui - no, non si tratta di una favola crudele frutto della fantasia, ma della descrizione
fedele di un fatto che corrisponde al vero.
27 aprile
Nella traduzione tedesca di Amleto, la lingua tedesca non compare: ogni parola  tedesca;
nessuna rimanda al tedesco. Nella trascrizione per pianoforte che Liszt fece dell'Harold di Berlioz, il
colore timbrico pianoforte non compare. Tutto  pianoforte; nessun tono rimanda al pianoforte.
Nel disegno a sanguigna il colore rosso non compare. Tutto  rosso; nessun segno rimanda al
rosso.
Esiste tutta una serie di scrittori antipuritani di professione (come C. A. che ho rivisto ieri), che
letterariamente campano del fatto di pater les bourgeois... dunque dellinfrangere i tab sessuali nelle
loro poesie o nei loro romanzi, confidando naturalmente nella potenza dei tab, giacch senza la
collisione con essi non potrebbero mai raggiungere leffetto scioccante desiderato; chi vuole sfondare
le porte ha bisogno di porte. Con il crollo effettivo dei tab sarebbero rovinati. Per dimostrare
lassurdit di questi vanesi antipuritani di professione si sarebbe tentati di utilizzare per una volta il
sesso come il traduttore fa con la lingua, larrangiatore musicale con il pianoforte, il pittore a sanguigna
con il rosso... vale a dire: per una volta in un poema tradurre tutto nella tonalit del sessuale, in modo
che tutto sia sesso ma nulla rimandi al sesso: attraverso questa trasposizione lindecente sarebbe
completamente eliminato, cos come sarebbero eliminati la lingua originaria nella traduzione, il
cromatismo pianistico nella trascrizione per pianoforte, il rosso nella sanguigna.
Solo un rozzone, ossia chi considera la sessualit come un dominio del tutto separato,
negherebbe che una simile trasposizione sia possibile. Per lumano non ci sar per nulla dellessere
umano che non si lasci trasporre anche in questa lingua: tenerezza e insolenza, intelligenza e stupidit,
rispetto e prevaricazione, malinconia e spensieratezza, essere sperduti ed essere al sicuro, morire e
vivere.
Un romanzo simile non avrebbe certo vita facile.  chiaro che il puritano lo fraintenderebbe e lo
rifiuterebbe in quanto indecente. Ma lantipuritano reagirebbe probabilmente in modo ancor pi
indignato, giacch sarebbe defraudato del suo lavoro: la nudit trasforma in disoccupato chi del mettere
a nudo fa un mestiere. E sarebbe un puro caso se anche uno solo degli innumerevoli colpi scambiati tra
il fronte del puritanesimo e quello dellantipuritanesimo mancasse un libro simile.
Esiste unopera letteraria del genere (anche se scritta in un linguaggio sessuale), che rimanda
tanto poco alla sessualit, quanto la versione tedesca dellAmleto rimanda alla lingua tedesca; o, pi
esattamente (giacch lopera non  riuscita): c unopera che deve la sua esistenza a questo motivo: la
Lucinde di Schlegel. Infatti ci che Schlegel si proponeva in questo famoso romanzo non era
lemancipazione dellindecente, bens la sua eliminazione. Dopo un secolo e mezzo di fraintendimenti,
in parte ingenui, in parte timorosi, in parte malevoli (ai quali presero parte nientemeno che Hegel e
Dilthey), ci pu sembrare incomprensibile: ma quando Schlegel volle emancipare la donna, non si
tratt della donna in quanto essere sessuale, ma della donna nonostante il suo sesso. In un certo senso,
Schlegel fu il primo di quegli intellettuali moderni resi folli dal fatto di vivere, accanto alla loro
esistenza nello spirito, anche una vita sessuale (semplicemente accanto e semplicemente anche).
Cerc dunque disperatamente di trovare un denominatore comune alle due componenti della sua doppia
esistenza. Questo denominatore comune lo individu nella donna spirituale, nella donna che non era
(kantianamente) esclusa dal genere umano; che, per lo meno con il suo aiuto, poteva dunque essere
partecipe della ragione e della filosofia. In silenzio (ben presto con sufficiente fragore), attraverso
questa promozione della donna a persona, egli modific anche il rapporto delluomo con la donna,
anche quello carnale. Anchesso fu incoraggiato: il rapporto sessuale divenne, per lui, occasione
umana, spirituale, religiosa ( ci abbracciavamo con sfrenatezza pari alla religione ... e: suprema
leggerezza del nostro matrimonio). Facendone una pratica umana, spirituale, religiosa, pot parlarne;
parlandone, fu considerato indiscreto; essendo indiscreto, dovette passare per concupiscente: in quanto
la concupiscenza  desiderio che, coram publico, non ha freni.
Lesaltazione della condizione di denominatore comune, in cui egli auspic come sessuale
tutto lo spirituale e come spirituale tutto il sessuale, non era naturalmente sostenibile. E da questo
scacco scatur il motto di spirito: giacch il suo motto di spirito non fu altro che il cortocircuito che
sinnesc allorch si persuase di esaltare i sensi per amore di unidea; o, al contrario quando, per
giustificare il suo amore sensuale, Io corred di densi discorsi filosofici.
Tutto ci si spinse in lui fino al punto - e qui la sua opera diventa davvero indecente - da
mescolare, nella situazione amorosa, la trivialit del sesso e la generalit filosofica del concetto, e da
fare, per pure ragioni euristico-filosofiche, proprio ci che non pu che distruggere qualsiasi amore.
Quando Julius (= Schlegel) dice entusiasticamente a Lucinde di non capire pi se si tratta del mio o
del tuo amore, e, subito dopo confessa: non amo solo te, amo la femminilit stessa,  uno zoticone
insieme esaltato e pedante, sopravanzato in cultura erotica da qualsiasi puritano o da qualsiasi persona
banalmente riservata.
Il romanzo non  riuscito perch Schlegel, nel tentativo d fare della donna una persona, ha
reso luomo femminile, un essere che vive unicamente nel e per l'amore (cos accadeva gi a Ernestine
nella terza delle Lettere confidenziali di Schleiermacher):
perch il suo disprezzo per il matrimonio come istituzione si tramut in unapoteosi
dellindiscrezione, invece che in un ritorno alla privatezza;
perch lui, teorico della sensualit, si sforz con il sudore della fronte di distillare verit
filosofiche dalla nudit, invece di accettare la verit nuda e cruda, ossia che a nessun uomo  dato di
colmare in unincessante esaltazione il baratro tra carne e spirito;
perch un le due sponde per mezzo dellalgido spettacolo pirotecnico del motto di spirito,
invece che con qualcosa che non fosse immediatamente n spirito, n sensualit: vale a dire con la
gentilezza e lumorismo... di cui il poveretto era totalmente privo.
Ciononostante, egli di certo non aveva concepito il romanzo come scurrilit; e quando
Schleiermacher reputa che si tratti di una protesta contro la tarda scurrilit rococ  la Oberon, ha senza
dubbio ragione.
Non  dimostrato dal fallimento di questa famosissima prova che un simile libro dovesse fallire.
Tanto pi che mi sembra che Goethe abbia creato un modello perfetto di questa poetica. Nella chiusa
della quinta delle sue Elegie romane:
Spesso fra le sue braccia ho anche poetato
e scandito lesametro con lieve tocco di dita
sulla sua schiena. Respira un amabile sonno,
e il suo alito mi penetra e avvampa nel fondo del petto.
Amore ravviva intanto la lampada e pensa ai tempi
quando rendeva lo stesso servizio ai triumviri1
il mondo intero si solleva dallangustia della situazione pi intima; anche le tombe
dellAntichit si dischiudono; e, per ritornare alla nostra prima immagine, la sanguigna, per quanto
rossa sia, rimanda non solo al rosso, ma a tutti i colori delliride delluniverso.
29 aprile
Ci che uno Schlegel e uno Schleiermacher avevano proclamato da rivoluzionari dellamore,
fra lo sconcerto e lirrisione della loro epoca - vale a dire che anche la donna  una persona e, in quanto
persona, pu pretendere luguaglianza - fu realizzato in misura imprevedibile da quel xix secolo che i
due avevano inaugurato con i loro appelli... in una misura cos imprevedibile, che i proclami vecchi di
centocinquantanni ci appaiono oggi datati e ridicoli. Ma questo effetto conferma solo che entrambi
hanno avuto ragione: la prima espressione passionale di ci che si realizza in modo repentino diventa,
altrettanto repentinamente, pathos dellaltro ieri, e solo lirrealizzato rimane penetrante e moderno.
Indubbiamente la parit dei diritti ha assunto un significato oltremodo antischlegeliano. Per
Schlegel entrambi, uomo e donna, sono uguali in quanto tutti e due non sono che essere umani; certo,
di entrambi dice che sono degli artisti; ma poich a partire dal Wilhelm Meister lartista fu inteso non
come un essere umano costretto a svolgere un lavoro, ma come realizzazione ed espressione suprema
dellessere umano, il lavoro di lei non  che la perifrasi della sua mancanza di lavoro.
Fu proprio il negativo di questa possibilit che rese la donna uguale: la diversit tra i due
sessi si ridusse perch anche lei fu costretta a diventare una lavoratrice. Se prima non aveva diritti,
comunque era mantenuta. Da quel momento acquis il diritto maschile a dover guadagnare: il diritto a
dover uscire nella vita ostile l fuori per non morire di fame; e il diritto (poich senza eccezioni era
pagata peggio delluomo) a fare concorrenza sleale ai suoi fratelli. Detto in modo radicale:
luguaglianza dei diritti non ha comportato per lei lo stesso diritto maschile, bens lo stesso diritto alla
reificazione. Rispetto a questa situazione (che indubbiamente la porta fuori nel mondo),
probabilmente in passato fu pi persona: infatti le cento attivit del suo universo privato sono di
norma pi interessanti del lavoro specializzato in fabbrica e in ufficio, in un mondo che le  estraneo.
Ma non importa, che si tratti dello stesso diritto maschile o dello stesso diritto alla reificazione,
in questo modo il monopolio delluomo fu spezzato. Larroganza che ogni uomo, in quanto uomo, ebbe
quando rincasava, oggi non  pi immaginabile: egli era padrone, non marito, e non solo perch
costretto a uscire in una vita ostile, ma perch poteva uscire; e, per cos dire, si presentava nella stanza
per filare con il bottino mondano. Forse ci valse di meno per il contadino che per il cittadino, in
quanto interesse comune e collaborazione allesterno furono per lui assai pi naturali che in citt.
La separazione della donna dal lavoro maschile  in gran parte un fenomeno urbano.
Questa situazione  ormai passata. Anche luomo non va fuori nel mondo, ma in fabbrica o in
ufficio. Ma ora anche la donna vive questa duplice esistenza, ora anche lei gode dello stesso diritto.
Tuttavia, per quanto il suo lavoro possa essere dipendente, in novanta casi su cento essi lavorano in
modo indipendente luno dallaltra. Il che significa: anche la donna conduce ora una doppia esistenza
(che non le consente di vivere); ora anche lei ha un mondo fuori casa, in cui luomo non solo non deve
mettere il naso, ma in cui non pu o non ha intenzione di mettere il naso. La differenza topografica tra i
coniugi, che prima, con la distinzione lei dentro, lui fuori, poteva essere formulata con la precisione
di un a priori,  stata sostituita da: entrambi dentro ed entrambi fuori. Tralascio del tutto il fenomeno
diffuso in cui lei raggiunge una posizione pi elevata rispetto a lui; o in cui lei, anche se dipendente,
con un lavoro sicuro da impiegata, guadagna di pi o in modo pi sicuro di lui che arrischia un lavoro
autonomo; o in cui lei contribuisce di pi alla casa; o in cui lui rientra prima a casa, dove naturalmente
lo aspettano le incombenze domestiche - la parit totale  gi sufficiente per fare del rapporto tra i sessi
qualcosa di assolutamente inedito. Tuttavia dal momento che nulla evolve cos lentamente come le
emozioni e le forme comportamentali adattate a una nuova realt (molto pi lentamente delle
ideologie), la situazione attuale  ancora di latto, sia emotivamente sia moralmente, del tutto anarchica.
3 giugno
A casa R. Finora sono stati una coppia molto allegra e affettuosa, nonostante la situazione
economica fosse pi che modesta. Ora le cose vanno di male in peggio. Lallegria e la tenerezza di
prima sono solo un ricordo.
Quattro settimane fa, contrariamente a ogni aspettativa, lui non ha avuto la promozione; lei
invece, per un caso imprevisto, ha raggiunto quasi nello stesso momento la totale indipendenza
economica, e guadagna di pi di quello che il marito avrebbe potuto guadagnare nella posizione non
raggiunta. Ogni passo e ogni decisione dipendono ora da lei (anche se discutono ogni cosa: magra
consolazione).
Anche persone del livello dei R. sono dunque incapaci di non coinvolgere la loro vita amorosa
in questo spostamento di potere. Com possibile?
Sulla spiegazione graver il sospetto di suonare reazionaria: la tesi banale che nel faire lamour
noi uomini siamo attivi, mentre la donna  passiva,  giusta, indipendentemente dallo scopo a cui la
possono piegare i filistei. Anche la pi alacre delle seduzioni femminili non  una confutazione,
giacch la seduzione vuole appunto spingere allazione. Ebbene, mi sembra che in una societ in cui
luomo  superiore alla donna a livello sociale, dal punto di vista dei rapporti di potere e sotto il profilo
giuridico, latto sessuale e la sua divisione in attivit e passivit appare una conferma del rapporto di
forza extraerotico dei sessi. Questo rapporto diventa oltremodo difficile, quando questa conferma,
questa analogia viene turbata. Da questo momento la situazione amorosa contraddice la realt.
Subentra la sensazione che quanto si sta facendo non va. Da questa incongruenza nascono rancori
velenosi; luomo cerca di vendicarsi della sua inferiorit economica con un ingiustificato superomismo
sessuale o con una artificiosa brutalit; oppure la donna percepisce il faire lamour come lunica
situazione in cui  defraudata della sua posizione di potere da poco acquisita: e lei odia chi la
defrauda.
Una certa astiosit  ormai chiaramente percepibile in R. Entra nella stanza con il grembiule da
cucina per mostrarle a cosa lo costringe. In passato avrebbero riso insieme della mascherata; oggi 
sgradevole a entrambi.
La domanda, che si pone frequentemente, se una donna pu essere insieme donna e business
tvoman, non si limita dunque solo al problema how to run your office and your home [come conciliare
lavoro e casa];  allo stesso tempo una questione sessuale oltremodo pericolosa.
6 luglio
A casa L. C K., che rivedevo per la prima volta dopo tre anni.
Lultima volta avevamo incontrato K. al Metropolitan Museum, dove tent per sei volte di
avvicinarci... fin quando non gli rivolsi io la parola. Avrei dovuto evitarlo: perch dopo due minuti di
conversazione, che per timore di una pausa lui riemp di anacoluti a commento dei quadri, si conged
allimprovviso svignandosela in unaltra sala.
Ora era di nuovo l.
Dapprima non lho riconosciuto affatto. Il signore un po troppo roseo che mi ha rifilato un
colpo gioviale sul fianco era uno sconosciuto. Osservandolo pi a lungo (lui infatti non si  presentato,
e stupire vecchie conoscenze  risultata essere la sua specialit), ha cominciato ad assumere una certa
aria familiare: ho puntato sul fratello gemello, pi robusto e pi grossolano, che mi era stato presentato
alcuni anni prima. In effetti, il fratello sarebbe la risposta giusta, ha esclamato stentoreamente K.
Ma? Il suo epigono.
Aveva laria di apprezzare anche il fatto che ho impiegato molto tempo a convincermi che lui
fosse lui.  come ha fatto a rimettersi cos bene?, ho chiesto. Non avevo la minima intenzione di
essere indiscreto. Anche di questo mi  stato grato; ha riso ancora sonoramente: Ma casca dalla luna?
Con lanalisi,  ovvio!  Mi sono scusato c, per la terza volta, ha replicato con una risata. Anzi, mi ha
fatto un piacere, ha esclamato condiscendente. Ed essendo sano in modo professionale, addirittura
esibizionistico, si  divertito a discettare in lungo e in largo della sua analisi come se si trattasse di una
piacevole cura termale. La frase senza senso Anzi, mi ha fatto un piacere, aveva dunque un preciso
significato.
Senza dubbio costituiva e, non solo acusticamente, il centro del gruppo. Servendosi della sua
salute patologica, si comportava come fanno gli isterici, che con laiuto della loro malattia costringono
i loro simili a fare cerchio intorno a loro. Una specie di isterico negativo. Anche se faceva pena, era
affascinante osservarlo.
Ricordo di aver visto una volta, in un negozio di souvenir di Norimberga, la riproduzione a
colori del cavaliere dellincisione di Drer II cavaliere, la morte e il diavolo. La figura caricaturizzata
risultava impropriamente realistica, improbabilmente reale: insomma, troppo realistica. Era
esattamente leffetto che faceva K.: limprobabile trasposizione di una sottile figura bidimensionale in
forma tridimensionale. Ho gi detto come egli si sentisse a suo agio in questa sua versione rozza.
Un tempo, prima che iniziasse il suo nuovo computo del tempo, si era dedicato a un lavoro,
peraltro mai concluso, su Watteau, in cui aveva annotato sottili osservazioni sul ruolo delle figurine che
si allontanano dallo spettatore e sulla riduzione della natura a parco. Come procede il libro su
Watteau?, ho chiesto. Bah! , ha fatto lui. Watteau! Sono troppo sano per queste cose. Cosa
intende? Ha fatto un brusco movimento di rigetto: Non ho pi niente da spartire con quel periodo.
Ho avuto limpressione che fosse ricorso altre volte a quel gesto e a quelle parole. E trova forse, ha
continuato, lanciandomi uno sguardo penetrante, che il fatto che ci si interessi allarte fintanto che non
si  in forma, deponga a suo favore?
Mai prima di allora sarebbe comparsa sulle sue labbra una simile espressione sportiva. E la sua
interpretazione delle figurine che si allontanano? Le vuole lasciar perdere cos? Ragazzo mio, ha
detto, interpretazione! A sentire questa parola si pu provare nostalgia di casa. Dunque le lascia
perdere? Le figure che si allontanano? Restino dove sono. E, quindi, con tutta la spudoratezza del
neofita: Non quelle che si avvicinano. Erano cos conciati i rimasugli triviali di quello che un tempo
era stato il suo autentico senso dellironia.  stato il solo a ridere. Ed essendo davvero convinto che la
battuta sarebbe stata un buon congedo, ha guardato lorologio e ha ripetuto: A proposito di chi si
avvicina. Fuori ha riso di nuovo, ed  scomparso.
Nel frattempo  diventato famoso, ha commentato L., quando il gruppo si  ritirato.  Si tratta
del pi grande successo del dottor N. Lo studio N. campa addirittura della sensazionale guarigione di
K.. Mi sono mostrato perplesso. Ma la signora N. ha colto nel segno. Il dottor N., ha detto, ha
gettato via il bambino insieme con il complesso. Lo ribadisco, aveva perfettamente ragione. Ma il
caso non mi  sembrato per nulla divertente.
Nemmeno il pi acrimonioso degli avversari dellanalisi potrebbe negare che i sintomi nevrotici
di K. siano spariti. Tuttavia, insieme con essi si  dissolta la sua precedente condizione umana; con essi
sono sparite tutte le possibilit di cui un tempo la sua malattia lo aveva dotato; ogni sottigliezza; ogni
riserbo; ogni sfumatura; ogni sublimazione. La riflessione non  peraltro nuova. Quando nel 1834
Raimund disse al suo medico:  senza dubbio possibile che lei mi guarisca dalla mia ipocondria, ma 
probabile che cos mi ripulisca di tutto ci con cui scrivo le mie commedie, intendeva la stessa cosa.
Ora utilizza quanto gli  rimasto di raffinatezza e cultura degli anni trascorsi a occuparsi di arte
figurativa, facendo il direttore di un istituto grafologico annesso a un grande magazzino californiano.
Qui recupera, in modo programmatico, tutto ci che ha perduto nella sua versione originale. Siccome le
signore che portano prove grafologiche in un grande magazzino per ottenere a pagamento informazioni
indiscrete non fanno propriamente parte della classe pi ammodo; siccome sono per lo pi nevrotiche,
eleganti, semicolte, curiose, e quindi piene di brama, la sua posizione si  mutata automaticamente in
una specie di sultanato con un harem cangiante come un caleidoscopio. Il suo giro erotico di clienti ha
distrutto in modo definitivo ci che era rimasto ancora sano dopo lanalisi.
Questione: non c alcun dubbio che la radice della malattia sia stata estirpata dalloperazione
analitica. Ma linterrogativo  appunto se sia sempre possibile eliminare solo la radice. Ci vale
soprattutto per quelle radici che, a ragione, interessano maggiormente lanalisi: vale a dire per quelle
che originano nella prima infanzia e che sono intrecciate pi profondamente con tutti i segmenti che
costituiscono lidentit delluomo. Spesso, quando per lanalista  cos indicibilmente difficoltoso
avvicinarsi a una radice psicologica, non  solo perch  rimossa, ma appunto perch lessere umano
nella sua totalit ne viene, nel bene e nel male, coalimentato e coformato e, anche lui, si sente
cominacciato quando avverte che qualcuno vuole intervenire con lascia alla radice. In un certo senso,
fin quando luomo continua a esistere, la malattia stessa  oltrepassata, ossia  trasformata in un
nuovo punto zero, una specie di salute di secondo grado... concetto che anche allanalista non 
estraneo, in quanto egli teorizza che listerico vive della sua patologia. Luomo si  dunque adattato
alla sua malattia; e se perde la sua malattia, ha paura di perdere anche il suo bellarmadietto dei
medicinali, il suo ritmo esistenziale, le sue abitudini, il suo stile, insomma se stesso. Esiste dunque una
difesa della malatta che non ha nulla a che fare con la rimozione, bens con il fatto che siamo la
nostra storia personale; e che questa storia non e pi pensabile senza le radici patologiche. Pu quindi
accadere che quando la radice  estirpata luomo nella sua interezza, che per proteggerla si  attaccato a
essa, sia anche lui sradicato e che delluomo non rimanga che linvolucro vuoto.
Insomma, operazione riuscita, identit morta. Questa interpretazione si adatta perfettamente a
K. Di fatto non era pi lo stesso, e la sua affermazione di essere ormai un altro uomo o un uomo
nuovo, che rimandava allespressione religiosa homo novus,  molto pi vera di quanto lui stesso
immaginasse: giacch quello vecchio  affatto distrutto. Che egli sia ancora un uomo - poich
delluomo fa parte la storia con la quale si identifica - unaltra faccenda.
20 luglio
Mi ha lanciato uno sguardo intenso.
Ce ne stiamo da duemilacinquecento anni a fare della filosofia e della psicologia della
percezione... ma che cosa significa che una persona guarda intensamente negli occhi unaltra, non
solo nessuno lo ha mai spiegato, ma nessuno non lha mai nemmeno chiesto. E se uno ponesse la
domanda sarebbe deriso come antiempirico e come metafisico antiscientifico. Viva la metafora!
Studiosi che riconoscono come fatto solo ci che  improntato al loro concetto scolastico di
empiria, e che si ritengono troppo superiori anche solo per invitare a prestare ascolto a una metafora
utilizzata, compresa e verificabile da chiunque, hanno perso ogni contatto con la realt e ogni fiducia
nei loro simili. In fondo queste espressioni non nascono dallo stato danimo collettivo. -
No, lo sguardo intenso non  un semplice stato danimo. Non solo viene naturale al poeta, ma
 alla portata della coppia pi comune. Per non dello psicologo. E pure lui, quando, dopo lattivit
dello studio, guarda sua moglie negli occhi (non analizza o addirittura percepisce i suoi occhi),
lo intende davvero metaforicamente? Oppure quando, osservato da questo sguardo, lui non distoglie il
suo, perch si sottrae a una metafora?
 possibile che qualcosa delle attuali teorie della percezione divenga inutilizzabile dal momento
in cui si prende in seria considerazione la metafora. Ci succede (come accadde in pressoch tutte le
teorie) quando si scelgono, come modello delloggetto percettivo, dei colori o dei toni oppure (il
che, in fondo, non  meglio) delle forme: oggetti, dunque, che sono stati enucleati dalla relazione
fattuale in cui luomo sta con il mondo e con i suoi simili. Il nostro percepire e il nostro essere percepiti
sono determinati da altre relazioni fondamentali che danno luogo, vicino e lontano, ai gradi pi diversi
di intimit; da rapporti nei quali noi entriamo in relazione pi o meno intensamente con gli altri,
nei quali altri entrano in relazione con noi, nei quali noi accettiamo gli altri pi o meno
intensamente o non li accettiamo del tutto. Anche entrare in relazione e rapportarsi non sono
metafore, ma parole-chiave denotative dei processi pi diversi, da quello morale a quello sessuale. 
del tutto naturale che i sensi, che sono parte del rapporto con il mondo, partecipino a questattivit
fondamentale: alla realizzazione di una pi profonda o pi superficiale intimit.
Dovremo deciderci ad apprezzare gli occhi non solo come finestre dalle quali si guarda
allesterno, ma anche come finestre che sono aperte agli sguardi degli altri. Questa seconda
(passiva) prestazione,  stata trascurata dalla psicologia. (Non certamente dallarte. Giacch in essa ci
sono occhi che non sono occhi-sguardo ma, in un certo senso, occhi-sorgente; anche il delicato sguardo
argenteo che i pittori del Quattrocento amavano attribuire alle figure femminili non  uno sguardo
prospettico, quanto piuttosto un colpo docchio, fruibile dallocchio dello spettatore che guarda. Che
abbia un effetto sensuale  affatto plausibile, appunto perch assolutamente passivo, una preforma
della passione).
23 luglio
Attraversato di nuovo lo zoo. Quanto minore  la possibilit di comunicare con un essere
vivente, tanto pi piatto e superficiale diventa anche lo sguardo. Anche superficialit 
unespressione appropriata, non una semplice metafora.
Fagiani, pesci. No, loro non si possono guardare negli occhi. E stabilire un contatto visivo. 
persino dubbio che essi guardino, o rispondano allo sguardo, in quanto i loro occhi sono collocati di
lato, cos come in noi le orecchie. Con il gibbone il contatto visivo ha avuto successo: a ogni buon
conto, mi sono convinto che lindiscrezione attraverso le paratie della specie sia riuscita. Quanto pi
distante  la specie, tanto pi essa  inaccessibile.
Di fatto lentrare o il mettersi in relazione  possibile solo tra gli uomini; e, precisamente,
nellamore o nellodio, quando la comunicazione visiva  determinata da un altro rapporto che  pi
ampio e intenso di quello puramente sensoriale. Senza dubbio lo sguardo intenso esiste nelle
situazioni intime, per lo meno nel corso dei preliminari e nel dopo. Che esistano situazioni in cui gli
occhi del partner sono allo stesso tempo  sguardo e sorgente (sguardi che si compenetrano),
sorprende solo se si fraintende in senso fisico il movimento e la profondit dellimmersione. La
contemporaneit e la reciprocit di attivit e passivit nellessere guardati guardando  una
rappresentazione di un essere-insieme pi che meramente ottico, un reale co-ire.
C una prossimit con la quale lo sguardo intenso non pu pi entrare in competizione, o
meglio, in cui la percezione, in quanto comunicazione, diventa superflua. Che poi qualcuno perda i
sensi  di nuovo pi di una metafora.
24 luglio
Che al regno delle sonorit siano correlati due organi e due prestazioni, la bocca e lorecchio, il
comunicare e lascoltare; a quello della visione solo un organo, locchio, e una prestazione, il guardare
(in quanto si  comunque visibili, checch significhi questo comunque), suona certamente come
una verit lapalissiana; perch sia cos e quale significato abbia questo fatto per il rapporto mondano
dellessere vivente, in particolare delluomo, non  stato analizzato da nessun filosofo. Mi sembra che
locchio svolga talora la duplice funzione di esprimere e di percepire. Il fatto che si parli di occhio
espressivo, non pu di nuovo essere una metafora qualsiasi. Comunque a nessuno verrebbe in mente
di attribuire allorecchio un termine come espressivo.
25  luglio
Fino a quando non includeremo lanalisi della percezione in una teoria generale della
comunicazione (e della difesa), in un quadro generale che debba comprendere sia il sesso sia il vedere,
sia la ripulsa sia la rinuncia a..., fino a quel momento conosceremo dei sensi solo laspetto
superficiale, insignificante o insensato. Allora anche i dati della percezione sinora considerati, i colori, i
toni, gli odori, potrebbero essere considerati come oggetti ultimi, con i quali non  possibile
nessunaltra comunicazione se non quella unicamente sensibile. Ma appunto solo come ultimi.
Queste le imprevedibili conseguenze gnoseologiche del suo incolpevole sguardo intenso: non
sapeva che cosa stava provocando.
17 ottobre
Si rifiutava di portare con s le galosce.
Gi nella prima adolescenza mi colp, nelle anziane amiche di mia nonna, una particolarit
femminile al cui confronto le altre impallidivano. Mi arrabbiavo sempre quando questo tratto specifico,
o meglio, questa mancanza, che definirei comprensione condizionale difettiva, si manifestava. In
quanto non c nulla di pi difficile che accettare la non-comprensione degli altri; e lottusit degli
altri  il limite della comprensione di chi  pi intelligente.
Comprensione condizionale difettiva significa: non essere in grado di capire le proposizioni
condizionali.
Ebbene, non riesco a ricordarmi un solo maschio della generazione del nonno per il quale
sarebbe stato problematico comprendere la parolina se. Per contro, esisteva un intero gruppo di
signore anziane, in alcuni casi serrate in sinistri ranghi d zie, solidali nellosteggiare le proposizioni
condizionali. La frase: Se stasera dovesse piovere, proferita durante un pomeriggio radioso, non solo
ottundeva il loro comprendonio, ma sembrava offenderle, anzi, le costringeva a una reazione difensiva:
non tanto contro la pioggia, quanto contro il se, o contro chi aveva pronunciato il se; quasi si fosse
preso una qualche libert o avesse preteso qualcosa da loro. Ed era effettivamente cos. In quanto il
se esgeva da loro la libert di affrancarsi dallesistente, dunque di astrarsi; e la loro capacit di
astrazione era purtroppo atrofizzata.
Questa incapacit di astrazione era molto pi di unintelligenza banalmente scarsa. Era invece
radicata in una situazione esistenziale: nel senso che queste donne non analizzavano o non decidevano
mai autonomamente... o forse non avevano mai analizzato o deciso in autonomia; era lesito della
congiunzione tra dipendenza e vivere di rendita. Chi pianifica, confronta possibilit, approfitta delle
opportunit, affronta dei rischi, utilizza dei mezzi per degli scopi, vive costantemente nel se (come
facevano naturalmente i loro mariti), ha familiarit con la potenzialit e con lalea. Ma quanto pi
integralmente un esistenza umana  determinata da altri, quanto pi ermeticamente e isolata dagli altri
contro limprevisto, tanto pi rapidamente si atrofizza il se.
Il rapporto del condizionale con la libert  indubbiamente assai ambiguo. Da un lato il poter
dire se corrisponde alla libert: una libert maggiore del se scettico sul portone dingresso della
costruzione cartesiana (Se cielo, aria, terra, colori, toni e tutto ci che percepisco al di fuori di me
fossero chimere prodotte da un demone maligno, che cosa resterebbe?), una libert maggiore non c
mai stata. Ma, daltro canto, anche lo schiavo vive nel se e, in alcuni casi, esclusivamente nel se:
perch le decisioni, da cui dipende, restano imprevedibili, perch la sicurezza del domani non esiste in
alcun senso, n come certezza, n come garanzia.
Quelle donne erano molto distanti da queste due situazioni condizionali. Non erano libere, o
almeno non erano autonome, dunque erano escluse dal se del confrontare e dello scegliere; daltra
parte, per, vivevano in modo protetto e ordinato in un mondo presupposto stabile e statico: non erano
dunque esposte al se imprevedibile del destino. Le due condizioni per unesistenza senza
proposizioni condizionali erano soddisfatte.
Quando per unesistenza siffatta subiva una leggera incrinatura, la reazione di queste donne
era subito di panico. Lincrinatura appariva loro una breccia, attraverso la quale tutto il mondo esterno
si rovesciava come una mareggiata sulla loro vita fino a quel momento a tenuta stagna. I se e i
forse le guardavano come pezzi di realt; e i congiuntivi svolazzavano intorno a loro come scuri
sciami di indicativi mortali. In quegli attimi la nonna moriva simultaneamente cento volte.
3 novembre
II matrimonio non  lo stato antifilosofico per eccellenza?
Se lessere proprio lui senza colpa, lessere condannato a se stesso per tutta la vita e, oltre a
ci, a vivere rapporti determinati (dunque contingenti) gi tormenta il filosofo (questo, nelle parole
di Hlderlin, il motivo del suicidio di Empedocle), la pretesa di rendere intenzionalmente ancora pi
accidentale la sua contingenza originaria attraverso la congiunzione con una seconda non gli apparir
forse come tradimento del fondamento, anzi come assassinio delluniversale? Di fatto, non gli pu
accadere nulla di pi vergognoso dellamore. In quanto lamore, attraverso un inganno difficilmente
controllabile, riesce a conferire a un assegnato la sembianza delloro, a un essere contingente e a
posteriori lapparenza di un a priori, a fare dellincontro in vacanza un atto della divina provvidenza,
di uno qualsiasi la condizione della propria vita. Una condizione di possibilit consistente, invece
che in un principio, in una donna  dunque una vergogna per un filosofo; non c nessuna azione di cui
si vergogni in modo pi cocente di quella di crearsi unimmagine, di considerare un qualcosa come
universale, di cadere vittima di un contingente come se fosse un necessario, dunque di non poter pi
vivere senza unaltra persona determinata. Questonta, che lamore predispone, diventa regola nel
matrimonio... fino a quando il pargolo striller al mondo la disfatta definitiva del principio. In quanto il
pargolo, paffuta apoteosi del reale,  indifferente alla distinzione tra contingente e necessario; ride
in faccia alle angosce del contingente. Egli . Per lui  indifferente essere nato da un bottegaio o da un
filosofo. Ci che eredita dal padre  il suo volto sfuggente o i suoi piedi piatti. Sicuramente non la sua
melanconia metafisica. Non essendo essa una malattia ereditaria.
Se esistesse un atto unico di Strindberg intitolato Il filosofo, cos si presenterebbe la sua
problematica.
17 dicembre
Non molto incoraggiante che le rappresentazioni filosofiche dell'uomo si rivelino quasi sempre
rappresentazioni delluomo filosofico. Ci vale chiaramente per limmagine delluomo concepita dalla
filosofia dellesistenza (e ventanni fa, anche dalla mia Pathologie de la libert). La nonidentificazione
delluomo con se stesso o con lessere-proprio-se-stesso, di cui ci si vergogna - certo questi tratti
possono essere possibili solo nelluomo: ma dove sta scritto che ci che solo a lui  possibile, lo
determina anche nellessenza? Poche cose hanno danneggiato la filosofia europea pi dellidentit,
sempre presupposta come naturale, di differentia specifica ed essenza.
17 dicembre
Ho osservato lungo le rive dellHudson una ragazza di sedici, diciassette anni. Sweater rosso,
pantaloni neri, attillati, capelli svolazzanti, a disfida della prima neve. Camminava a passi veloci non
solo per il freddo tagliente, ma anche per mettersi in mostra e insieme sottrarsi ai passanti domenicali.
Non c essere umano che possa essere pi identico a se stesso. Lei, tuttavia, era quella che era,
non solo nel modo sciocco della maggior parte delle ragazze (in quanto la maggior parte non vuole
essere diversa, non pu volere essere diversa da se stessa). Non era neppure, per cos dire, abituata a
essere proprio se stessa (in quanto ci avrebbe presupposto una differenza originaria). E altrettanto
poco aveva fatto della sua gettatezza, per dirla alla Heidegger, un proprio progetto. (Ci avrebbe
richiesto caparbiet). Ognuna di queste interpretazioni sarebbe banale.
Ci che dellatteggiamento saltava immediatamente agli occhi era: che si comportava come
fosse una decorazione, che faceva ondeggiare i capelli quasi a voler dire: Ecco cosa ho fatto; che
portava a passeggio i seni come fossero degli argomenti, non parti del corpo. Anche che si fosse
identificata con gioia con ci di cui era stata dotata sarebbe di nuovo una descrizione sbagliata:
anchessa presupporrebbe di nuovo una non-identit originaria. Due prestanti giovanotti della high
school, che senza dubbio si era procurata come pezzi ornamentali, le camminavano a fianco... anzi, non
camminavano e non a fianco, ma volteggiavano a mo di scorta donore; e il loro atteggiamento
confermava come ammettessero che la giovane cos meravigliosamente dotata aveva il diritto a essere
trattata in modo diverso, come altra, perch era comera. Rispettavano la contingenza come
legittimazione.
Alla ragazza non sarebbe mai venuto in mente di avere un corpo: anche lidea di un tale
avere significherebbe gi implicitamente la differenza tra ci che uno  davvero, e ci che
casualmente, incidentalmente, a posteriori  in uno. Non avrebbe colto la differenza. Non sono forse
cos?, avrebbe ribattuto. Non aveva alcuna dote, era lei la sua dote. E quando aveva coscienza di s
- e cosaltro  la vanit se non coscienza di s fondata su una seduzione? - si riferiva proprio a ci che
lei stessa proprio nulla poteva, diremmo noi.
19 dicembre
Esecuzione privata di due quartetti di Bartk a casa B. Esemplari di due splendide specie
animali assai diverse: da una parte un gruppo di ungheresi, polacche e ceche; dallaltra un certo numero
di ragazze native del New England. Diffidenti, le bestiole eterogenee si sfioravano appena una con
laltra; e solo molto superficialmente il tutto dava lidea di un gruppo sociale.
Le magiare e le slave affatto a parte. Affatto a parte suona naturalmente molto
contraddittorio, giacch non ci si pu fare alcuna idea positiva a partire dal grado zero da cui si misura
la diversit: lessere a parte. La parola a parte, tuttavia, non designa soltanto distanza, ma anche
una qualit positiva, e cio lo stimolo estetico del polisemico e del misterioso: a parte  per lo pi
librido, il mezzosangue, ci che rimanda nel contempo allestraneit e allanimalit, alla raffinatezza
e alla rozzezza; come, ad esempio, lelegante artista dagli zigomi contadini. (Sempre donne: luomo a
parte risulta eo ipso effeminato). Ma questa commistione di estraneit, raffinatezza e animalit, il cui
imprevedibile rapporto di mescolanza  sessualmente provocante al pari della civetteria che si offre e si
rifiuta nel medesimo tempo, non si spiega con le sole categorie estetiche, bens soltanto con quelle
storiche e sociali. Modello della giovane a parte , ad esempio, la schiava bottino del crociato;
essendo una straniera trascinata con s per il piacere, unisce sesso e distanza. Lei  s a disposizione...
ma sostanzialmente sfugge, rimane inaccessibile, poich (non tanto a parole, quanto nei gesti) i suoi
continui e vivaci rinvii (lallusivo) alla cultura e al passato, a cui  stata strappata, sono indecifrabili.
Ma proprio questa indecifrabilit le conferisce unenorme superiorit sessuale rispetto alle giovani del
paese in cui  stata trascinata. Infatti non c nulla pi dellestraneo che susciti irresistibilmente il
desiderio (il matrimonio stesso si fonda sullesogamia); e solo lestranea d alluomo la possibilit di
assaporare fino in fondo la conquista e la sopraffazione. Se si aggiunge che, verosimilmente, la
donna-bottino era superiore per rango sociale al suo padrone (lallusione a principessa fa parte
dellattrattiva), allora distanza, eccitazione e piacere della sopraffazione diventano ancora maggiori.
Questo primato seduttivo e il fatto che lei, anche se di propriet del conquistatore, resti per lui
sostanzialmente sfuggente, irraggiungibile, incomprensibile e imprevedibile, la rende profondamente
fiera. Questa fierezza fa parte dellattrattiva, cos come la melanconia, per la quale la spiegazione 
superflua. Imprevedibilit (= capriccio), fierezza e melanconia sono considerate seduzioni.
Un esempio della nostra epoca: la nobildonna decaduta o apolide, che per sopravvivere (poich
non ha mai imparato una professione borghese e non pu vendere altro che i suoi gioielli o se stessa
come gioiello) si rivoltola nella bohme, o si fa mantenere da un plebeo. Diventa per lui una
conferma della sua ascesa. Il ruolo che svolge  analogo a quello del ritratto degli antenati un tempo
appeso nei castelli, ora nelle case borghesi. Il suo pregio sessuale  particolarmente alto, in quanto
amarla equivale ogni volta a umiliare il potere passato. Immanente a questo rapporto damore 
dunque una sorta di reciproco disprezzo dei partner: perch naturalmente anche lei disprezza il mondo
e luomo cui si  dovuta concedere. Agli occhi di questo mondo e di questo uomo, il suo disprezzo 
considerato senza dubbio un tratto aggiuntivo della sua bellezza: rifiuto, alterigia, addirittura
mistero sono tutti ben accetti sul volto della donna a parte. Il masochismo del suo sacrificio non ha
confronti, in quanto ogni volta lei immagina di gettarsi dallaltezza da cui  precipitata da tempo.
Intanto per - e ci  solo in apparenza una contraddizione - si lascia andare completamente e si getta
via; il fatto che in ogni caso sia perduta rende tutto il resto insignificante. Questo quadro  un ritratto: e,
precisamente, quello della donna che nei primi anni venti si aggirava, in infinite versioni, nei cabaret di
Berlino e di Parigi, spacciandosi per figlia, nipote o discendente dello zar. Il suo tipo e il suo
pretendersi decaduta ebbe un tale successo che le prostitute originarie di Pankow o di Belleville
cercavano rozzamente di farsi passare per straniere e, grondando sudore dal viso pittato, parlavano un
incerto tedesco o francese e, peravere la possibilit di elevarsi, millantavano una caduta da
unanaloga altezza.
Ma questa digressione  solo parzialmente esatta. Oppure  esatta solo per un segmento
dellessere a parte. Certamente lallusione ne  un elemento fondamentale. Ma non deve essere per
forza la condizione socialmente inferiore che allude a qualcosa di superiore; pu anche essere al
contrario quella pi elevata che ha in s un rimando allinferiore. Gi il primo esempio, lelegante
signora dagli zigomi contadini, andava in questa direzione. Anche qui, comunque, si tratta di nuovo
delleccitazione estetica dellambiguit; anche qui del cangiante tra nobilt e volgarit; e anche qui il
motivo seduttivo  di nuovo spiegabile solo storicamente e socialmente.
La nostra associazione della donna a parte con quelle aree in cui il feudalesimo ha festeggiato i
suoi ultimi trionfi, ad esempio con la Polonia e lUngheria, probabilmente non  casuale.
Il codice donore feudale escludeva naturalmente che il piacere sessuale della nobilt trovasse
sfogo allinterno della stessa nobilt. Il nobile era pertanto dipendente da un 'altra classe. Stando al di
l della borghesia, attingeva per cos dire dallaltra parte di questa, in quegli strati sociali che si
collocavano al di qua della borghesia. Ad esempio, tra gli zingari. Soprattutto per,  ovvio, tra i
contadini... il che per la nobilt terriera, con i suoi ricordi di patriarcato e servit della gleba, era del
tutto normale, anzi morale: giacch luso di qualcosa che hai a proprio non pu essere
improprio. Questa associazione dei termini appartenere ed essere proprio non  pensata come
gioco di parole. Anche le lingue latine derivano i loro vocabili propriet e decenza dalla stessa
radice proper.
Luomo dallo stile di vita abitualmente raffinato attingeva dunque dalla riserva femminile del
mondo rurale (che spesso era estraneo non solo sotto laspetto di classe, ma anche etnicamente - si
pensi, ad esempio, al rapporto tra nobilt terriera e indigeni dei paesi baltici). Naturalmente questa
riserva di sudditi forniva un tipo di giovane affatto disponibile... il tipo della fanciulla che si sentiva
onorata di essere disonorata dallalto, e che tremava di paura e deferenza dinanzi allalto livello
sociale delluomo: reazioni che lusingavano la sensibilit di quasi tutti i seduttori. - Daltra parte, il
nobile non rinunciava completamente alla finezza e al gusto che gli derivavano dalla sua classe sociale:
egli coniugava lusso e rusticit (cosa che faceva volentieri anche come cacciatore) e colmava la
giovane di gioielli, cos da farla gatteggiare in modo eccitante tra il tipo della fanciulla ingenua e quello
della principessa. Ma  chiaro che ancor prima di capire quanto le fosse accaduto, si era gi vendicata:
giacch il gusto del nobiluomo era ormai segnato dalla dolcezza di questo cangiante rapporto di classe.
Il gusto della giovane,  ovvio, lo era altrettanto. Se aveva successo finiva nel mondo tra i mondi,
creato in definitiva dalluomo di mondo, nel mondo che era  part, dunque nel demi-monde.
20 dicembre
Lallusione era qualcosa di assai particolare. Anche se lei non mostrava alcuna dote
intellettuale o culturale, ma qualcosa di affatto sensuale, rimandava al sottinteso dellintellettuale e
produceva un effetto arguto. Soprattutto luomo brillante, ad esempio il diplomatico o il giornalista, era
felicemente sorpreso di ritrovare nella sfera della sensualit ci che costituiva la qualit della sua
professione.  noto come lo si potesse vedere pi spesso di altri uomini in compagnia di donne a
parte. Lattrazione era reciproca. Di fatto il fenomeno dellallusione doveva essere osservato fin nei
pi remoti angoli dei sensi. In cucina aveva lo stesso ruolo che nellerotismo. Non cera formaggio pi
raffinato di quello che alludeva allandato a male; e chi non fosse un analfabeta del palato tra le
venature del buon fromage bleu poteva intravedere la stalla. Ho ancora vissuto quel periodo. Ma
rinuncio ad andare alla recherche di questo temps perdu.
21 dicembre
Le slave del concerto di Bartk non erano comunque n ex nobili, n ex serve della gleba, bens
tutte giovani delle pi solide famiglie borghesi. Ciononostante, il tipo che si  affermato nei loro paesi
dorigine (stranamente definito ardente), con la sua eccitante mescolanza di fierezza, mistero,
istintivit, rusticit, nobilt e melanconia,  ancora, anche per loro, un riferimento inconfessato; ancora
pi nettamente che nelle loro madri. Questo tipo femminile  stato trasmesso attraverso i percorsi pi
intricati: un tempo, la donna borghese fu, sotto il profilo del gusto, unimitazione della donna feudale.
Tuttavia, poich le legittime consorti devono adottare, pi o meno dappertutto, il tipo sessuale della
cortigiana, per essere allaltezza della concorrenza, la nobildonna fu non solo prototipo del demimonde,
ma anche della sua imitazione. La donna borghese segu dunque lo stile della dama, che si era ormai
assimilata al tipo dellamante, anche se il suo sforzo fu teso unicamente a eguagliare o a superare la
nobildonna.
E significativo come nella middle-class americana, democratica per lo meno nel gusto (il suo
retaggio feudale, fatta eccezione per il Sud,  praticamente nullo), non esistano n donne a parte, n il
fenomeno del demi-monde. Certo, probabilmente ci sono delle donne a parte; ma per gli americani non
sono donne a parte, ma good locking o beauties. Dove non esiste la collocazione di classe alla base
della categoria, non esiste neppure la categoria. Come esteta ci pu dispiacere. Ma solo come esteta.
Vicino al gruppo conturbante delle giovani a parte, le ragazze in perfetto stile New England
facevano un effetto davvero stereotipato. Un po perch (nonostante appartengano allaristocrazia
borghese del paese) sono gi uniformate dalla produzione di massa. Infatti qui la donna  l'imitazione
delle dive hollywoodiane che compaiono nei film; e donne che vedono i medesimi film, leggono i
medesimi musts, condividono le medesime mode (apparentemente al fine di accrescere
lindividualismo) perdono appunto in fisionomia. - In ogni caso, nessuna di loro risultava a parte,
nonostante fossero mediamente pi carine delle slave e delle magiare. Ma non erano le loro differenze
individuali a costituirne il fascino. Al contrario, queste differenze apparivano proprio come residui che
la forza tipizzante non aveva ancora potuto elaborare completamente. Tutte erano simili ad Artemidi
tenniste. Nessuna traccia di mistero. Non hanno appunto misteri; non hanno bisogno di averne:
socialmente sono del tutto trasparenti. Se le loro qualit di etere sono nulle, non  solo per leredit
puritana. Cos come non  solo per il potere raggiunto in passato, nellepoca pionieristica, dalla
fanciulla americana (una ragazza oggetto di contesa da parte di venticinque uomini), bens per la parit
dei diritti con luomo. La libert - per quanto suoni scandaloso - conduce appunto allatrofia delle
caratteristiche estetico-sessuali, o meglio, rende superflue queste qualit. In quanto queste qualit
scaturiscono in definitiva dallillibert e dallillegittimit: quando la donna non ha altra fonte di
legittimazione e di forza se non quella erotica, e le sue possibilit non sono date da null'altro, allora
deve perfezionare questa dote nel pi sottile dei modi. Probabilmente la cultura della sensualit 
indirettamente proporzionale ai diritti della donna. I diritti rovinano il fascino. (C tuttavia un breve
periodo storico in cui il fascino esiste ancora e lindipendenza  gi presente; allora nasce il tipo della
schiava affrancata, che  pi eccitante dei due tipi estremi).
I due gruppi non si sono mescolati affatto. Le ragazze si ignoravano garbatamente passando le
une davanti alle altre, come se tra loro non ci fosse alcun rapporto. Ho avuto limpressione di cogliere
un barlume di diffidenza nei confronti del gruppo slavo. La cosa sarebbe stata abbastanza plausibile:
innanzi tutto perch nei paesi di tradizione puritana la bellezza sensuale era percepita come eccessiva
e come privilegio ambiguo; poi perch nella particolare gerarchia delle minoranze etniche che ha dato
vita alla storia americana, gli slavi non occupano una posizione molto elevata. Nella societ non hanno,
in fondo, gli stessi diritti. Daltra parte, per, la loro presenza rendeva il party so continental: e la
qualit continental rientra naturalmente tra i valori culturali percepiti come positivi dalla buona
societ, in quanto i viaggi in Europa sono appunto una questione di censo.
Altrettanto ambiguo era il rapporto delle ragazze a parte con le Artemidi prodotte in serie. Da
un lato, di leggera superiorit; percepivano se stesse come delle raffinate, le girls invece come delle
parvenues. Dallaltro, era pi che evidente il loro rispetto for all things American [per tutto quanto 
americano], giacch per un europeo il soggiorno in America, soprattutto durante la catastrofe del
decennio precedente, costituiva un privilegio paragonabile al viaggio in Europa per gli americani.
Rispetto ai loro amici, rimasti tra le rovine dei loro paesi dorigine, si percepiscono, per cos dire, come
aristocratiche in un senso inedito: hanno il certificato nobiliare dellamerican citizenship; e
rimangono impressionate dalla vecchia nobilt dei nativi.
22 dicembre
Nel frattempo, sottotono, alcune riflessioni di filosofia naturale:
Gli individui hanno listinto sessuale  qualcosa di pi di una proposizione linguisticamente
esatta? Non  al contrario listinto che definisce proprio il confine di ci che lindividuo  in quanto
individuo, il confine della sua limitatezza? Ci che ha o determina lessere umano, diversamente da ci
che lessere umano ha o determina? Si pu definire il sesso caratteristica dellindividuo? Non 
piuttosto lindividuo, in quanto sessuale, carattere della specie... una sorta di safe in cui la specie
umana ha depositato i suoi beni? Non  pi corretto definire luomo a partire dalla specie, dunque: la
specie umana  luomo? Oppure: la specie  in quanto istinto nel singolo? Invece che: gli uomini
hanno listinto sessuale?
Oppure tutto ci che noi definiamo caratteristica (da un punto di vista logico in modo non
proprio sottile), non dovrebbe allo stesso tempo essere-considerato-come-parte e un partecipare, un
metchesthai e un metchein? In modo che, per esprimerci ontologicamente, listinto non rappresenti
alcuna eccezione, ma solo il caso estremo dal quale la luce si diffonde su un territorio assai pi vasto?
23 dicembre
Linterrogativo di ieri:  lessere umano che ha listinto o  listinto che ha lessere umano?
non  ancora sbagliato, cio posto in modo troppo generico? Non nasconde anchesso premesse non
ancora verificate? Ad esempio, quelle in base alle quali il rapporto tra specie e individuo, il rapporto tra
integrazione nella specie e separazione dalla specie  identico in tutti gli esseri viventi? Questa
premessa sarebbe comunque sbagliata. Esseri vventi di specie diverse non sono solo individui diversi,
ma sono anche individuati in modo nettamente differenziato: alcuni, per cos dire, solo bassorilievi alla
base della specie; altri altorilievi; altri ancora quasi figure a tutto tondo. E viceversa. Le specie non
sono solo specie diverse, bens specie di grado diverso: alcune, in un certo senso, di esseri che hanno
reciso il cordone ombelicale, si sono lasciati indietro la loro origine, e sono quasi perfettamente
individuati; alcune di esseri semiautonomi dal ceppo ancora vitale, ossia che non perdono mai del tutto
il rapporto con il ceppo originario; e alcune cos compatte che non  possibile stabilire se non siano
esse stesse singularia.
Non sar, daltra parte, che distingue lessere pi individuato di tutti, l'uomo, proprio ci che
lo possiede e determina, per potersene appropriare in modo esclusivo? Vale a dire il sesso per lamore?
Allora la proposizione: gli uomini hanno listinto avrebbe effettivamente un senso, vale a dire quello
di un asserto sulla libert umana.
29 dicembre
Come noto la filosofia classica ha dibattuto lessere in strettissima connessione con l'uno, in
seguito divenuto singulare. Oggi, come allora, lo scottante interrogativo alla base dellintero dibattito
sul nominalismo : si pu affermare lessere di un qualcosa che non  un qualcosa? Ad esempio,
della specie? Comprendere questo interrogativo, come sempre legittimo, non  molto semplice.
Tuttavia, nessuno che labbia compreso, o che addirittura pensi di affrontarlo, pu non tenere conto
della realt sesso. In quanto il sesso  specie in actu; o, in altri termini: la specie in quanto copula2
non  solo un nomen, ma un evento; come istinto, la specie non  qualcosa nel singolo, in quanto essa
muove il singolo come suo funzionario, e nessun singolo (nessun individuo) perviene allessere, senza
che la specie in quanto istinto e copula non vi abbia provveduto.
Non sarebbe assurdo (secondo il modello classico della prova dellesistenza di Dio) concedere
al condizionante meno essere che al condizionato?
1 Johann Wolfgang Goethe, Tutte le poesie, a cura di Roberto Fertonani con la collaborazione di
Enrico Gann, Mondadori, Milano 1989,1, p. 309 (N.d.T.).
2  intraducibile il rimando tra Gattung, specie, e Begattung, copula (N.d.T.).
New York 1949
19 gennaio
 Siete maschi o femmine? Non abbiamo sesso. Cos, racconta Heine nellepilogo del suo
Doktor Faust, fu il primo incontro tra Faust e i demoni nel Faust pregoethiano, al quale assistette
quandera ancora ragazzo, ad Amburgo. E cos mi sembr, un secolo dopo, il mio primo incontro, da
ragazzo ad Amburgo, con i protagonisti delle principali questioni filosofiche. Allora si presentarono
/'individuo, /'io, il soggetto, la coscienza, /'esistenza... pi tardi ad essi si aggiunse, in unoscurit
pretenziosa, /esser-ci. -1 E allorch chiesi loro: siete maschi o femmine? Risposero: non abbiamo
sesso.
20 gennaio
Se n lio, n l'esistenza n l'esser-ci mostrano caratteri sessuali, ci sembra poter
significare solamente che ai filosofi la petite diffrence appare accidentale, a posteriori, empirica,
insomma metafisicamente impresentabile. Ridicola presunzione se i filosofi, dunque sostanzialmente
anche degli uomini, grazie ad alcune fuggevoli impressioni di viaggio, si accomodano e dividono le
cose di questo mondo in due mucchietti: degno di metafisica e indegno di metafisica, e assegnano
la differenza sessuale al mucchio a posteriori dellindegno. Si vorrebbe gridare loro: attenzione!, e:
di solito voi amate le condizioni di possibilit. Osservatelo con pi attenzione, il sesso! Non  forse
una di queste condizioni? E cosaltro, se non lui?
21 gennaio
Che lio, la coscienza, /esser-ci siano stati effettivamente intesi come asessuati, davvero come
ni homme, ni femme, bens capucin?
Non si nasconde sullo sfondo un altro motivo, addirittura lopposto? Cio la premessa
inespressa, perch evidente, che tutti questi soggetti sono di sesso maschile? Il potere del nostro
universo maschile, che in molte lingue ha fatto dellessere umano una semplice variante della parola
uomo, non ha contagiato anche la filosofia? Lio e la coscienza non sono forse soggetti
maschili? Chi nel nominare la parola io ha mai pensato alla signora Fichte? Non associamo forse la
persona, nonostante sia linguisticamente feminini generis, e si proponga di esprimere lidea morale
dellessere umano in generale, a qualcosa di maschile?
24 gennaio
Ma luomo  maschile nello stesso senso in cui la donna  femminile? Il sesso femminile
non  forse sesso in un senso diverso, pi esplicito rispetto a quello maschile? Per lo meno nel nostro
odierno universo maschile? A me pare di s. E, precisamente, perch l'altro sesso  il sesso per luomo.
Ne  prova evidente che per la donna in quanto donna abbiamo un termine specifico: femmina, per il
quale non c corrispondente per il nostro sesso.2 Non ci rendiamo filosoficamente le cose troppo facili,
considerando semplicemente i due sessi come rami simmetrici di un sistema normativo? Non fa
effettivamente parte delluomo il fatto che egli (senza per questo diventare effeminato, al contrario) sia
capace di comportamenti sessualmente neutri. Che le sue funzioni sessuali determinino e riempiano
molto meno la sua vita che non quella della donna? Forse la diversit dei sessi consiste, per lo meno
anche, nell asimmetria: nel fatto che il ruolo dellappartenenza sessuale significa per un sesso
qualcosa di diverso che per laltro.
...il che,  ovvio, non depone contro la donna. Giacch, se la donna, come  capitato, si  trovata
in una situazione in cui la sua appartenenza sessuale ha giocato un ruolo diverso rispetto alluomo, se 
stata costretta nel suo essere-donna, siamo stati anche noi uomini a costringerla. E le costrizioni, non
importa se si presentano sotto forma di catene, consuetudini, pregiudizi o filosofie, non sono sempre
frutto del potere?
26 gennaio
Perch il fatto che ci sono due sessi dovrebbe avere una dignit solo empirica, mentre
lesistenza dellessere umano (al singolare)  oggetto di trattazione in antropologie che tendono
allaprioristico? Non voglio suggerire di elevare immediatamente la sessualit ad a priori. Se non altro
per il fatto che non sono assolutamente certo che la coppia concettuale a priori - posteriori sia
esaustiva. In fondo questa coppia concettuale presuppone che abbia senso differenziare tra
metafisicamente necessario e contingente; e che persino noi possiamo effettuare la classificazione... il
che  una bella presunzione metafisica. No, ci che intendo potrebbe essere formulato altrettanto bene
come dilatazione della posteriori. Forse il fatto che esistono gli uomini  contingente quanto il fatto
che esiste la sessualit. Solo chi attribuisce alluomo un ruolo destinatogli in modo provvidenziale, al
cui confronto alcuni dei suoi attributi sarebbero inessenziali, sostituibili, e quindi irrilevanti, pu
scandalizzarsi per questa domanda. - In fondo l'a priori esiste sempre solo nel contingente, vale a dire
nellesistente, la cui entit non potr mai, di massima, essere dimostrata come necessaria.
27 gennaio
In ogni caso,  evidente che una filosofia della sessualit dovrebbe per lo meno essere integrata
da una ricerca sui caratteri sessuali nascosti (o neutralizzazioni sessuali) della filosofia, attraverso una
sessuologia della conoscenza. Mi sembra assai probabile che determinati motivi filosofici non
sarebbero mai emersi se fossero state le donne e non gli uomini a tessere il filo della storia della
filosofia. Ad esempio, lidea mostruosa dellomunkulus di Fichte, di un io che si autopone, non 
semplicemente condivisibile da una donna incinta. E ha ragione se non riesce a concepire questidea di
un homunkulus autocreatosi. Anchio sono consapevole che Fichte non aveva inteso questo motivo
concettuale come filosofico-naturale, come autocreazione (bens come autolegislazione politica). Ma
lidea pot appunto sopravvivere in forma depoliticizzata, cosa che non sarebbe stata di certo possibile
in un mondo matriarcale. Mi sembra altrettanto plausibile che il concetto  mondo  risulterebbe
diverso, se avesse esperito la sua articolazione per il tramite di esseri che possono mettere al mondo
altri esseri, cio attraverso le donne. Ma Pallade Atena, dea della ragione, scatur anchessa da una
testa maschile; aiut Perseo ad annientare lultimo spettro matriarcale e rest perfino vergine: con la
sua neutralizzazione sessuale inizi lepoca della filosofia europea.
3 febbraio
Il commediografo che portasse in scena un satiro in unasessuata camicia da notte, ne farebbe
un essere insieme filisteo e volgare.  proprio ci che fa chi filosofeggia presentando il sesso rivestito
con le parole sessualmente neutre della lingua artificiale. Ma cos facendo, il filosofo espone anche se
stesso al ridicolo.
Questo rischio del ridicolo, che io avverto a ogni annotazione,  la peculiare iattura del filosofo.
Il fisiologo, ad esempio, non  per nulla ridicolo. Egli pu esprimersi tranquillamente nel suo ambito,
nel linguaggio artificiale pi strano. E ci perch il suo modo straniante di trattare largomento, fa
parte di un trattamento socialmente riconosciuto: del trattamento medico delluomo. Ma quale posto
sociale e socialmente riconosciuto occuperebbe il filosofo, lodierno filosofo accademico? Non curando
luomo, ma nel migliore dei casi dissertando dei suoi problemi, al suo trattamento straniante manca
la giustificazione che si basa sulla prassi riconosciuta: e quando filosofeggia sulla sessualit fa leffetto
di un fanfarone intellettuale.
4 febbraio
Naturalmente, il fatto che i protagonisti della scena filosofica (io, coscienza, esser-ci)
siano sessualmente neutri non  soltanto ridicolo. E se questa neutralit facesse necessariamente parte
del filosofare? Non si possono comunque liquidare due secoli e mezzo di filosofia europea osservando
che, per errore o di nascosto, ha omesso qualcosa. Il filosofare non fu mai, in fondo, desiderio di
conoscenza interessato in uguale misura a tutto, bens un modus vivendi, e proprio di tal fatta da esigere
che gli fosse pagato lalto prezzo della rinuncia alla vita. Anzi, di pi: eliminare il modello esistenziale
incarnato nel sesso fu il fine del filosofare, perch solo cos si dischiudeva la possibilit della
conoscenza.  comprensibile che ci che si cercava di eliminare o di dominare non sia diventato
oggetto principale o addirittura modello categoriale del filosofare.
Oltre a ci, ogni specifica attivit  contrassegnata da una specifica omissione. Rimproverare
alla filosofia la sua omissione  forse non meno irragionevole dellimputare alla pittura la sua assenza
di profondit o alla scultura il suo silenzio.
20 febbraio
Se Hegel avesse scoperto il sesso, anche lui non avrebbe potuto trasfondervi pi dialettica di
quanta di fatto sia in esso immanente. Perch esso  insieme la cosa pi condivisa e la pi privata. La
pi condivisa  fuorviante in svariati sensi:3 a prescindere dalla bassezza morale che gli  stata
attribuita nel corso dellintera storia del tab, dunque dellintera storia dellumanit,  condiviso,
perch comune a tutti; e condiviso, in quanto istinto orientato a qualcosa di generale: vale a dire,
normalmente, allaltro sesso.
Generalit dellintenzionalit non  certo monopolio dellistinto sessuale. Vivere significa
(per lo meno per lessere umano) essere ritagliato non su questo, bens sul genere. La nostra fame
 volta al mangiare in generale, non alla zuppa di cipolle; siamo fatti per la lingua in generale, non
per il botocudo; per la socievolezza in generale, non per lo Stato militare spartano. In questo essere
aperto alla generalit consiste appunto lessenza dellessere umano; mentre istinto significa che un
essere (A)     ritagliato sullesistenza e sullessenza di un essere (B)    definito, e che  a lui
preordinato e addestrato per non altri che lui; e che non pu esistere se questo (B) manca. Essere
preordinato a un (B) definito, essere dunque determinato da (B)  evidentemente mancanza di libert; al
contrario, lessere ritagliato sul genere  evidentemente libert: perch a partire dal genere 
possibile operare una scelta o (attraverso lelaborazione) fare questo. Insomma, essere aperti al
generale e libert  sono la stessa cosa.
Nonostante questo essere aperti alla generalit (equivalente a libert) sia un tratto generale
delluomo, la generalit del sesso non  semplicemente una sottospecie di questa generale
propensione alla generalit. Mentre il fine della fame o della sete - cibo o bevande in generale -
costituito dallextraumano, listinto sessuale  rivolto all 'essere umano. Ma esso intende lessere
umano in senso generale, in quanto listinto si rivolge, appunto, allaltro sesso, senza riguardo alla
persona. In questo senza riguardo alla persona, che riduce lumanit a essere umano sta appunto la
bassezza del sesso.
A noi sembra moralmente basso che una donna sia considerata, trattata, o amata non in quanto
questa donna particolare, ma in quanto una donna (che casualmente  proprio questa), dunque come
generalit. Questa bassezza  s analoga alla bassezza di cui parla Kant (uso di una persona come
semplice mezzo), ma non identica a essa. La definizione del matrimonio data da Kant nella
Metafisica dei costumi, definizione che suona tanto dura quanto oscena -  luso che un essere umano
fa di un altro organo sessuale e di unaltra propriet, uso che ha luogo con reciproco accordo -,
trascura del tutto come, anche nel pi ordinario faire lamour, laltro sia comunque sempre desiderato
come persona. In fondo, per Kant il matrimonio consiste nel fatto che allorgano sessuale dellaltro, che
 utilizzato al fine del piacere, sia sempre infelicemente appeso un uomo nella sua interezza, che ora
va acquisito (moralmente: reso corresponsabile). Essendo l'uso dellaltro un piacere, si fa del
goduto eo ipso la cosa, e questa bassezza  cancellata solo dalla reciprocit del contratto attraverso il
quale ognuna delle due persone recupera il suo carattere di persona: dobbiamo ben dire che ratificare
contrattualmente la reciproca umiliazione  un metodo un po singolare per salvaguardare lonore.
Sarebbe facile dimostrare come proprio la legittimazione delluso reciproco faccia delluso
pi che mai una volgarit... qualora si trattasse appunto di uso. E altro non era la tesi della Lucinde,
la cui formulazione tempestosa fa leffetto del negativo della formula kantiana. Ma  appunto il
concetto di uso che perverte fin dallinizio largomento. Infatti, solo in casi del tutto atipici (neppure
nelle violenze sessuali) la donna  usata come mezzo, dunque come cosa. Chi parla di mezzi
sessuali (in modo particolare della donna come mezzo) presuppone che il piacere sia raggiungibile
anche con altri mezzi... il che in un certo senso non si pu negare; ma il fatto che ci siano abusi non
dimostra ancora che luso sia semplicemente un mezzo per il raggiungimento del piacere. Il
rapporto sessuale non  una scomoda variante dellonanismo. Altrettanto poco vale il presupposto,
spiegabile solo con unassoluta inconsapevolezza erotica, che il piacere raggiungibile con altri mezzi
equivalga allappassionato e persino al pi ordinario piacere amoroso. Giacch anche la pi banale
coppia di amanti in actu  appunto una coppia, non unassociazione di interessi finalizzata al reciproco
conseguimento del piacere. Non sono due piaceri che si cerca di raggiungere (sebbene spesso lesito
non possa essere che questo). Il fine-piacere, anche il pi ordinario, non consiste nella condizione che
si ottiene tramite la donna (forse anche senza la donna). Se fosse cos, tutte le donne sarebbero
disoccupate; e Don Giovanni, con la sua dromomania erotica, sarebbe simile al mendicante della favola
persiana che attravers in lungo e in largo i paesi della terra per cibarsi dello stesso pane che avrebbe
potuto procurarsi anche a casa. Scopo dellamore non  il piacere tramite la donna, ma il piacere con la
donna; avere lei; anzi, semplicemente lei, in quanto senza la donna il piacere non sarebbe lo stesso
piacere. Che la donna sia seduttiva non lo nega neppure il pi prude, anzi, proprio il pi prude.
Quando mai i mezzi seducono? Il cucchiaio o la forchetta. I fini seducono.
No, la bassezza del sesso, laddove  ordinario, consiste in qualcosaltro. Cio nel fatto che una
persona determinata  posseduta come articolo indeterminato, come soggetto femminile:
dunque nella sua qualit generale. Ma ci non significa che il violentatore soddisfi il suo piacere
tramite una donna, bens che egli gode di una donna in una donna. Una donna, anche se una, 
necessariamente sempre questa. E da qui deriva la bassezza.
21 febbraio
Ma appunto non solo la bassezza. Il salto nel generale che il faire l'amour rappresenta,
nonostante lamore specifico per lindividuo amato, significa, almeno per luomo, anche qualcosa di
semplicemente positivo. Se da un secolo e mezzo lamore ha potuto essere sottoposto a
uninterpretazione pseudoreligiosa, ci  accaduto perch lirruzione (nellordinario interdetto da
Kant in quanto non individuale) poteva essere vissuta allo stesso tempo come irruzione nel
preindividuale, nel fondamento dellesistenza: dunque - arrivo cos ai motivi iniziali della mia
osservazione - come liberazione dallindividualit. Questa liberazione ha conosciuto la sua inebriante
rappresentazione in tutte le opere wagneriane, dallOlandese fino al Tristano: il ghiaccio
dellindividualit si spezza, le acque incominciano a mugghiare. Il sommo piacere inconscio non
significa altro che: sommo piacere di non essere pi se stessi; essere anche ci che si , ma appunto non
se stessi. Chi definisce ordinaria lebbrezza di questa musica, ha un concetto grossolano della
bassezza.
22 febbraio
Il peculiare, il tratto hegeliano nel sesso, consiste appunto nel fatto che proprio ci che 
condiviso, ci  che ci uniforma,  considerato come privato, anzi come privatissimum. Ci che
occultiamo sotto foglie di fico o vestiti non  mai la nostra reale differentia specifica, la nostra parte pi
privata e pi peculiare come il nostro volto, dal quale siamo riconosciuti per noi in quanto noi stessi,
bens proprio ci che noi stessi non siamo. Lindividuo prova vergogna della sua parte non individuale
e ne fa una parte invisibile, dunque la pi privata, che egli definisce la vergogna.
23  febbraio
No, nemmeno Hegel avrebbe potuto trasfondere pi dialettica in questo campo. Perch sarebbe
ancora una volta un errore credere che ci si vergogni solo del condiviso. Da un punto di vista sociale ci
si vergogna del non condiviso: cio, dellessere diversi dagli altri. I due motivi della vergogna sono
cos stranamente disgiunti, in quanto pu senzaltro verificarsi che in una societ che si  liberata di
specifici standard di vergogna una persona possa vergognarsi di provare ancora vergogna.
24 febbraio
Se listinto sessuale  ordinario nel senso che mira primariamente non a un questo ma a un
genere, allora in una societ organizzata  la potenza anarchica per eccellenza. Devessere dunque
regolato e contenuto pi rigorosamente dogni altra cosa. Quanto pi impetuosa  la corrente, tanto pi
urgente  il controllo degli argini. Tutti gli antropologi riconoscono che pressoch tutti gli ordinamenti
sociali hanno sottoposto la vita sessuale a una regolamentazione rigida e complicata. Non c nulla che
esiga un contenimento e una delimitazione pi rigorosi della cosa pi condivisa.
Probabilmente il privato (con leccitante tab della vergogna che ne  parte) deve la sua
origine a queste restrizioni imposte dalla societ a se stessa. In greco, ad esempio, vergogna significa
addirittura paura di trasgredire le prescrizioni del tab, e allo stesso tempo paura di rendere manifesto
quello che si ha in comune con altri, e il farsi comune; in conclusione (da un punto di vista
temporale, probabilmente in primo luogo), qualcosa di anatomico.
La vera difficolt di ogni rapporto amoroso consiste quindi nellincanalare listinto,
naturalmente diretto verso laltro sesso, in modo che ora esso miri solo a un unico individuo
dellaltro sesso. Il che riesce pi o meno sempre; una riuscita assoluta, o fissazione, la consideriamo
addirittura qualcosa di patologico.
 evidente come gi lamore in s sia un espediente della natura, uno stratagemma per fissare
listinto generale a un determinato oggetto damore. Ma questo compito  svolto dalla natura stessa
in modo molto parziale: il vero compito di ogni rapporto amoroso civilizzato consiste in nientaltro
che nell'incanalare lenergia pulsionale dellistinto sessuale allargato nello stretto letto fluviale di un
rapporto monogamico, costringendola in esso. Nello stretto letto fluviale acquista una forza durto assai
pi prorompente, che definiamo appunto amore. Quanto a lungo questa canalizzazione funzioni,
quanto a lungo debba funzionare, dipende da molte circostanze. Ad esempio, accade spesso che la
bassezza dellistinto si conservi nel matrimonio senza rovinarlo, senza metterlo realmente in
pericolo, giacch luomo non aveva mai visto lindividuo, ma sempre solo il generale nella donna
conquistata per caso. In un certo senso, linganno si colloca qui nel matrimonio stesso, che finge di
considerare il singolo come singolo. La parola inganno  forse troppo enfatica in quanto,
probabilmente, la partner coniugale, la donna, non ha mai pensato di essere stata apprezzata, di essere
apprezzata, di poter essere apprezzata in quanto  proprio lei: entrambi non arrecano ingiuria luno
allaltra, non essendo che palle del gioco del sesso. E forse sono addirittura lun laltra fedeli, proprio
perch non amano davvero laltro in quanto  proprio lui; o, in altre parole: perch (nel presupposto
che funzioni) non troverebbero in altri niente di diverso da ci che trovano uno nellaltra. Di fatto la
bassezza dellinfedelt inizia laddove la sessualit  ormai privata del suo essere condivisa o
comune, ed  intesa come uno specifico tratto individuale.
26 febbraio
Di fatto, esistono solo due tipi che evitano il problema che si accompagna alla bassezza della
sessualit: in primo luogo lasceta, che vede, in ogni individuo, in ogni partner amoroso, solo il
generale, in ogni donna, solo la femmina; e che considera questa una bassezza senza alcuna
speranza, cos da rinunciare, ancor prima di provare, al tentativo di canalizzazione o di
individualizzazione. E, in secondo luogo, il Don Giovanni, reso folle dallincontrare la femmina
sempre solo al plurale, senza potersi mai impadronire del comune singolare, e che dunque passa
tormentosamente da un amore allaltro... naturalmente senza poter cogliere attraverso la serie, che alla
fine resta miseramente aritmetica, lidea della femmina, di quella femmina in generale che listinto
gli aveva promesso: giacch lidea non  raggiungibile per sommatoria.
 chiaro come questa dialettica abbia vissuto il suo ultimo momento culminante proprio nella
societ monogamica; ma, giustappunto, solo il suo ultimo momento culminante.
4 marzo
Dai Gn. C lanalista americano M., quasi sessantenne. Dopo che ho letto candidamente ad alta
voce le pagine in cui sostenevo che oggi non esiste alcuna filosofia dellamore, questo dottor M. 
esploso allimprovviso in un accesso via via pi violento, uno dei pi smodati cui io abbia mai assistito.
Lesaltazione profetica di un uomo che indossa un vestito da passeggio invece di unantica
tunica  di per s gi terribilmente comica. Quando per uno attizza il suo furore con un ordinario
lessico progressista; quando elabora una costruzione fisica affatto infantile come se stesse annunciando
unescatologia; quando riempie questa costruzione primitiva di termini demonologia, e raggiunge un
trasporto come se si trattasse del verbo del suo Dio, allora lassurdit diventa inquietante.
Ma quasi pi tremendo dello sfogo stesso  stato il suo crollo improvviso.
Rientra certamente tra i compiti dellanalista fare della vergogna sessuale - vergogna della
rimozione e dellangoscia sessuale - angoscia della negazione del complesso. Come previsto (in quanto
fa parte dello schema di siffatti sermoni), il dottor M.  giunto dunque al punto da schernire con parole
tonanti la societ: dietro la sua resistenza allanalisi si celavano le rimozioni pi scandalose.
Ma il gruppo, in media di quarantenni, non poteva pi essere turbato da una simile minaccia.
Paradossalmente,  la stessa analisi che ha contribuito a neutralizzare questangoscia: poich da circa
mezzo secolo ripete di continuo che da qualche parte, nel profondo di ogni uomo, si agitano o si sono
agitati desideri sconcertanti e scandalosi, la realt di una visceralit psicologica indecente ha perso la
sua valenza terrifica; ci siamo abituati ad essa cos come al fatto che portiamo a spasso, allinterno del
nostro corpo, delle viscere poco attraenti. Il motivo principale del nostro disinteresse (che in alcuni si
spinge fino allaccettazione annoiata di tutte le teorie psicoanalitiche) consiste nel fatto che siamo pi
interessati al mondo miseramente fallito che a noi stessi. Infine (in terzo luogo), va aggiunto che
lanalisi ha abusato della teoria della rimozione come strumento d disvelamento della cultura e della
morale, e continua ad abusarne dopo che le forme pi triviali del naturalismo etico hanno celebrato i
loro trionfi nelle camere a gas naziste.
 accaduto qualcosa di molto strano. Mentre il dottor M. tentava di intimidirci con largomento
sperimentato con successo migliaia di volte: che il nostro rifiuto dellanalisi era una resistenza, e
dunque una conferma delle pi perniciose rimozioni, qualcuno in modo gentile e con semplicit
(cogliendo opportunamente lintervallo tra i due sfoghi) ha esclamato: Evviva le nostre rimozioni!
Dapprima il fragore ha sovrastato losservazione.  stata per una cosa penosa assistere a come
il dottor M., dopo due o tre minuti, se ne  reso conto; a come ha domandato incredulo: Che cosa ha
detto?; a come gli  stata cortesemente ripetuta la frase; a come un altro ha aggiunto: Dottore, le
regalo tutti i miei complessi... s, lei ha ragione, ma non ho proprio il tempo di occuparmene; a come il
tuonitruante ha tentato ancora di proferire qualcosa, ma di colpo  diventato rauco; a come  crollato su
se stesso a guisa di un pallone sgonfiato, versandosi il cognac con mano tremante.
No, questa sceneggiata non  stata un evento banalmente privato, ma un segmento condensato
di storia: il dottor M. ha fatto affidamento su unemozione ormai fuori corso: sulla vergogna del
provare vergogna. La sua forza  stata alimentata esclusivamente dal presupposto che gli altri si
sarebbero sentiti a disagio, ancora, sempre, ancora oggi, nel 1948, di provare vergogna dei loro
complessi rimossi. Ma ormai non  pi cos. La sua sconfitta  quella di una generazione. Giacch una
generazione non abdica quando si mettono in discussione le sue risposte, ma quando sono considerate
irrilevanti.
15 marzo
Il racket dellanalisi assume qui dimensioni assolutamente inimmaginabili. Le massime autorit
ecclesiastiche cercano (verosimilmente senza aver mai dato unocchiata a Totem e tab) di trovare un
denominatore comune a religione e analisi. Tanto ineludibile  ormai (o ancora) la coazione generale di
questo movimento. Di Bacone o di Rousseau i miei boys and girls non hanno certamente mai sentito
parlare (How do you spell them? [Come si scrivono?]), ma discutono di fase orale con una vivacit o
con un fare annoiato, in ogni caso con una disinvoltura da chiacchiera sui motori diesel. Per la maggior
parte di loro non  che banale materia di studio: dubito molto che sappiano di che cosa discutono. Di
certo, per alcuni di loro parlare di questo argomento  diventato una compensazione, una specie di
libertinismo verbale. Ma, probabilmente, la loro pedante impudicizia verbale non corrisponde a nessun
autentico libertinismo; o se s, allora solo a titolo di dimostrazione pratica supplementare che, come
curriculum aggiuntivo, deve seguire il. corso teorico. Per loro lanalisi ha lo stesso rapporto con
lamore che la fisica ha con la tecnica: iniziano con la teoria; non  ancora del tutto sicuro che
proseguano lo studio fino allapplicazione pratica. Ci sono, ad esempio, alcune ragazze che mirano a
una qualche attivit sociale; ognuna di loro deve sgobbare sulla libido nelle ore serali; e, in alcuni corsi,
addirittura riferire dinanzi alle colleghe dei propri desideri incestuosi; e guai se non ne hanno - ognuna
li ha, come ha il fegato o i reni; e il punteggio richiesto per lesame deve pur essere raggiunto.
Come vi spiegate, ho chiesto, che in questo paese lanalisi abbia un ruolo cos enorme?
Perch siamo appunto pi progrediti di altri paesi.
E che cosa intendete con pi progrediti?
Non avere pregiudizi.
Esattamente il contrario. La fissazione sulla sessualit che il vostro racket dellanalisi
rappresenta  uneredit puritana. Don Giovanni era interessato alle donne. Non alla sessualit.
Nonsense!, ha esclamato uno studente abbastanza spregiudicato. Proprio perch non siamo
puritani, siamo analisti! 
Non vi accuso di nulla, ho cercato di calmarlo. Nessuno di voi  responsabile della storia
delle religioni degli ultimi secoli. Ma solo a un puritano pu capitare di diventare un non puritano di
professione. Con i puritani avete un legame di sudditanza polemica .
In che senso?
Perch voi, al pari dei vostri antenati puritani, non vedete lamore come amore, ma solo come
istinto, dunque come natura. Perch voi, al pari dei vostri antenati, diffidate delle forme culturali
dellamore. Loro consideravano listinto come energia naturale impura. Non credevano nella sua
umanizzazione. Ed erano convinti di poterla legittimare solo con il sacramento. Voi, allo stesso modo,
vedete lamore solo come energia naturale che, anche se pura, deve essere liberata dalle sue
inibizioni culturali. Dai vostri antenati avete pertanto ereditato il sospetto; solo che voi utilizzate
appunto lanalisi per ribaltare la valutazione: mettete allistinto un segno pi, loro gli mettevano un
segno meno.
Come se non considerassimo gli infiniti fattori culturali e sociali, ha detto risentita una
ragazza che ogni sera, dopo otto ore di lavoro dufficio, frequenta un corso sulla libido, perdendo cos
tutte le occasioni libidinali della sua vita; giacch molti qui non arrivano allamore prima dellanalisi.
Lintera classe ha applaudito.
Giusto, ho fatto io. Li prendete in considerazione come fattori di disturbo. Come inibitori
che si smontano, per liberare la cosa stessa. Ci che lanalisi tratta (nel doppio senso di teoria e
prassi), non  mai il ruolo del sesso nella societ; solo il ruolo della societ nel sesso: la sua storia
sabotatrice, che ha dato in prestito la sua biografia alla libido. In quanto per essa la storia  storia delle
inibizioni istintuali.
In quel momento  suonato.
Vivrete ancora un enorme rivolgimento, ho ammonito in conclusione. Un giorno, quando
sarete pi vecchi e avrete smontato tutto con successo, vi ritroverete completamente nudi. Avrete
distrutto i muri che inibiscono gli istinti e il vostro stesso istinto sar intorpidito. Rabbrividisco al
pensiero di quella desolazione.
Una signora pi anziana - qui infatti si continua a studiare fino a ottantanni - ha aggrottato le
sopracciglia.
 Siete cos fieri di imparare, con il sudore della fronte, ad arrivare sulla strada dellistinto
passando direttamente dalla finestra. Domani andrete al concerto per ascoltare laccordo finale...
lesecuzione della sinfonia vi dar fastidio come fosse un ostacolo e una perdita di tempo. Ma perch
dico: andrete? Lo fate gi. Perch ci che ascoltate alla radio sono gi i temi principali scremati e le
apoteosi decapitate. Tutto il resto lo avete gi "rimosso. Se vi abituate ad arrivare sulla strada
dellistinto passando direttamente dalla finestra, alla fine perdete non solo la via traversa che mostra la
tromba delle scale della cultura, ma la cultura stessa.
Non  forse la stessa psicoanalisi un cultural value?, ha chiesto uno.
In quel momento  suonato per la seconda volta.
E, in sintesi, il senso del lungo discorso?, ha chiesto una ragazza, lastuccio posato sul foglio,
per prendere appunti.
Che volete limitarvi alla sintesi del lungo discorso, ho risposto. Ed  suonato per la terza
volta.
21 marzo
 venuto da me D., che aveva sentito parlare di queste note. Lei ha sicuramente scritto anche
qualcosa sulla morale sessuale, se ne  uscito incerto. Ho scosso il capo. Il tutto si riduce forse a una
fisiologia dellamore? Non necessariamente. A meno che non comprenda nella fisiologia
dellamore anche le riflessioni teoriche su decenza e indecenza. S, se si riferiscono solo a ci che
esiste, non a ci che  dovuto. Dunque semplici constatazioni?
Sono stato scostante per partito preso. Non esiste disegno, ho detto, che per essere disegno,
non sia nel contempo di un qualche colore. Cos come asserti sullessere umano che non abbiano, lo si
voglia o no, una tonalit morale. Piuttosto banale. Non trovo. A me sembra che faccia una
differenza se con le proprie considerazioni sulla sessualit si intimorisce il lettore o gli si infonde
fiducia, se lo si irrigidisce o lo si scioglie, se si fa leva sul suo sarcasmo o sulla sua delicatezza; intendo
una differenza morale. Banale, ha ribadito. In poche parole, lei vuole: devi questo e non puoi
quello. Certo. In questa veste si presentano le morali sessuali.
Ho scosso il capo. E perch no?, ha chiesto. Perch o esiste un devi che comprende la
totalit dei rapporti umani e che  vincolante per la totalit, oppure niente. Ma lasciare moralmente
aperto il quadro della totalit e quindi enucleare una singola questione isolata e regolarla (sa il cielo con
laiuto di quale deus ex machina) - mi sembra... Allora? Come se lei, nel suo albergo, rinunciasse
a un regolamento generale, ma esigesse una rigida prescrizione per la mescita del rum. Giusto, ha
ribattuto. Proprio cos. Che cosa significano altrimenti delle regole particolari? Vada avanti. Che
il particolare deve essere integrato in un quadro pi allargato della totalit, cos come devessere. Ma
ci sono state delle etiche particolari. Certo. Laddove la totalit, la costruzione,  stata concepita come
definitiva. Ad esempio nel tomismo. Dove per il tema particolare, ad esempio la morale sessuale, 
un semplice caso applicativo. Su questo era daccordo. Poich non so, ho concluso, quale tipo di
costruzione lei abbia in mente... come necessaria intendo, e chi o che cosa lei individui come istanza
ratificante, mi dispiace ma non posso nemmeno darle alcun suggerimento di architettura interna.
Non sono stato granch contento di congedarlo con questo luogo comune hegeliano, con questo
la totalit  il vero. Oggi per, dopo aver appreso da una terza persona che non erano stati dubbi
teorici a condurlo da me, ma specifici problemi impellenti che riguardavano sua figlia diciottenne, e
che io lo avevo bloccato nella sua ouverture ancor prima che avesse potuto alzare il sipario, ho provato
un senso di grande disagio. A che cosa servono a un uomo le chiacchiere su un sistema che non ha
quando, dalloggi al domani, deve sapere che cosa consigliare a sua figlia? A volte ho limpressione
che il termine sistema non sia solo un buono per le risposte agli interrogativi fondamentali, ma una
parola esornativa per il loro sostanziale differimento.
23 marzo
Aula scolastica.  del tutto indifferente di cosa si discuta: se solo per un attimo si allentano le
briglie della discussione, i ronzini precipitano subito nel fossato della psicoanalisi.  come se gli
studenti portassero il fossato sempre con loro. Essendo escluso che corra lungo il mio percorso
filosofico. Lei non si  ancora affrancato, ha osservato un ventenne. Grazie allanalisi, intendo.
Dalla sua cieca e sorpassata fiducia nel carattere vincolante della cosiddetta morale. Non ricordo pi a
quale proposito usasse questi paroioni; e la cosa  irrilevante.
Non ancora, ho ripetuto con tristezza.
Ma?
Non fraintendetemi, ho iniziato. Non vi rimprovero perch i continenti non sono
sincronizzati. Non ci trovo nemmeno niente di ridicolo. Ma vedete, in Europa lallentamento filosofico
e scientifico delle sanzioni morali  stato da trecento anni una malattia grave. La sua crisi tocc gi un
secolo fa la coscienza morale. Linterrogativo su chi e su che cosa rende vincolante la morale torment
gi i nostri bisnonni filosofici. Perch quasi nessuno di loro credeva pi nella dottrina della Chiesa. E
nessuno ebbe come voi la sfortuna storica di inciampare, usciti dalla Chiesa, direttamente nel
laboratorio. Inoltre provenivano per lo pi da paesi in cui la morale sessuale era infinitamente meno
rigida di quella dei vostri avi; quando si scervellarono sulla fonte dei doveri non pensarono alla
sessualit, n ebbero la vana illusione di poter risolvere in qualche modo, con lo smascheramento
della morale sessuale, il problema molto pi grande della morale. Lo ripeto, nessuno di questi filosofi
fu un semplice pappagallo della morale normativa - a prescindere da chi voi, indignati da questo primo
progressismo, seguiate, Kant o Nietzsche.
Naturalmente, lo scetticismo morale non era allora ancora cresciuto fino a essere fenomeno
generalizzato e applicazione pratica (con produzione e impiego di cadaveri). Un titolo come Al di l del
bene e del male dovrebbe comunque farvi riflettere un pochino.
Mi avete definito sorpassato. Non vi rendete conto che ai nostri occhi devono risultare
sorpassati coloro che, a causa della psicoanalisi, hanno percepito soltanto ieri lo sgocciolio tra i muri,
nonostante il fragore del crollo si fosse spento da tempo?
Lui era molto preoccupato del suo ruolo davanguardia. Vuole dunque sostenere, ha tentato
di dire, che la nostra progressista... 
Certo, lho interrotto, giacch con quella parola per me aveva gi detto tutto.  proprio
limmagine spettrale che voi analisti della visione del mondo avete dellaltro ieri a equiparare lo
smascheramento delle categorie morali eo ipso con il progresso. Non nego il vostro successo tardivo.
 una regola della storia che il messaggero tardivo che giunge da ieri sia applaudito come anticipatore
del domani da chi  totalmente inconsapevole.
Ha aggrottato le sopracciglia.
Voglio farvi un esempio: dopo la prima guerra mondiale i tedeschi scoprirono Dostoevskij.
Sapete che Dostoevskij rappresent un secolo fa la pi straordinaria reazione (reazione in duplice
senso) alleuropeizzazione della Russia. I tedeschi per riconobbero nei suoi personaggi luomo
nuovo. Difficile stabilire se di questi tedeschi dostoevskiani si possa dire che erano gi o ancora
approdati a Dostoevskij. Probabilmente entrambe le cose.
E lei pensa che lo stesso valga per il nostro interesse per la psicoanalisi?
Certo. Cos come vale la regola che chi (non certo per merito proprio, ma per le sue origini
storico-culturali)  gi altrove, sia frainteso o irriso come retroguardia. Noi europei, ad esempio, che
siamo passati attravrso lanalisi ormai da oltre una generazione. Nelle corse ciclistiche capita sovente
che il corridore che ha quasi doppiato gli altri sembri pedalare dietro di loro.
Esempi, ha chiesto lui.
Bene. Voglio citarvi un esempio personale. Quando, verso il 1945, Kafka fu scoperto in
questo paese e io e i miei amici europei reagimmo solo con unalzata di spalle alla scoperta dellombra
dellombra, ci fu preconizzato, con lo sguardo di chi sa, che anche a noi sarebbe scivolata la benda
dagli occhi.
E?
E quando vennero per caso a sapere che gi dieci anni prima avevamo messo in guardia
dalluso improprio dello scrittore morto da tempo, che stava diventando una moda, si offesero. Niente
ci importava di meno che vantarci del monito anticipato. In altre parole: per ogni paese il passato di
un altro paese  una sorta di futuro. Se oggi andaste a Parigi e assisteste alla scoperta di Melville da
parte delle avanguardie, avreste la stessa reazione che avemmo noi in America con Kafka.
Forse. E cosha contro il discredito della morale che noi tentiamo di fare con lanalisi?
Che si  terribilmente screditato circa ventanni fa. Il discredito intendo. Dal momento che
volete smontare la rimozione, cio il rimuovente e la sua azione rovinosa, dovete ammettere che (se
lespressione fine morale vi dice ancora qualcosa) il vostro fine morale consiste nella j sola salute
fisica.
E?
E non avete mai pensato in quali mani grondanti di sangue  stata posta negli ultimi anni
questa equazione di sano e buono?
Grondanti di sangue?
Certo. Nelle mani di Hitler.
 ammutolito. Accostare il nome dello straordinario (e, senza dubbio, anche moralistico)
scienziato a quello di Hitler gli sembr semplicemente pazzesco.
Tutti noi, ho spiegato, indipendentemente dai fronti opposti su cui ci collochiamo, siamo
eredi del naturalismo del xix secolo; e, per lesattezza, eredi che hanno fatto del lascito della scepsi un
banale asse ereditario e hanno trasformato retroattivamente il dubbio in un dogma.
Ha continuato a osservarmi attonito.
Non fraintendetemi. Gli analisti vogliono estirpare la malattia. I nazionalsocialisti hanno
sterminato i malati.
Lei sottolinea le differenze. Come se ci che li accomuna fosse evidente.
Ogni tanto  necessario. Non dobbiamo chiudere gli occhi di fronte al denominatore comune
che ha prodotto la comune generazione. In una conferenza, Thomas Mann defin Hitler un fratello, e
probabilmente immaginava che sarebbe stato malignamente frainteso. Sono certo che fosse
consapevole delle sue parole.
Dove vuole arrivare?, ha domandato, aggrottando le sopracciglia.
Che i fumi dei forni non si sono ancora dissolti. Che lunico dovere di oggi deve consistere nel
riformulare la morale anche se dovessimo ancorarla nel vuoto.
Dopo questo sfogo,  ammutolito e si  seduto. Idea fissa, deve aver pensato, percependo il
mio coinvolgimento. Ma come avrebbe potuto capire davvero, dal momento che non sa ci che accadde
in Europa? O, appunto, perch sa soltanto.
30 marzo
Ma la morale  qualcosa di assolutamente artificiale! , ha esclamato una delle studentesse
prodotte in serie.
Certo. Ma perch  un rimprovero? La morale vuole essere artificiale; e deve essere artificiale;
artificiale come la sua automobile, che non ha raccolto certo dallalbero, o della sua macchina da
scrivere, o della sua teoria. Lartificialit non  lo scandalo, ma il punto donore della morale. Poich
noi uomini non siamo creati in modo compiuto: certo, siamo generati come esseri sociali, ma senza che
per noi sia prevista una determinata forma sociale, dobbiamo costruire autonomamente la forma e le
sue regole; il che significa artificialmente. Forse, se noi uomini abbiamo una natura , questa
artificialit fa addirittura parte della nostra "natura. Ma lidea che la morale, non essendo
naturale, rappresenti un pregiudizio  volgare rousseaui-smo che germina solo nelle societ pi
artificiali. Al vostro posto sarei un po pi originale. La vostra apoteosi del naturale  inculcata in voi
cos artificialmente che i tradizionali sentimenti morali, come ad esempio la vergogna o il rispetto,
sembrano addirittura fiori di campo al confronto di questa artificialit.
Ma si tratta di pregiudizi, ha strillato il pregiudizio femminile.
Giusto. Ma non potrebbe essere un pregiudizio che i pregiudizi in quanto tali siano un male?
Un pregiudizio?  rimasto a bocca aperta. Cos profondamente era inculcato nella sua testa il
pregiudizio sui pregiudizi. Naturalmente, solo il pregiudizio teorico: in quanto nel suo aspetto, nel suo
eloquio cera qualcosa di non preconcetto tuttal pi nelle parti marginali, cos come un articolo fatto in
serie ha in s il particolare al massimo come difetto di fabbricazione.
Lei difende i pregiudizi?, si  rincresciuto, incredulo, il pregiudizio femminile.
Che cosa sono i pregiudizi?, ho chiesto semplicemente.
Si  guardata attorno, per capire se la domanda rientrasse tra quelle alle quali bisogna saper
rispondere.
Cosaltro sono, ho risposto al posto suo, se non giudizi che degli uomini hanno gi
pronunciato per altri uomini... in modo che ognuno non debba ricominciare di nuovo dallinizio. I
pregiudizi possono essere buoni o cattivi. Come definiamo quelli buoni che facilitano la vita?
Di nuovo si  guardata intorno.  diventata incerta.
 un pregiudizio, dissi, che si conosca solo ci che  stato inculcato anche negli altri. Si
guardi intorno nel mondo, senza pregiudizi. Allora: che cosa sono i pregiudizi che alleggeriscono
lesistenza?
Nel mondo?, ha ripetuto, stupita di dover sapere qualcosa che non faceva parte della lezione;
e di dover spillare una botte non prevista dalle fonti gnoseologiche suggerite dalla scuola.
 Consuetudini, ho risposto alla fine io stesso.
Ah, ha fatto. Quindi ha alzato le spalle, come se considerasse la domanda banale perch fuori
dalla scuola chiunque poteva rispondere.
Ma determinante  in questo caso qualcosaltro, ho concluso. Che cio il suo rifiuto
dellartificiale  affatto artificiale: lei lo condivide perch oggi questa  la consuetudine. Lei  spinta
dalla societ a difendere la natura e listinto. E se crede di essere meno influenzata dai pregiudizi di
quanto fossero i suoi nonni, sbaglia di grosso.  solo che lei ha appunto il pregiudizio di non averne,
giacch non si deve averne. Si. Deve. Soggettivamente non  certo ipocrisia da parte sua. Ma da un
punto di vista storico questo atteggiamento sar un giorno catalogato come ipocrisia collettiva.
Si  guardata attorno per la terza volta, per capire la reazione degli altri a questo discorso per lei
incomprensibile. Ma gli altri hanno reagito esattamente come lei: accertandosi della reazione degli altri.
E poich nessuno ha potuto cogliere nellaltrui comportamento un pre-giu-dizio alle mie tesi, alla fine
dellora tutti si sono sentiti sollevati.
Marzo
Ho attraversato per caso lo zoo del Central Park. Anche chi per una sola volta ha sorpreso in
flagranti un animale, ha dovuto persuadersi di come la nostra vita sessuale sia un monopolio umano
non diversamente da quella psicologica e spirituale.
Naturalmente il sesso esiste l come qua, nella vita animale come in quella umana. Ma definirci
per questa ragione animali  una conclusione discutibile. Gi il posto che occupa in noi la mela della
conoscenza ne fa un frutto sui generis. Poich in noi pende dai rami del linguaggio, dai rami della
sofisticheria, dai rami della vergogna, del rispetto, del ricordo, dellarte, della libert; e poich trae
nutrimento da tutti questi rami,  addirittura il trionfo dellumanit: nulla dimostra in modo pi
convincente la forza dellessere umano del fatto che pu innalzare nella sfera dello specifico ci che
condivide con gli animali. Lumanit del sesso potrebbe essere dimostrata da cento tratti specifici: dal
fatto che nel farlo possiamo osservarci, non solo guardarci; che amiamo qualcuno, non amiamo solo
per amare o addirittura perch dobbiamo amare; che non abbiamo due zampe anteriori, ma braccia
libere per le affettuosit; che siamo liberi di j fare dellinverno la primavera, della notte il giorno,
invece di farci sollevare dallondata improvvisa della fregola; che, con la tabuizzazione, accresciamo in
modo raffinato la tensione fisica e convertiamo la distensione appagata in serenit. Non c nulla di
umano che non getti la sua luce o la sua ombra su quelle radici che condividiamo con lesistenza
preumana.
Se, dopo il tramonto dellumanit, un essere non trovasse un solo strumento, n un coccio di
vaso, n una traccia di religione, n alcunch che rimandi alle leggi, ma una sola lettera damore
incartapecorita, dovrebbe assegnarci - anche se fosse affatto banale -, in quanto ente specifico, in
quanto animal amans, una nicchia particolare.
30 aprile
Recentemente sono stato al circo con il figlio di L. Lo hanno affascinato soprattutto i cavalli che
marciavano impettiti sulle zampe posteriori, al suono dei fiati. Ha continuato per giorni a giocare al
cavallo del circo, con la testa irrigidita allindietro, come se il morso lo stringesse alla bocca, le braccia
piegate, in fremente tensione, quasi che da un momento allaltro dovesse ricadere in avanti; percorreva
cos, incurante dei passanti, il tragitto verso la scuola. Che abbia intuito la rivoluzione rappresentata
dalla nostra stazione eretta?
Noi stessi non siamo consapevoli di quale straordinaria artificialit ci sia nello spingere il corpo
verso lalto e, restando impennati, fare del basso lanteriore, dellanteriore lalto, del posteriore il
basso. Certo, lantropologia ha da sempre considerato tutto questo come differenza specifica
dellessere umano; ma la stazione eretta  appunto molto di pi: qualcosa di cos fondamentale che da
essa pu semplicemente essere colto l' umano nella sua interezza. (Il che non significa che con essa
tutto possa essere spiegato; che luomo si sollevi,  gi di per s unazione, non soltanto un fatto
fisiologico),
 la spiegazione di tutto.
Innanzi tutto  affrancamento dal suolo.
Quindi: affrancamento di un organo (dellarto anteriore) da una funzione specifica; ma non
affrancamento per una nuova funzione specifica (che corrisponda alla trasformazione della
funzione-pinna in funzione-piede); bens affrancamento per tutto il possibile; per il tutto e per il
possibile.
La mano  ora sospesa in libert, libera per la manipolazione del mondo; ossia: libera per la
com-prensione degli oggetti; dunque: libera per la presa; libera di trattenere gli oggetti, di identificarli
nel tempo, dunque di custodirli, dunque di possederli, di utilizzarli; senza esaurirli immediatamente in
modo bestiale; libera di fabbricare; dunque:   libera per l'idea. Perch cosaltro  lidea se non
limmagine ideale di ci che si fabbrica? - Quindi: in un solo colpo docchio la stazione eretta si
propone come l'essere-homo faber e come spirito. I tratti distintivi umani che insensatamente furono
considerati in modo separato, si disvelano essere un tratto distintivo unico.
4 maggio
La conseguenza pi importante della stazione eretta  dunque la libert della mano. Senza
questa libert, che determina lintera umanit dellessere umano (cio il suo rapportarsi al mondo, che
consiste nel manipolare), anche lamore delluomo, non importa se pensiamo alla mano che conforta
o a quella che seduce, non sarebbe mai umano.
Non c sguardo pi disperato di quello degli animali, la cui struttura e postura corporea
impedisce ci che la loro tenerezza desidererebbe. Di recente, allo zoo il pony, il collo teso a strofinarsi
sulla nuca del gemello, sembrava disperato, proprio perch non gli era pi consentito, se non come
allusione, ci che s proponeva. Che sollievo fu arrivare dopo dagli orsi, ai quali, per motivi
sconosciuti,  concesso di pi: lorsa teneva fra le braccia i suoi due piccoli. Se lorso, nonostante la
sua nota pericolosit, ci sembra pi prossimo del leone o della tigre, se ci emoziona come un bimbo
impacciato,  appunto perch  quasi libero per le tenerezze. E si vede che, diversa-mente dal leone o
dalla tigre, la stazione eretta gli  ormai connaturata, anche se solo a met e temporaneamente, come se
non fosse stato in grado di superare lesame finale di stazione eretta.
E ora noi.
C anche un solo gesto amoroso senza il braccio libero per lamore? Senza la mano libera per
lamore? Da dove dobbiamo cominciare? Dal fatto che gi in lontananza possiamo rispondere con un
cenno? O che possiamo stringere la mano a unaltra persona o trattenerla per le mani? Dunque poter
unire prossimit e distanza? In quanto mano nella mano o braccio nel braccio  un di pi, per lo meno
qualcosa di diverso dalla fuggevole vicinanza reciproca: vale a dire appartenenza; appartenenza che
lascia libero ognuno in quanto se stesso. Non ho mai visto niente di analogo negli animali.
6 maggio
In questo caso, com possibile trovare definizioni appropriate? Parole che definiscano la cosa,
ossia il sessuale, ne esistono. Ma in questo caso quelle scientifiche sono, al pari di quelle oscene, mal 
propos. Parlare qui di coito sarebbe come se il poeta parlasse di exitus, invece che del morire; o come
se Omero cantasse di calorie invece che di banchetti a base di montone.
 un pauroso bordeggiare nel vuoto tra la Scilla della medicina e la Cariddi dellosceno. Tra le
due, il tab ha lasciato un vuoto linguistico.
E anche questi due lessici hanno come premessa il tab: losceno servendosi dellallusione, il
vocabolario scientifico servendosi dello straniamento latineggiante. Ne possono parlare il medico e il
marinaio. Dobbiamo lasciare ai due il monopolio?
8 maggio
Per ben altro la mano ci rende liberi. Dannate parole-tab. Per le tenerezze del faire lamour,
per le tenerezze che fanno dello stare insieme qualcosa di perfettamente non animalesco, qualcosa che
si distingue dalla copula come, per cos dire, la poesia si differenzia dal frinire amoroso dei grilli.
Che questo privilegio umano della tenerezza sia possibile, dipende, oltre che dalla libera
manualit, da un factum brutum, il quale si presenta come un capriccio della natura che si sottrae a ogni
tentativo di spiegazione filosofica: siamo cio privi del manto pilifero. Noi probabilmente ripugniamo
agli animali. Calvi in tutto il corpo (Aristofane?) Questo difetto  davvero notevole, se si pensa che
quasi tutti gli esseri viventi (per lo meno tutti i pi evoluti) hanno una barriera esterna squamosa,
piumata o pelosa, che si impone in quanto se stessa contro il mondo e a protezione dal mondo. Se in
noi anche questa zona  lasciata libera, ci significa, che non solo abbiamo riconosciuto la nostra
nudit come Adamo ed va, ma che siamo realmente pi nudi degli animali. Questa nudit ci espone e
fa di noi le creature pi sensibili e delicate: e questa delicatezza, insieme con la nostra autonomia
manuale, ci offre la possibilit della reciproca disponibilit e delicatezza che, di nuovo,  un monopolio
umano. Il bene che possono farsi lun laltro delle persone che si amano, quanto a piacere, turbamento e
serenit, si differenzia cos radicalmente da tutte le potenzialit animali che possiamo solo ribadire:
luomo sovrasta il mondo animale tanto come animal amans, quanto come animal rationale.
9 maggio
A ci si aggiunge qualcosaltro, e, precisamente, qualcosa che di nuovo ha a che fare sia con la
libert manuale sia con la nudit: e cio che luomo si fabbrica i vestiti. Gli animali non sono n nudi
n vestiti; sono neutri. A loro non sono concessi abiti speciali per lamore... mentre luomo ha la
possibilit di essere per lamore totalmente diverso  dal consueto, cio nudo. In realt i poveri
profeti del naturismo non diffondono una cultura naturista, quanto piuttosto una condizione in cui
questa funzione culturale della nudit  stata abrogata: cercano di attribuire anche alla nudit umana il
carattere neutro animale. Sono nipoti del puritanesimo imbrogliati dal naturalismo del xix secolo, che si
propongono di togliere allerotismo ogni monopolio attraverso la quotidianizzazione del costume
speciale. Non  che una giusta punizione se, ritrovandosi vestiti allufficio-anagrafe, si vergognino
reciprocamente a morte: perch cos non si erano ancora mai visti.
10 maggio
La storia della Genesi propone tutto in successione inversa. Adamo ed va poterono sco-prire la
loro nudit solo in quanto prima si erano co-perti, e solo allora per loro si schiuse il paradiso.
2 agosto
Dopo un lungo intervallo, leggendo un libro sono di nuovo incappato nei tre, evidentemente
inevitabili, punti di sospensione che di solito seguono la frase: e caddero luno nelle braccia
dellaltra, per segnalare al lettore che da quel momento cala il sipario del tab dietro al quale accade
tutto il desiderabile. In ogni caso  questa linterpretazione dei punti di sospensione. Impropriamente.
Dietro limprovviso silenzio del romanziere c qualcosaltro. Quanto segue:
Mentre Don Lisardo, le cui imprese non furono per nulla inferiori a quelle del nipote Don
Giovanni, era rinchiuso nella torre in attesa dellesecuzione, apparve benevolo il suo vecchio giudice,
la pergamena arrotolata sotto il braccio, per comunicargli che forse esisteva la possibilit di unultima
scappatoia. Che lei consideri accettabile o meno la mia condizione per la grazia, disse, questa  la
sua occasione. Ma lei sar libero quando mi avr raccontato in modo veritiero e dettagliato ogni sua
avventura.
Lisardo credette di aver inteso male. Che cosa c di pi facile?, pens. E non sapendo darsi
altra spiegazione, sospett di essere incappato in un vecchio libertino a cui piaceva soddisfare i suoi
bassi piaceri con gli avanzi freddi dei banchetti altrui. Gli lanci unocchiata complice, e disse: Si pu
fare.
Se crede, disse infaustamente il vecchio. Spero di essermi espresso in modo
sufficientemente chiaro. Ci che accadde nei preliminari non mi interessa. Niente di ci che ebbe luogo
quando lei colse la prima sul balcone. E tanto meno di ci che fece per abbindolare la seconda. E
tantomeno come la terza abbia fatto la ritrosa prima di essere disponibile. E sono altrettanto poco
interessato a ci che successe dopo. A come la numero 997 si umili per non perderla. O a come la
numero 998 la minacci quando si rese conto che stava allontanandosi da lei. O come la numero 999 si
avvelen. Altrettanto poco mi interessano, infine, prese o posizioni particolari o altre raffinatezze,
anche se dovesse averle escogitate lei. Pu risparmiarsi anche questo genere di cose.
E allora?, domand stupito Lisardo.
Quello di cui ho bisogno, spieg il giudice, sono resoconti della cosa in s. Voglio dire:
degli attimi culminanti in s. Lei capisce, vero, che cosa intendo.
Altro che! , rispose tronfio don Lisardo.
Vede! In fondo hanno anche rappresentato il punto centrale della sua vita.
Certo.
E poich lei ha raccolto una ragguardevole collezione...
Certo, ripet ancora tronfio Lisardo.
E giacch non credo che lei, da buongustaio, abbia cercato sempre la stessa cosa o abbia
trovato dappertutto la stessa cosa...
No, certo che no, disse Lisardo lusingato.
E poich penso di poter ritenere che ogni attimo culminante delle sue avventure sia stato sui
generis, e si sia distinto e, nettamente, da ogni altro precedente, per quale altro motivo si sarebbe
altrimenti dedicato cos indefessamente al completamento della sua collezione... 
Certo.
.. .ecco perch mi sono permesso di usare la forma plurale e di parlare di attimi culminanti.
Ci detto, srotol la pergamena, sillab un nome, evidentemente quello della prima, e pieg il capo di
lato. Sono tuttorecchi.
Don Lisardo rintracci sulla punta della lingua il nome della citt in cui aveva incontrato la
prima. Fu anche in grado di ricordare subito la piazza bianca davanti alla cattedrale. Individu anche
lei, senza difficolt, nella massa e, guardando con attenzione, la rivide addirittura mentre sollevava
senza fretta lanulare in risposta al cenno che lui le aveva fatto. Cos come non fu difficile
accompagnarla nella casa di campagna. Riconobbe il picchiotto a testa di moro del portone e, al primo
sguardo, una candela tremula nella stanza abbuiata. Mentre diceva con leggerezza: Signor giudice, le
sue condizioni sono troppo banali, si sovvenne persino di alcuni brandelli della sua conversazione
iniziale per conquistarla, se le sue abbiette parole di paterna consolazione possono definirsi una 
conversazione .
Sto aspettando, disse il giudice.
Lisardo lo fece aspettare ancora un po. Giacch, non appena disse con sufficienza: Allora
devo raccontare da qui in avanti, fu inaspettatamente colto da un leggero vuoto mentale, da una
velatura affatto insignificante. Ma per quanto cercasse di scostarla dallocchio con il dito e si schiarisse
la voce per prendere la parola, fu come se il meccanismo della sua memoria si fosse inceppato.
Dunque io ho detto questo, ripet a se stesso per rimettersi in moto, e lei cosa ha risposto? Oppure
ha pianto? E ritorn sulle sue ultime parole.
Sto aspettando, ripet il giudice.
Subito!, preg Lisardo, gi leggermente inquieto. Se ha la gentilezza di pazientare un po.
Non serve, disse il giudice. Ma non si preoccupi. Sulla prima possiamo ritornare pi tardi.
Che ne dice della numero due? Sillab il nome.
Bene, disse subito Lisardo. Sentiva di dover riparare in fretta al suo primo errore. A
Toledo.
Possibile, disse il giudice, ma il posto non ci interessa. Com con la terza? E sillab
nuovamente il nome.
La vedova, precis Lisardo, pur sapendo che anche questo dettaglio non sarebbe stato
ritenuto sufficiente, e si sforz di rammentarsi dellattimo culminante con la terza. Ma anche questo
tentativo non gli riusc meglio del primo e del secondo. Ogni volta che sperava di dissipare le tenebre,
era come se calasse un sipario, offuscando non solo quella notte o quellattimo culminante ma tutto
quanto; anzi, era come se in realt si trattasse non di innumerevoli notti celate dal sipario, ma di
ununica notte.
Sto aspettando, ripet il magistrato.
Subito!, implor Lisardo, pi nervoso. Dunque, la vedova balbett. Ma in realt ci che gli
apparve fu ununica notte, anzi, non una in particolare: piuttosto, nel suo ricordo, tutte le notti
sembravano essersi fuse e condensate in ununica impenetrabile notte.
Lo scrittore spagnolo non ci dice quanto siano stati seduti, in silenzio uno di fronte allaltro, il
giudice cortese e imperturbabile e Don Lisardo molto meno sicuro. Ma sappiamo come continu la
conversazione dopo questa pausa.
Non sembra che sia rimasto molto dellesistenza che ha vissuto, disse alla fine il giudice,
alzandosi in piedi.
Non  vero! , url Lisardo, ormai fuori di s. E:  Subito! 
Il giudice per scosse il capo e prosegu in tono pi conciliante: Non la consola sapere che
quello che le toglieremo domani non sar che un guscio vuoto? E sapere che quando noi che le
sopravviveremo avremo scordato in fretta la sua esistenza, il nostro oblio non sar altro che la
continuazione del suo stesso oblio?
No!, url allora Lisardo, aggrappandosi alla manica delluomo.
Il giudice si sottrasse a quella sceneggiata cos poco dignitosa e concluse: Don Lisardo, come
pu difendere una cosa simile? Se ha puntato la sua vita su una carta immemorabile! E sinchin.
Fuori stavano gi alzando il patibolo.
Questo finale della storia, tuttavia, non lo troviamo nella cronaca spagnola. Ho indubbiamente
ripreso di l il racconto dello scacco della memoria. Non per la spiegazione di questo scacco. Ci che
il testo ci propone , come penso, una falsificazione: vale a dire la storia di uno scellerato impenitente,
cui un giudice aveva sottratto con arti magiche tutti i ricordi, per derubarlo del piacere postumo e della
vanit. Lo scrittore avrebbe comunque potuto risparmiarsi il ricorso alla magia. Ma forse non lo fece
perch giudic troppo inaudita la verit della storia o non volle accettarla per questa sua enormit.
Forse gli dispiaceva ammettere che lo scacco dello scellerato non era un caso unico; che non aveva
niente a che fare con la presunta malvagit del presunto scellerato; che, piuttosto, non c un solo uomo
che sfugga a questo fallimento: che nessuno, cio,  in grado d trattenere la cosa stessa, d
rammemorare lattimo culminante. Davvero una fortuna che la dissimulazione non sia riuscita del tutto
allo scrittore e che, attraverso i colori della sua pittura stratificata, traspaia ancora il profilo filosofico
essenziale della verit originaria. La storia non  dunque mia. A meno che non si attribuisca a un
pittore, come opera sua, il quadro che ha restaurato.
4 agosto
Negli ultimi sessantanni di psicologia sperimentale si sono sedimentate intere montagne
calcaree di risultati della psicologia del ricordo e della memoria. Ma durata ed esattezza
dell'immagine mnestica sono state al centro delle ricerche in modo cos esclusivo, che la principale
domanda di filosofia della memoria non  davvero mai apparsa allorizzonte e, ancor meno, ha trovato
risposta. Questa domanda avrebbe dovuto essere: La memoria e contenutsticamente neutra? Tutti i
possibili contenuti dellesperienza si possono rammemorare allo stesso modo e in uguale misura? Tutti
i contenuti dellesperienza devono essere rammemorati allo stesso modo e in uguale misura? Anche il
termine rammemorabilit sarebbe cercato invano negli indici dei manuali di psicologia.
Comprensibilmente. Dal momento che gli psicologi sperimentali hanno isolato il ricordo in modo che
esso non presentasse pi alcuna funzione (allinterno di una pi ampia totalit funzionante), non poteva
nemmeno affiorare la questione dellesistenza di contenuti che sarebbe senza senso ricordare;
contenuti che, eo ipso, non richiedevano il ricordo e che, per questo motivo, erano immemorabili;
contenuti che forse si opponevano addirittura alla condizione stessa di ricordo.
 stato Freud che probabilmente si  avvicinato di pi alla formulazione della questione. Con la
sua teoria della rimozione ha trasformato lamnesia da semplice fallimento in azione positiva, da
perdita passiva in spinta propulsiva. Ma anche questo passo  insufficiente: quando Freud riconobbe la
realt di una seconda forza agente contrapposta al ricordo, non confut il presupposto di un ricordo
contenutisticamente neutro e, forse, non aveva neppure lintenzione di confutarlo. Di fatto, nel suo
pensiero rimozione e ricordo tirano con forza la stessa fune del contenuto mnestico, il che dimostra che
la sua rimozione presuppone il ricordo come forza antagonista.
Questo presupposto potrebbe per essere sbagliato. In quanto sarebbe del tutto ipotizzabile che
ci siano capi della fune non afferrabili da chi ricorda, che non si adattano alla sua mano, che
addirittura si oppongono a questa presa. Ed  effettivamente la mia tesi.
Ci che ritengo non , come pensano gli psicoanalisti, che lin-compatibile si manifesti in inutili
sforzi e conflitti. Quanto piuttosto, che autonomamente il ricordo non s avvicini a questi contenuti;
che solo di rado e in situazioni artistiche, come ad esempio nel Lisardo, il soggetto, con stupore, faccia
esperienza di ci che gli  precluso: ci che sensatamente gli e precluso.
Lipotesi  dunque: desideri e appagamento dei desideri non sono rammemorabili. Il sessuale
rappresenta solo il limite estremo di un territorio assai pi vasto, inidoneo o addirittura inaccessibile al
ricordo.
Il territorio in quanto tale comprende innanzi tutto linsieme di quelle esperienze che hanno in
qualche modo a che fare con il proprio corpo. Tentativi di ricordare la propria corporalit, come ad
esempio un remoto accesso di dolore, di massima falliscono. Tutto il corporeo checontraddice lo
stato attuale di chi cerca di ricordare resta non revocabile.
Dico: contraddice, ma  evidente che in questo caso non si tratta di una contraddizione
logica. Giacch immaginazione e ricordo hanno per oggetto un contenuto potenziale, quanto meno non
reale; a questo contenuto tuttavia, cui appartiene il suo luogo reale (il corpo o la parte corporale), pu
verosimilmente succedere che lo stato fisico attuale di un soggetto non consenta limmaginazione reale
del contenuto che a quel corpo  legato. Il vecchio Goethe ne era consapevole quando annunci, in
unannotazione di Poesia e verit, che avrebbe evitato di esprimersi in modo pi preciso sulla passione
fisica.
Non credo che si sia mai lavorato sui limiti che lo stato fisico attuale dellorganismo pone
alla "sua immaginazione (e al ricordo); ma che ogni essente, e ogni stato acuto dellessere rappresenti
non solo la condizione bens anche il limite di ci che per lui e immaginabile  sostanzialmente
accettato quando si parla dei limiti dellempatia. - In questa nota non ho parlato dei limiti del
rapporto empatico con laltro, bens delluomo con se stesso; dunque del fatto che a un essere (A), a
causa del suo stato (A), pu essere sostanzialmente impedito di ricordare un altro stato soggettivo (B)
(ad esempio lo stato orgasmo). In linea generale la tesi  che non ogni contenuto pu essere
ricordato in ogni situazione. Ci che per contro  possibile, e che spesso si verifica,  ritrovarsi di
nuovo concretamente in questo stato (B). Concretamente: in quanto non  l'immagine dello stato
che si ripresenta, ma lo stato stesso, quanto meno in forma abbozzata.
Ma quello sessuale non  il solo contenuto non rammemorabile. Una sensazione fisica (ad
esempio, il dolore o il prurito)  inimmaginabile, se al momento dello sforzo immaginativo la parte
corporea che dovrebbe essere partecipe dellimmagine memoriale si trova di fatto in uno stato
differente (ad esempio, non dolorante). La percezione blocca limmaginazione. Possiamo certamente
conservare a lungo lo shock di una sofferenza, ma la sua continuit non  un ricordo. Forse ricordiamo
che abbiamo sofferto dolori insopportabili, ma questo che non  appunto cosa. In tutti questi casi
si tratta di stati nei quali, anche nella percezione, non era concesso alcun (distanziato) carattere iconico;
e ci che non  stato immagine, non pu nemmeno raffigurare un ricordo.
Tuttavia, almeno per la non-rammemorabilit del sessuale,  determinante qualcosaltro.
Non  solo lattimo che non  rammemorabile, ma anche ci che lo precede: il desiderio. E,
precisamente, in quanto il desiderio  ci che , per essere soddisfatto, dunque per non perdurare. Esso
si esaurisce con il suo appagamento: e questo processo d appagamento, che nulla ha a che fare con la
rimozione,  per antonomasia lantitesi del ricordo: giacch ricordare significa conservare.
7 agosto
Queste riflessioni dovrebbero sfociare in una teoria situazionale dellimmaginazione. Il che
significa: in una teoria delle situazioni esistenziali, in cui luomo si confronta con il non attuale. Per
puro piacere lo fanno tuttal pi gli psicologi sperimentali. Per contro noi, persone normali, abbiamo
sempre dei buoni motivi. O lo facciamo perch ci manca loggetto, vale a dire perch ne abbiamo
bisogno, perch dovrebbe esserci; o perch loggetto non  presente, ma minaccia la sua pericolosa
presenza. Bisogno e timore sono i padri dellimmaginazione.
Il bisogno spinge alla posposizione della cosa immaginata. Fino a quando non  raggiunta
rimane solo immaginata. Limmagine fantasticata non  tuttavia destinata a rimanere immagine.
Deve piuttosto compensarsi nel reale da cui sar appagata. Il reale che era mancato, ora sar
consumato: il processo immaginativo  pervenuto alla conclusione cui tendeva, nella quale
limmaginazione ha cessato di essere immaginazione. Lo stesso vale per limmaginazione nel processo
attuativo.
Limmaginazione del cibo da parte dellaffamato  limmaginazione pi autentica. Laffamato
non solo pu immaginare il cibo, piuttosto non pu non immaginarlo, limmaginazione  figlia
naturale della fame. Al contrario, lo sforzo fittizio di immaginare la fame da parte di chi  sazio e
insensato e, appunto per questo, irrealizzabile. Se la moglie domanda al marito, che ha appena
terminato il dessert del pranzo, che cosa desidera per cena, lui vorr essere lasciato in pace, essendo
impensabile avere appetito in quella condizione. (Oggi, comunque, una situazione irreale nella maggior
parte dei paesi).
Se il tentativo di chi  sazio di immaginare il morso della fame di appena dieci minuti prima 
vano, ci significa che il suo sforzo di rammemorazione fallisce perche ci che non ha in mente non
pu nemmeno essere immaginato, e perch non pu immaginare ci che non ha bisogno di imma
-ginare. Immaginazione e ricordo sono inseriti cos profondamente nelleconomia dei bisogni e dei
progetti delluomo che le attivit immaginative non necessarie hanno altrettanto poco successo delle
attivit corporee non necessarie. Come non  possibile respirare quando i polmoni sono gi pieni, cos
non  possibile immaginare il bisogno quand appagato.  stupefacente, ma per nulla
incomprensibile, che si possa fantasticare di innumerevoli cose che non siamo in grado di ricordare;
giacch immaginarle ha un senso reale (per lappagamento del bisogno), ma non il serbarle. Ci vale
sia per lamore, sia per la fame. Laffamato pu immaginarsi perfettamente un ricco men, e sarebbe
del tutto convincente il romanziere che facesse sognare un men fantastico a chi sta morendo di fame
nel deserto. Invece un sogno analogo, come ricordo in forma onirica di una persona che fa il sonnellino
pomeridiano, risulterebbe semplicemente inverosimile. Non capiremmo perch il dormiente dovrebbe
ruminare di nuovo in sogno ci che ha gi avuto.
Il numero dei ricordi inverosimili nella letteratura  molto ampio. Favolisti, scrittori fantastici
e memorialisti partono per lo pi dal presupposto che tutti i contenuti possano essere presentati allo
stesso modo - il che evidentemente non  vero, e non avrebbe neppure senso.
10 settembre
Harlem. Qui si balla in modo ideale quando testa e spalle, la persona dunque, resta totalmente
immobile e non coinvolta... mentre al piano inferiore entrambe le funzioni preumane, sesso e lavoro
meccanizzato, entrano in un rapporto raccapricciante. Oggi, per lo meno, la monotonia di questa
musica da ballo none pi quella del tamburo esotico, bens quella del lavoro della macchina, spinta a
un orgasmo mai iniziato e sempre differito. Incredibile ci che la musica, a causa dellastrattezza che 
il suo alibi, pu concedersi e le  possibile concedersi.
Poich, ripeto, nel ballare questa musica, sopra rimangono distaccati, si determina una
frattura nella persona, un fenomeno di schizofrenia corporea, un sopra pulito e un sotto sporco che,
nonostante la sua volgarit o a causa di essa, esercita uninnegabile, cinica attrazione. Limmobilit del
volto, che si comporta come se non sapesse - o davvero non sa - che cosa fa il sedere, rispecchia in
modo incomparabile la doppia morale attribuita a un corpo, a un essere umano. Talvolta lespressione
di estraneit aumenta cos tanto, diviene a tal punto fittizia, da sembrare alterigia aristocratica. Ed
entrambi i piani sono paghi: quello superiore di essere decente, e la zona mandrillesca di poter essere
indecente.
10 ottobre
Il New York Times riporta: a Seattle la giovane signora X, sposata da un anno, chiede il
risarcimento dei danni al medico del marito. Perch?
Il marito, per essere certo della sterilit, si  sottoposto poco prima del matrimonio a una
vasectomia presso il dottor Y. Naturalmente, riferisce la signora X, lo ha raccontato a tutti. Ora
invece, a un anno dallintervento, lei scopre di essere incinta. Sostiene che la sua gravidanza lha resa
lo zimbello di tutti, e in modo cos micidiale che non osa pi metter piede fuori dalla porta. La sua
vergogna sarebbe stimabile in settantamila dollari - non rivela in base a quali metodi aritmetici sia
pervenuta a questo risultato. Adesso deve essere indennizzata.
Il giornale non rivela nulla dei motivi dellintervento a cui si  sottoposto il signor X. 
lultimo, timido residuo di un naturale ritegno. Ma subito dopo inizia brutalmente la serie delle
indecenze. La prima: che lei naturalmente ha raccontato tutto a tutti; la seconda: che lei lo riconosce
apertamente nella sua richiesta dindennizzo; la terza: che anche la news agency, cio il giornale,
fornisce senza commenti questo dato. Un tempo le donne si vergognavano di non avere figli. Il fatto era
considerato una tale onta oggettiva, non solo un motivo soggettivo di vergogna, che cacciare di casa
una tale scioperante non era giudicato immorale. Costituisce indubbiamente un concreto progresso
esserci lasciati alle spalle questa morale proprietaria nuda e cruda. Ed  del tutto condivisibile che
nessuna donna debba vergognarsi di non avere figli, persino di non desiderare dei figli,
indipendentemente dalle spaventose miserie di cui dobbiamo ringraziare questa libert. Ma che cosa fa
la signora X di questa libert? Giacch lilluminismo  ormai alla portata di tutti, lei conosce solo il
bianco o il nero: invece di non provare vergogna di non poter avere figli, si vergogna della possibilit
di averne. E non ha il coraggio di uscire, lei, donna sposata, perch non  una vecchia zitella.
Questa vergogna ineffabile  per associata allo sdegno morale della cliente truffata. Lei ha
comprato la sterilit. E lo stagnino non le ha reso un buon servizio. Dunque lo stagnino deve risarcire in
denaro lincidente provocato dal suo lavoro negligente. Dico stagnino, anche se non so nulla del
dottor Y, n nel bene n nel male. Ma il modo con cui ragiona Mrs. X, suona come se avesse fatto
chiudere il tubo principale della conduttura del gas, e si fosse accorta che il gas continua a fluire e la
poverina pu addirittura ancora cucinare.
Il giornale non chiarisce quale ruolo eroico abbia giocato il marito. Che lui, in quanto uomo
procreativo controvoglia, si senta solo ferito, lo si stenta a immaginare.  certo possibile che il tutto sia
un affare truffaldino studiato da tempo; che dunque lui non abbia spontaneamente generato, bens
pianificato il bambino da settantamila dollari.  gi oltremodo sintomatico che ci sia qualcuno che ha il
coraggio di presentare una simile richiesta di risarcimento. Ci significa che ha senso ipotizzare che di
fronte al rapporto compratore-venditore tutti gli altri rapporti umani non abbiano pi importanza, che
essi restino per cos dire moralmente neutri. Manca solo che uno chieda il risarcimento dei danni al
sicario che ha assoldato, perch ha solo ferito la persona da assassinare, svolgendo il suo compito in
modo approssimativo.
15 ottobre
Dagli L. Lui lho conosciuto nel 1939. Uno dei primi americani di cui ho fatto conoscenza.
Allora viveva con la seconda moglie. Ora eccolo di nuovo. E, precisamente, con la quarta. Ma non 
cambiato affatto. Con la quarta fa gli stessi errori da collegiale con cui si  probabilmente giocato le tre
precedenti. Quando gli ho detto che sembrava proprio quello di un tempo, lha presa come una sorta di
ammicco amichevole. Non pensa proprio, non arriva proprio a concepire che la sequenza possa
rappresentare qualcosa di simile a una ducation sentimentale, in quanto leducazione (al pari di
hobby o job)  un dominio a s, che si pu mescolare con un altro dominio altrettanto poco del calcio
e dellappartenenza a una Chiesa. Ci che definiamo maturare gli  pressoch sconosciuto. Fa
leffetto di uno che passa da una scuola allaltra, restando per sempre nella medesima classe.
2 novembre
Ieri ho dovuto parlare agli studenti di poesia tedesca, in particolare di lirica amorosa. Totale
ottusit concettuale ed emotiva. Come mai?
Kierkegaard dice: soltanto la tabuizzazione cristiana della carne ha trasformato la sensualit in
sensualit. Giusto. Ma in assenza della tabuizzazione anche laltra met, cio l' amore, non sarebbe
stata possibile:! amore cos come lo conosciamo nella storia europea, lamore come fenomeno
culturale.
Perch la cultura consiste di vie traverse. E le vie traverse sono per lo pi vie traverse intorno
ai tabu. Senza tab, dunque senza vie traverse e senza le tensioni provocate da queste diversioni, non ci
sarebbero mai state storie damore. Giacch laddove si raggiungono le mete ancor prima che ci si
debba preparare al viaggio,  impossibile avere delle storie. Lespressione popolare che recita: non
fare storie, sa esattamente che storia e via traversa significano la stessa cosa. Che il suo senso
rimandi allimpazienza,  in questo contesto irrilevante.
Dal momento che gli studenti non avvertivano ancora puzza di bruciato, hanno accettato
senzaltro il mio primo esempio sullidentit di cultura e vie traverse: anche loro consideravano un
incivile senza speranza chi infila entrambe le mani nel vassoio degli spaghetti, e hanno ammesso che
chi us per la prima volta la mediazione della forchetta, ed entr dunque in relazione con una via
traversa, fece il primo passo verso la cultura. Hanno avuto per delle resistenze, e molto precise, a
utilizzare questa immagine concettuale anche per lamore. Erano troppo fieri della loro disinibizione
programmatica, di essersi liberati dai preconcetti puritani dei loro antenati (che non furono per nulla i
loro), per essere in grado di trasferire sullamore il concetto di via traversa. Un paio di loro mi hanno
accusato sprezzantemente di essere prude; ed  stato del tutto inutile dimostrare come con il loro
orgoglio antipruderie coatto (non conseguito affatto autonomamente, ma gi acquisito come valore
culturale) erano pervenuti tuttal pi al nostro altro ieri. Quando ho raccontato loro di Lucinde, scritto
esattamente centocinquantanni fa, e in particolare che Schlegel vi aveva sanzionato lamore che passa
attraverso il vincolo nuziale, in quanto rovina del matrimonio stesso; e che Schleiermacher, divenuto
predicatore capitolare, aveva difeso il romanzo schlegeliano, si sono mostrati infastiditi; infastiditi
come quando hanno appreso che noi, da bambini, eravamo cresciuti con quel Picasso che loro hanno
appena scoperto.
Alla fine mi sono deciso a parlare, senza troppe mistificazioni, di vie traverse e di assenza di vie
traverse e ho detto: va compatito chi al primo richiamo purchessia dellappetito sessuale pu subito
infilare entrambe le mani nel vassoio degli spaghetti. Si priva di tutto: di pregustare il lento comparire
della locanda; di apprezzare il men; dellattesa; del tavolo dalla tovaglia candida; della fragranza del
cibo; degli hors doeuvre; del dessert. Tutto questo non li ha particolarmente impressionati. Venire al
dunque  venire al dunque. Giusto, ho detto,  venire al dunque. E voi ve lo perdete. Perch vi
private non solo del corteggiamento, del gioco e della magia, ma della felicit stessa!  Senza il
calvario lapoteosi  misera, senza il superamento delle emozionanti vie traverse, il venire al dunque
 semplice fun e, dal momento che non  stato preparato, sar scordato in fretta; ossia non ne caverete
niente. E cultura  appunto ricavare qualcosa da qualcosa, non importa se pane dal frumento o amore
dal sesso.
Uno ha chiesto se era il caso che venissero a scuola in carrozza. La lunghezza delle vie
traverse, ho risposto, dipende dallimportanza della meta. Certamente ci sono state culture dalle
mete finali piuttosto modeste, che tuttavia, grazie allo sviluppo di sistemi di vie traverse, avrebbero
convissuto abbastanza bene con la loro epoca. Questi sistemi sono stati talmente serrati e frenetici che
hanno occultato del tutto le mete. Nessuno ha capito che stavo parlando proprio di loro. In ogni caso, la
lunghezza della via traversa dipende dalla grandezza della meta da raggiungere. Se voi premeste il
vostro bottone antipuritano e otteneste subito ci che desiderate, sarebbe come se a un concerto vi
servissero senza indugio lo scrosciante accordo finale, che voi applaudireste, soprattutto se durasse a
lungo. Il subitaneo, ho concluso,  il barbarico. Al raffronto due o tre hanno riso, ma in modo
timoroso e senza piacere, poich non volevano accettare lequazione finale. E perch, a prescindere dal
loro antipuritanesimo quasi professionale, non lo volevano?
Perch lidentificazione di cultura e via traversa (o differimento della meta)  uno schiaffo
allideale dominante dellepoca-, quello del funzionale.
Certo, anche il funzionale (lo strumento)  sempre qualcosa di interconnesso. Ma il
motivo dellesistenza di questo strumento  (almeno si suppone) la via breve, non la via lunga. Non si
rendono proprio conto che con il crescere della febbre competitiva la meta della gara diventa sempre
meno rilevante. In quanto, come per la cultura lobiettivo  il differimento della meta, cos per loro
diventa meta la via breve. Non acquistano la loro automobile per arrivare da qualche parte, ma per
andare in macchina. Il fatto che cos facendo si arrivi necessariamente anche da qualche parte non ha
importanza: si arriva appunto quando finisce la benzina. (Veramente  dubbio che acquistino
lautomobile per andare in macchina. Infatti molti si muovono solo in macchina, e solo a gran velocit
perch non  possibile dimostrare altrimenti che si ha una bella macchina; e, probabilmente, la vera
meta  la visibilit sociale dellavere. In quanto essi sono ci che hanno).
Comunque, la resistenza degli studenti a estendere il mio concetto di cultura anche allamore si
pu spiegare in modo assai pi plausibile con questo ideale della scorciatoia, piuttosto che con la
caduta del puritanesimo. La caduta del puritanesimo  forse gi in s un sottoprodotto del pragmatismo.
Se, ad esempio, in questo paese la psicoanalisi (intesa in senso antipuritano) diventa ogni giorno pi
importante, ci si spiega anche con lideale della via breve: pragmatismo e psicoanalisi combattono
entrambe le inibizioni. Le inibizioni sono differimenti; i differimenti perdite di tempo; le perdite di
tempo perdite di denaro... insomma, la moda dellanalisi , per lo meno, anche il flutto di unacqua
piuttosto stantia che si propone come moderna. Il ritmo produttivo deve essere incrementato.
Qui si realizza qualche volta anche lastruso qui pro quo del sentiero e della meta. Di fatto molti
utilizzano lanalisi alla stregua dellautomobile: come per molti lautomobile  pi importante della
meta del viaggio, cos il trattamento psicoanalitico  per alcuni pi importante dellamore. So di un
intellettuale americano che ha accettato di sposare una vecchia e ricca megera per potersi concedere
una nuova analisi di prima qualit. A la bonne heure.
9 novembre
La studentessa americana che non percepiva alcun afflato nelle liriche damore di Goethe non
solo  sposata, ma ha anche un figlio. Mi riesce difficile dire  madre, giacch va a scuola e fa
diligentemente i compiti, come ad esempio su Self-expression as cultural value [Autoespressione come
valore culturale]. - Il fatto che, cos giovane, sia gi sposata ci induce a pensare che, contrariamente alle
ragazze europee, abbia sposato il suo primo amore. Nemmeno per sogno. Si  sposata assai prima che il
primo amore avesse bussato alla porta; in un certo senso, nel momento in cui ha avvertito o,
inavvertitamente, ha provocato il primo richiamo sessuale. Aveva gi bevuto ancor prima di sapere,
anche solo per sentito dire, che esistono diverse qualit di vini.
16 novembre
Una settimana fa ho parlato ai miei allievi delle tipologie di passivit umana... differenziando, o
meglio con il proposito di differenziare, spinta, istinto, brama e coazione. Per fissare in testa
le differenze ho fatto ricorso ad associazioni ibride come istinto digestivo, spinta alla scrittura,
brama autoconservativa e cos via, e ho poi iniziato in modo approfondito con spinta.
La spinta, ho spiegato, vuole solo liberarsi, non ha ancora nessun oggetto intenzionale,
nessun rapporto mondano, di conseguenza anche nulla che possa coltivare, o che in essa possa essere
coltivato.
Oggi mi proponevo di passare allistinto, ma prima ho chiesto a L. N. di ripetere, cosa che lui
ha fatto molto scrupolosamente, sinch alla fine - non credevo alle mie orecchie - ha allegato quale
esempio principe della  spinta listinto sessuale. Nessuno lo ha contraddetto. Nemmeno io. Alla fine
ho domandato, davvero un po avvilito, se fosse in grado di fare altri esempi. Non avrei dovuto farlo.
Ma certo, ha esclamato prontamente. Self-expression.
In altre parole, spirito e amore a livello digestivo.
17 novembre
Lesperienza di ieri  importante per due motivi. Dove prendono piede, come qui in America, la
secolarizzazione e il naturalismo, senza che siano accompagnati dallaccettazione naturalistica o
addirittura dalla divinizzazione dionisiaca della natura, listinto pu anche non essere giudicato
positivamente in quanto istinto. Pu essere accettato solo come spinta, come spinta a cui  concesso
di scaricarsi. Di nuovo alla stregua della digestione.
Di fatto lideale sarebbe non fare sesso. Ma qui citare I Corinzi, 7 ( meglio sposarsi che
soffrire larsura) sarebbe del tutto sbagliato. Il motivo locale non ha nulla a che fare con quello paolino.
Perch in questo paese  cos: chi soffre larsura pregiudica lattivit che qui conta davvero,
vale a dire la concorrenza che, per lo meno sotto il profilo ideologico,  importante come prova di
vitalit, oltre che come strumento per fare quattrini. Ha assorbito in s quasi tutte le riserve della
energia istintuale che prima erano proprie dellistinto. Si tratta in fondo di una gara di gelosia
istituzionalizzata in cui loggetto conteso  desessualizzato; il monopolista ha adito leredit del
trionfatore erotico.
Ma poich fa parte dellessenza della competizione che un rivale dopo laltro cada, ossia che i
pi siano eliminati, si  sviluppato qualcosaltro: un surrogato del surrogato istintuale e, precisamente,
nello sport. Non c americano, in campo o tra il pubblico, che non investa pi passione ed entusiasmo
nella gara sportiva che nella sua vita istintuale. Chi, per la prima volta, osserva il volto congestionato di
un ascoltatore radiofonico, per motivi imponderabili tifoso passivo della squadra A, che si dimena
impaziente ed emette suoni inarticolati partecipando alla vittoria o alla sconfitta, ha limpressione
dessere testimone di un orgasmo che ha luogo in un ambiente asfittico. E, in questoccasione to swoon,
ossia lasciarsi dolcemente andare, non  inusuale. (Certo, anche nellascoltare della musica sensuale
siete in questa condizione; invece i vostri rapporti amorosi privati non vi rendono swoon; al contrario:
per assaporare il contatto con la vostra girl-friend, accendete la radio, che vi offre quelleccitazione
sessuale premasticata che, in realt, dovreste provocare con la vostra vicinanza).
19 novembre
Sempre stupefacente laria di famiglia che c tra questi sedicenti emancipati e i loro avi, i
puritani. Sudditanza polemica.
Sia qui sia l, scarso apprezzamento gioioso del piacere. E qui, come l,  naturale che la
sessualit sia mezzo in vista dello scopo. Felici i tempi in cui era ancora considerato mezzo per la
costruzione di una famiglia. Perch oggi lo scopo  esclusivamente igienico: lascesi  malsana.
Ma il piacere non  solo (come nel puritanesimo) qualcosa di aggiuntivo, non solo abbuono,
ma anche (di nuovo come allora), un abbuono pericoloso. Felici i tempi in cui il rischio era inteso
ancora in senso paolino. In quanto oggi il pericolo  solo mercantile. Perch mercantile?
Come dice Aristotele, la felicit  una entelcheia, ossia un per se stesso che non  per
qualcosaltro. Per i saggi greci questo non esserci per qualcosa era il sommo bene: vale a dire ci per
cui ci si metteva in movimento.
Ma non esserci per qualcosa, il summum bonum, pu anche essere equivocato: ci che esiste
per il niente, non serve a niente, dunque  privo di valore. In questo paese i pi sono condannati a
questo equivoco, o meglio alla disgrazia di questa perversione. La felicit non ha alcun valore,
perch non vale niente; lo scopo nessun valore, perch non  mezzo; la meta nessun valore,
perch non  percorso e non  movimento. In quanto ci che qui conta  il movimento, non lapprodo.
Ad esempio il life-long learning [leducazione permanente], non la conoscenza o men che meno la
saggezza; landare in macchina, non la sosta.
Lo svilupparsi autonomo di questo sistema mostruoso dei mezzi, che non consente laffiorare
dei fini,  dunque, se cos si pu dire, lunica meta di questo perpetuum mobile. Ognuno deve
partecipare alla corsa, e giustappunto per vincere. Tuttavia, per chi corre non pu esserci felicit o
piacere... che non sia la felicit del correre. In quanto felicit sarebbe un piacevole rilassarsi in
qualcosa; e chi si rilassa ha la sfortuna e il fastidio di essere superato. Dunque, qui le mete non sono
possibili, perch saboterebbero i mezzi.
Non c nulla, e non pu esserci nulla, che si sottragga a questo sistema dei mezzi. Allinterno
del suo orizzonte si svolge anche la vita sessuale, inserita in un brutale sistema di mezzi
autosviluppantesi; anche il sesso deve essere qualcosa che serve a qualcosa (che a sua volta serve
a una terza cosa e cos via...  pensato per l'infinit), La domanda: Is sex necessary? [Il sesso 
necessario?] non  solo il titolo divertente di un libro che qui va per la maggiore: se linterrogativo
fosse solo una battuta, non sarebbe mai stato concepito o accettato da un editore come titolo di un libro.
Piuttosto,  chiaro che se il sex non  che godimento, allora non solo  superfluo, ma anche nocivo.
A che cosa dovrebbe servire il godimento, visto che sarebbe, in quanto godimento, meta, non mezzo,
dunque non sarebbe rapportato a qualcosaltro? Per contro,  accettato e salvaguardato da tutte le
clausole della libert di espressione laddove, come ad esempio nellindustria del divertimento o nella
pubblicit delle calze, pu essere usato come mezzo. Qui infatti non si vendono calze eccitanti per
finalit sessuali, ma  piuttosto il sesso a essere stuzzicato dalla vendita delle calze. In questo caso
esiste per qualcosa, ed  accettato.
Ma com riduttivo osservare il sesso unicamente dal punto di vista del piacere. Come stanno le
cose con la svogliatezza? Con la svogliatezza che si associa al non fare attivit sessuale? Pu essere sia
funzionale, sia non funzionale.
Questo , di fatto, il punto di vista dal quale qui si guarda al sesso. Poich lastensione non 
sana, sex  necessari. You will write a far better statistical paper, ha detto lo specialista, once you have
got rid of your d... tension [Scriverai un articolo di statistica di gran lunga migliore quando ti sarai
liberato della tua dannata eccitazione]. E chi, grazie a una good riddance [liberazione], dopo  idoneo
al lavoro,  in grado di superare l'esame; di trovare un lavoro, di acquistare una macchina, di, di, di. Il
perpetuum mobile  in moto, frusciante e scorrevole. In poche parole: come mezzo il sesso  ammesso,
mentre il suo uso per la felicit o il piacere costituirebbe uninterruzione del movimento, della
concorrenza, dellinfinita attivit di mediazione: dunque si risolverebbe in un danno.
Accettarla, per liberarsene: ecco che cosa c dietro la locale detabuizzazione della sessualit.
27 novembre
Una delle studentesse - sembra il prototipo dellinsegnante di economia domestica - propone
inesausta degli esempi sessuali; ha sempre in bocca lespressione angoscia dellincesto, come se si
trattasse di chewinggum; a intervalli regolari se lo toglie di bocca. La stranezza  che nel farlo mi
osserva trionfante: come effetto di questa parola si attende evidentemente un buon voto, come se la sua
diligente verbalizzazione sessuale fosse prova del progresso in direzione della natura. Alcune
settimane fa aveva gi commentato con questa espressione lo stile del tardo Rembrandt. Nel corso della
mia analisi della natura morta di Czanne ha iniziato ad agitarsi. E langoscia dellincesto in
Czanne?, ha esclamato alla fine, trionfante per avermi pizzicato su una simile omissione.
2 dicembre
Nel periodo dellesilio, che dura ormai da pi di quindici anni, ho visto il matrimonio di molti
ragazzi e ragazze delle generazioni pi giovani. Ma non una sola volta ho visto un primo amore nel
senso in cui lo avevamo conosciuto noi.
Faceva parte del primo amore che il fulmine colpisse ancora in casa; che la metamorfosi
che si viveva avesse luogo allinterno dellambiente pi intimo; che si entrasse in famiglia, che ieri era
ancora lantica, da estraneo; che il mondo dei genitori, dei fratelli e degli innumerevoli legami familiari
e gerarchici continuasse a esistere e a funzionare, nonostante la curva dellesistenza, o quantomeno del
sentimento, avesse gi assunto la forma di unellisse per la presenza di un secondo punto. Era tipico del
primo amore che per la prima volta qualcosa di estraneo, lestraneit, fosse pi vicina della prossimit.
Nulla di simile per i figli dellesilio diventati uomini strada facendo. A loro  stata sottratta la
seduzione dellestraneit. Sono cresciuti sui treni e in mansarde anonime, per non parlare dei lager.
Sono sempre stati degli estranei. E se rimproveravano i loro genitori di qualcosa, comunque
consapevoli della ragione per la quale si erano trasformati in apolidi, era perch non avevano ci da cui
avrebbero potuto evadere. Per il fallito, per il bohmien suo malgrado, lestraneo, Mignon non 
attraente. Al contrario,  la domesticit ci che seduce, che promette avventura. In realt, molti di loro
si sono sposati per avere una casa. Dunque non per evadere, ma per irrompere da un mondo estraneo
in unangustia fidata. Ci che intraprendono  una rivoluzione in negativo: non lasciano i genitori per
andare al mare, ma per tapparsi le orecchie e non udire il suo dannato mugghiare.
I.
Quattro mesi fa il matrimonio di M. Cos dunque amano i giovani che Hitler aveva scacciato a
sei anni in un paese straniero.
Lei: Rachel, che si fa chiamare Rachelle, perch le sembra more continental, e dunque pi
colto, e dunque pi davanguardia, e dunque anche pi interessante. Rachelle: minuta e con la
bocca storta; nonostante il fisico modesto vistosamente sgraziato, i requisiti minimi della femminilit,
spalle, seno, fianchi, sono ancora percepibili alla bisogna. Di certo non  mai stata dated, in ogni caso
sembra sorpresa che, inaspettatamente, sia comunque arrivato qualcuno a cui piace e che addirittura la
desidera, nonostante la sua scarsa presenza; forse nutre persino il dubbio che something must he wrong
with him [debba esserci in lui qualcosa che non va] - in ogni caso, visto che linimmaginabile le 
caduto nel misero grembo,  determinata a difendere caparbiamente con le unghie e con i denti la sua
felicit, vuole avere otto figli, mi sussurra M., e sembra gi gelosa, e di tutte: dal momento che di certo
non le sfugge, come non sfugge a noi, che fra le non proprio attraenti damigelle donore non ve n
nessuna che, nel momento in cui compare accanto a lei, la protagonista della giornata, sbocci
allimprovviso come glamour girl.
Da non crederci. Perch lui non se ne accorge?
Certamente anche lui non  un beau, ma  comunque intelligente e sano e alto e intraprendente
e competente, si vede che vuole riuscire nella vita. Non avrebbe potuto, tra le migliaia di bellezze
esotiche che circolano da queste parti, accalappiarsi una ragazza pi carina, intelligente, piena di vita,
esuberante, dolce, impertinente, per lo meno pi benestante e, per il suo prestigio, pi utile?
Errore. Perch il gusto non  una funzione unicamente estetica, e se un uomo A  affascinato da
una donna B, ci dipende verosimilmente non solo dai suoi attributi fisici o dal suo raffinement, ma,
almeno altrettanto, dalla relazione sociale, o meglio dal dislivello sociale esistente tra lui e lei. Il
criterio estetico di chi  sfavorito  sui generis. Cos, ad esempio, agli occhi di un parvenu fanfarone,
una giovane nobile risulter bella da mozzare il fiato, anche se zoppica, e forse proprio per questo.
Infatti senza questo difetto fisico, per lui lei sarebbe fuori portata: la sua occasione, anche la sua
occasione sessuale, si incarna in questo difetto fisico. E daltra parte, non zoppicando, lui pu
comportarsi con lei come sua Signoria e il dominatore indiscusso, e cos mortificarla e umiliarla - il
che  foriero di un sovrappi di piacere, anche di piacere sessuale, che naturalmente riuscir a ottenere.
Lattrazione dissimulata, ma ampiamente diffusa, per le imperfezioni estetiche (negli annunci
matrimoniali in certi casi persino gradite, in quanto, come si dice, non disturbano) pu essere certo
una perversione, ma non  una perversione incomprensibile. E a questa categoria di perversioni
appartiene, ritengo, anche il rapporto di M. con Rachelle.
In ogni caso, trovo del tutto improbabile che M. si accontenti di Rachelle, che debba
controllarsi, astrarsi dalla sua bruttezza e sacrificarsi; per contro,  probabile che lei ai suoi occhi
appaia seducente proprio per la sua bruttezza. Perch non c dubbio che la titolata sia lei, e che gli
sia superiore (per posizione sociale, o meglio, nazionale). Non dobbiamo infatti scordare che fino a
oggi lui aveva dovuto accontentarsi, nonostante l' american hospitality, del disprezzato status di
greenhom, di immigrato recente, e che aveva fatto ogni sforzo per cancellare questa macchia,
lasciandosi ad esempio alle spalle la lingua madre e la precedente lingua dellesilio (lAmerica non 
infatti il primo paese che gli d asilo), imparando lamericano e addirittura lo slang locale - insomma,
che per lui esiste un unico obiettivo: lavorare per inserirsi, forse persino fare carriera, per essere
accettato come uno di qui. Tutto quello che potrebbe aiutarlo nel cammino verso questa meta lo
considera, lo ripeto, attraente da ogni punto di vista, anche sessuale, e addirittura bello. Nessun dubbio
- ne  convinto e ne  gi fiero -che nel momento in cui raggiunger a letto la sua mogliettina, si
conceder completamente a lui Sua Maest la stessa Statue of Liberty, e che quindi sar accolto e
regolarizzato con il pi grande, sconfinato piacere, da tutto il continente, inclusi Lincoln e Roosevelt,
come conquistatore o almeno come beneficiario dellAmerica o, comunque, come americano tra gli
americani.
Ci che importa  solo la riuscita del rituale iniziatico in quanto tale. Al confronto di questo
aspetto fondamentale,  del tutto irrilevante chiedersi se agli occhi degli altri la rappresentante
dellAmerica da lui divinizzata sia brutta o abbia un aspetto insignificante, o strikingly beautiful. In
realt la scelta che ha fatto, compresa la sua disponibilit a integrarsi nella tremenda famiglia di R., 
tanto pi comprensibile in quanto tra le porte da cui avrebbe potuto entrare nel continente non avrebbe
potuto trovarne nessuna in grado di cedere pi facilmente alla sua pressione di questa che si chiama
Rachelle - voglio dire che, cos come lo stesso M., anche i genitori di R. non nacquero in questo
paese, ma furono scaraventati da ragazzi sulla costa americana con lultima ondata migratoria di ebrei
polacchi; che la famiglia (nonostante si consideri, per lo meno modo negativo, ormai del tutto
americanizzata, ossia abbia ormai cancellato ogni rapporto con ogni ricordo di altri paesi) si trova
ancora con un piede sulla soglia della casa americana; che si  assimilata in modo definitivo solo di
recente, nella misura in cui lassimilazione a quei gruppi migratori che ebbero la fortuna di raggiungere
lAmerica venti o trentanni prima pu definirsi un assimilazione allAmerica . Sarebbe del tutto
sbagliato compatire M. perch ha avuto la sfortuna di infilarsi in una famiglia anchessa non del tutto
assimilata, e di assimilarsi justement a costoro, essi stessi non del tutto assimilati. Justement  davvero
il termine appropriato: justement, in quanto si  unito a persone che, anche se gi inserite, sanno ancora
cosa significhi essere considerati greenhorn; o meglio, che pur essendo ancora greenhorn si sentono
gi inseriti e sono gi percepiti come inseriti, per lo meno dai loro simili - in questo sta justement la sua
opportunit. Ci che  riuscito a M., allesule, grazie al suo apparentamento con la famiglia di R., 
dunque la diserzione a ritroso dallimmigrazione hitleriana a una precedente, laggregazione a un
gruppo di emigranti arrivati gi decenni prima del suo arrivo e, in un certo senso, la condivisione -
come parassita del trascorso - dei pregiudizi di questi primi arrivati. Questa diserzione non gli
impedisce di tributare lusinghiere parole di apprezzamento a coloro che lo hanno preceduto, e dei quali
va ora al traino, come se la data precoce di arrivo costituisse un loro titolo di merito; apprezzamento
soprattutto per la superiorit della moglie che, di fatto,  gi americana di nascita - apprezzamento che,
fra laltro, tutti loro sembrano rivendicare come un diritto e che, una volta tributato, accolgono come
cosa dovuta. (E sono convinto che anche M., fra trentanni, pretender che la sua superiorit sia
ossequiata come qualcosa di meritorio dagli immigrati appena approdati, sempre che ne esistano
ancora).
Ed eccomi di nuovo alla cecit di M. nei confronti della moglie. Sono la sua irrevocabile e
solida autoctonia e identit nazionale, ossia il suo essere arrivata prima, a renderla carina, per non dire
affatto irresistibile agli occhi di M. (giacch le sue occhiate di desiderio rivolte ai modesti attributi
femminili di costei non consentono altra spiegazione).
Quando M. mi vede entrare nel salone delle feste, si gonfia e si pavoneggia in mezzo ai suoi
trenta zii, cognati, zie, cugini e cugine acquisiti, dallaspetto in parte anonimo, in parte borioso, in parte
malavitoso; come se volesse comunicare a me, a chi era rimasto disperatamente europeo e
rivoluzionario fuori moda, che lui - ossia Colui che un intero continente ha scongiurato di accedere alla
camera nuziale - mi aveva sopravanzato una volta per tutte. Non voglio guastargli la soddisfazione e la
fierezza per il primato, le cose sin dallinizio sono state piuttosto difficili per il giovanotto: che dunque
per una volta assapori in pace un trionfo, anche se non proprio di qualit -cos mi congratulo con lui di
tutto cuore, e non meno cordialmente con la sua nuova famiglia, che per, inaspettatamente, accoglie i
miei auguri con poca convinzione, addirittura con un disappunto che appare persino cospirativo:
nellandirivieni degli innumerevoli zii e zie, cugini e cugine e cognati, con ogni evidenza legati luno
allaltro nel pi caloroso ed espansivo dei modi, non c neppure un cane che accolga i miei auguri con
cortesia e riconoscenza. E solo da questo, solo da questa ritrosia e freddezza mi si chiarisce del tutto lo
straordinario paradosso della messinscena a cui partecipa M., addirittura come attore principale. Perch
ci che avviene qui non  la sua incorporazione e assimilazione allAmerica, bens allebraismo
orientale. Se pensiamo a come i progenitori di M. (ossia noi, che in fondo proveniamo per lo pi dai
ghetti orientali) erano stati felici di essere ebrei tedeschi da oltre un secolo e orgogliosi di vivere nel
paese di Les-sing e della tolleranza occidentale; se pensiamo con quanta intolleranza e impazienza si
erano distaccati dagli ebrei orientali e a come li avevano guardati con sufficienza; e viceversa a come
loro, gli ebrei rimasti allEst, con non minore arroganza avevano disprezzato noi, ebrei tedeschi della
Riforma, dellorgano e della domenica, come rinnegati e traditori - se pensiamo a tutto questo, e a come
questo astio reciproco e questa inimicizia siano poi divenuti vani, dal momento che noi ebrei polacchi e
tedeschi nel frattempo ci siamo comunque riuniti nel pi terribile dei modi, o per lo meno siamo stati
mischiati alla rinfusa nei forni di Auschwitz e Maidanek e sparsi in cenere nei campi vicini - se
pensiamo a tutto questo, risulta davvero la barzelletta pi assurda del mondo che M., il trisnipote di
quegli uomini e di quelle donne che gi un secolo fa, da Berlino, da Francoforte, perfino da
Amsterdam, si erano percepiti come affatto occidentali, ora, nel 1947, sia orgoglioso di diventare
pienamente occidentale, ossia americano, perch si getta fra le braccia dei discendenti degli abitanti di
Leopoli e di Ldz sprezzati dai suoi avi occidentali come orientali maleolenti e terribilmente
strani.
Per lamor del cielo, mentre scrivo tutto questo, anche alle mie orecchie suona come se volessi
prendere le distanze da quegli abitanti di Ldz e di Leopoli. Che razza di equivoco! Basta che mi raschi
via la vernice perch venga alla luce un ex abitante di Lodz o un ex abitante di Leopoli, anzi un vero
abitante di Ldz o di Leopoli, in quanto chi ha avuto il destino di concimare i campi di Auschwitz e di
Maidanek mescolato ai cadaveri di Ldz e di Leopoli ridiventa un abitante di Ldz o di Leopoli. Ebreo
orientale  colui che nei paesi orientali e stato assassinato o avrebbe dovuto essere assassinato in
quanto ebreo.
Comunque, solo nel momento in cui la nuova famiglia di M., immigrata da tempo, manifesta la
sua antipatia nei miei confronti, nei confronti dellebreo tedesco, solo allora mi si chiarisce del tutto il
paradosso inaudito di questa commedia, alla quale M. partecipa addirittura nelle vesti di personaggio
principale. Perch cos come lui  orgoglioso di essere diventato - attraverso lintegrazione in questa
famiglia residente qui da decenni - un americano che vive qui da decenni, se non addirittura dai giorni
del Mayflower, anche loro sembrano essere altrettanto fieri di lui, specialmente del suo inglese davvero
impeccabile, che suona oxoniense non solo se paragonato al loro, e nel vicinato di cultura New England
costituisce un apporto che senza di lui non avrebbero mai raggiunto.
Conversiamo in tre: la povera Rachelle, lui e io. E qui viene alla luce un altro paradosso. Ossia
che lui, il Reietto dallEuropa, che per assolvere scrupolosamente gli obblighi e i doveri locali si 
concentrato sullAmerica e si  ormai trasformato inconsapevolmente in un fan di Lincoln, addirittura
in uno specialista di Lincoln,  iniziato da lei a quella che in questo paese  lidea di Europa. Giacch
negli anni in cui lui si era dedicato diligentemente al suo lavoro di assimilazione, lei avevi avuto
lopportunit - in parte perch costretta dalle sue grazie modeste, in parte perch glielo consentiva il
negozio di corsetteria del padre - di aggirarsi, non meno diligentemente, tra Joyce e Freud, la musica
prebachiana (definita anche gotica) e le riproduzioni di Van Gogh, tra quei cultural values europei di
ieri e dellaltro ieri, la cui conoscenza  ritenuta in questo paese, non da ultimo per il contributo dei
miei colleghi, dei refugee scholars, prova indispensabile di indispensabile avanguardismo, ossia
cultural must.
E, orgogliosamente, lo tiene al corrente dellaltro ieri del suo continente dorigine, in cui lei
intravede il dopodomani. E lui annuisce con zelo, persuaso di ogni sua parola e mi osserva con uno
sguardo cos orgogliosamente supplice che non ho il coraggio di non apprezzare le sciocchezze
culturali di sua moglie e di contraddirla quando gli spiega che Van Gogh after having read Freud has
succeeded in overcoming his inhibitions and has expressed himself the way all of us should do it [Dopo
aver letto Freud, Van Gogh  riuscito a vincere le proprie inibizioni e ha espresso se stesso come
dovremmo fare tutti].
II.
Ancora un matrimonio. Quanto diverso da quello di quattro mesi fa a Brooklyn!
H., ventenne, pure lui figlio di refugees, ma in America dallet di quattro anni, di certo non ha
mai avuto dubbi sul suo essere autenticamente americano.
Da studente, cinque mesi fa, nellalloggio ammobiliato in cui abita, ha conosciuto Betty,
mandata da unagenzia di baby-sitter. I padroni di casa erano usciti e il beb, addormentato come un
sasso, non richiedeva alcun sitting speciale. Distendersi era anche possibile, e assai pi comodo, tanto
pi che i padroni di casa non erano attesi prima dellindomani, e cos i due ragazzi poterono disporre
per diverse ore di una camera ben riscaldata, dotata di un confortevole divano e senza controlli di sorta.
Accadde ci che Dio ha previsto in questi casi, grazie a Dio accadde, se non fosse accaduto il mondo
non sarebbe pi lo stesso. Ci che fecero in quelloccasione non aveva proprio alcuna attinenza con
quanto accadeva normalmente alla generazione dei nostri padri e nonni: la seduzione di una domestica
pi o meno carina. Infatti premessa di questa seduzione era sempre stata la differenza di classe tra lei e
lui, ossia che lei di solito, in quanto subordinata, per lo pi non osava nemmeno prendere in
considerazione di rifiutare la cosuccia allillustre signore o al suo pargolo, sentendosi addirittura
onorata della loro richiesta. Niente di analogo in questo caso. Lidea che lei possa essere inferiore a lui
non passa per la testa n a lei n a lui. In quanto anche lei studia, credo farmacia, ma come lui e tutti
quelli della loro generazione, ha come seconda materia social psycology e sociology, she can't help
doing t, how could she [non pu evitarlo, come potrebbe] e, quanto a eleganza della figura, trucco,
taglio di capelli e abbigliamento, la madre altoborghese di H. al suo confronto pu andare a
nascondersi, e avrebbe dovuto andare a nascondersi anche in passato quando, a Berlino, era stata
giovane e bella; per contro ho avuto la sensazione che Betty, salendo nella macchina dei suoceri nella
Centoventunesima, si vergognasse un po di sua suocera. Comunque ormai ci siamo, oggi  il giorno
del matrimonio. E il matrimonio deve essere festeggiato da qualche parte a nord dello Stato di New
York, in campagna, dove vivono i genitori di Betty. L. e io siamo invitati come amici.
Quando Betty sale sullautomobile dei suoceri, graziosa e di corporatura aggraziata, ma
indistinguibile dalle milioni di Betty simili (anche osservandola, non si capisce bene se chi si vede sia
davvero lei o semplicemente il tipo in quanto tale) - dunque, quando Betty fa la sua prima comparsa,
sia per L. sia per me  socialmente inclassificabile. E questa definizione  ancora fuorviante, perch
suona come se altri fossero pi in grado di classificare correttamente questa girl. Ma anche questo 
fuori discussione; infatti  sbagliata la richiesta di classificazione in quanto tale, dal momento che si
baserebbe su un pregiudizio verso la societ locale, ossia sul pregiudizio che in questo paese
sopravviva quella che da noi era considerata linequivoca posizione sociale di un individuo. Non 
pro-prio cos. Qui non ha pi senso non solo che uno (o che chiunque) sia definito socialmente in base
al gradino della scala su cui si trova, bens il fatto che uno si trovi su un determinato gradino. Prima di
amoreggiare con H., questa Betty avrebbe potuto diventare semplicemente tutto, e se - cosa che  ora
probabile - sar la moglie di uno storico del diritto, non significher per lei un onore o unascesa, in
quanto nellindustria farmaceutica avrebbe potuto fare, e quindi essere, incomparabilmente di pi di
quello che lui come teacher potr mai fare ed essere, anche se dovesse diventare un Einstein.
Quando in Europa chiedevamo: chi  lui? o chi  lei? interpretavamo la domanda, rivoluzione
borghese a parte, in modo non dissimile dallaristocrazia a cui eravamo estranei, ossia nel senso di: da
dove arriva, da quale scuderia esce? Essenza e origine significavano la stessa cosa - chiss che il
concetto di to ti en einai non abbia rappresentato un pezzo di ontologia dellaristocrazia. Comunque,
grazie a Dio, in America questa equiparazione ha perso ogni valore; fin qui sembra che la
democratizzazione, nonostante il dominio di classe, abbia avuto successo. Ne deriva che in questo
paese i cognomi, dunque i nomi dorigine, iniziano ad atrofizzarsi - il che, fra laltro, ha a che fare con
le straordinarie dimensioni del continente: la probabilit che persone (ad esempio i colleghi di un
college) che provengono ciascuna da un diverso angolo della terra conoscano la famiglia dellaltro 
minima e, in queste circostanze, a che cosa servirebbe continuare a chiamare un altro per cognome? Per
lo meno nella middle class, fatta eccezione per la gente dei Balcani, dellEstremo Oriente o per i neri,
tutti hanno lo stesso valore, chiamare uno solo per nome, essere chiamati solo per nome  gi
sufficiente e, nonostante lei non abbia nemmeno la met dei miei anni, Betty (di cui ancora adesso
ignoro il cognome) mi ha subito chiamato Gnther, per lo meno, sin dallinizio ha emesso un suono
che era da intendersi come Gnther.
Se c qualcosa che in questo paese ha preso il posto delle origini familiari,  tuttal pi
(prescindendo da propriet con funzione di status) la provenienza educational, luniversit dalla quale
uno proviene, cio la Harvard o lo Smith College, i cui nomi prestigiosi hanno ora preso il posto dei
nomi prestigiosi delle scuderie familiari - il che  dimostrato, ad esempio, dal fatto che si tende a
indicare sugli annunci matrimoniali la scuola frequentata, ammesso che goda di prestigio.
Torniamo dunque a questa Betty, in cui  rimasto impaniato H. perch una sera di qualche mese
fa ha condiviso casualmente con lei lalloggio libero della sua affitta-camere. Chi sia questa ragazza
resta per noi - per L. e per me - del tutto oscuro. Per lo stesso H.: mentre lei stava seduta nella
macchina dei suoi genitori glielho domandato, il senso della mia domanda  stato affatto
incomprensibile, non ha capito proprio che cosa intendessi.  Cosa significa chi?, ha replicato,
scrollando le spalle. Proprio lei. In effetti non avevo mai ottenuto come risposta fattuale a una
domanda fattuale il principio didentit A  A, che mi era noto solo dalla logica formale, e che mi era
sembrato sospetto sin dal primo semestre come espediente dei filosofi pi modesti. In questo caso la
logica formale  diventata un dato di fatto. Non sono riuscito a estorcergli nientaltro che - o al
massimo - questo-Betty e proprio Betty; ma che lei sia stata la prima per lui e che consideri le sue
caratteristiche sessuali come sue qualit personali o graditissime imperfezioni personali lho soltanto
arguito, in parte da sguardi e gesti, in parte da mezze parole. E, alla fine, si  degnato di dirmi (ma
scrollando di nuovo le spalle, e come se soltanto gli idioti potessero fare domande cos banali) che
anche lei frequenta un college, da cui deriva che anche lei, al pari di Rachelle, conosce a menadito quei
cinque o dieci nomi (di nuovo Van Gogh, Freud, Joyce, Kafka ecc.) che oggi sono indispensabili,
proprio com probabile che le loro zie avessero padroneggiato alla perfezione i nomi dei principali
santi. Ma cos precorro i tempi. Concludiamo rapidamente il resoconto della storia damore, cosa che
pu essere fatta in due parole. Essendosi H. accorto, quella sera fatale, che lei era magnificamente
equipaggiata - cosa non straordinaria per una diciassettenne americana in buona salute -, e avendogli lei
consentito di fare unesperienza che aveva infranto quello che era stato fino ad allora il suo universo
(un universo unicamente scolastico, tecnico e sportivo), le aveva fatto la sua proposta e ricevuto subito
un s, ancor prima che la domanda arrivasse al punto interrogativo. Insomma, i due ragazzini avevano deciso di giocare al matrimonio.
Opzione in s del tutto normale in questo paese. Non ho mai incontrato giovani che, come ai nostri tempi, avessero avuto dei rapporti regolari, magari per anni, o che addirittura avessero convissuto; qui non si parla che di matrimonio. Naturalmente la conseguenza di ci  che molti di
coloro che hanno dei bambini sono essi stessi ancora dei bambini; non di rado accade che lui o lei, quando portano i figli allasilo, proseguano poi per la loro scuola, in quanto anche loro vanno ancora a scuola. Sarebbe fuorviante ritenere che questa istituzione del matrimonio precoce (pi precisamente: questo ritorno al matrimonio precoce) sia solo progressista. In fondo, il matrimonio precoce  nellinteresse del non ancora eclissato puritanesimo: quando due giovani sono sposati non resta loro pi tempo per collaudare lamore o per accumulare esperienze amorose, comera naturale nella nostra generazione, e diventare cos esperti. In questo paese i due giovanissimi componenti della coppia rimangono piuttosto dei perfetti incompetenti, unskilled bed workers [sprovveduti manovali
dellalcova]; e il fatto che restino cos e non trovino n tempo n energia per dedicarsi ad altro che non sia money making, sicurezza, casa, moglie, car e baby gioca a favore di chi  interessato a perpetuare il
puritanesimo. Una vincolante vita sessuale precoce non solo e permessa, ma propiziata come strumento contro la sessualit. Non hanno la minima idea di quale ruolo abbiano avuto un tempo le cosiddette esperienze nella vita dei loro nonni in Europa: del piacere e del tormento di ostinarsi in
situazioni impossibili (anche se studiano le testimonianze di queste esperienze nei loro corsi di inglese e francese, e devono persino sostenere esami a scheda perforata per dimostrare di padroneggiare davvero queste esperienze dei loro nonni catalogate come cultural values).
I due ragazzini H. e B. hanno dunque deciso, o meglio non  rimasto loro altro che decidere di sposarsi (senza aver preso coscienza della mancanza di libert della loro decisione-situazione). E lallestimento di questo matrimonio, che ora doveva aver luogo, esigeva ancora una volta, nonostante i due attori principali fossero privi di cognome, un breve ricorso a consuetudini superate: che i cognomi, vale a dire i genitori dei due, si incontrassero. Doveva accadere e, per entrambe le coppie di genitori, si trattava di un boccone piuttosto indigesto. Nel loro infantilismo ai ragazzi non  ovviamente venuto in mente che forse sarebbe stato opportuno raccontare ai genitori qualcosa dei genitori dellaltro; o, meglio, le cose che hanno raccontato sono rimaste cos oscure e inarticolate, che n i
genitori di H. hanno potuto farsi unidea dei genitori di B., n quelli di B. dei genitori di H.
Probabilmente i genitori di H., che sono degli scienziati ebrei tedeschi permeati della cultura pi aggiornata, hanno pregato L. e me di presenziare a questo primo incontro perch lo temevano un po, e perch speravano che avremmo in parte potuto attutire, come ammortizzatori, leventuale collisione. In ogni caso, abbiamo viaggiato in macchina per due ore attraverso la campagna autunnale e, per quanto ci riguardava, L. e io ci aspettavamo una specie di villa nel verde.
Davanti a enormi stalle piastrellate (come abbiamo potuto subito renderci conto al primo sguardo) e di certo riscaldate elettricamente, ariose e linde, siamo stati ricevuti, con tutto il calore immaginabile, in una lingua fatta di residui dialettali altobavaresi frammisti ad americanismi, da una coppia di contadini attorniata da numerose capre belanti, lui in maniche di camicia, lei in un vestito di velluto di foggia indefinibile; alle loro spalle, li sovrastava il sacerdote della community, anche lui
persuaso di poter parlare ancora tedesco, al quale era stato evidentemente chiesto il medesimo sostegno che il padre di H. aveva chiesto a me. Insomma, contadini del Chiemsee, in America da quarantacinque anni, tuttora vagamente monarchici, ma naturalmente proprietari non solo di due nuove chevrolets, ma anche di un mastodontico furgone senza il quale non potrebbero trasportare il latte di capra al caseificio.
Abbiamo partecipato al matrimonio con loro due, i familiari pi stretti e alcuni vicini. Dapprima ho avuto la sensazione che un demone dispettoso avesse escogitato di mescolare due gruppi lontani tra loro anni luce per vedere che cosa sarebbe sortito da questa miscela, ma in caso avesse nutrito aspettative maligne, esse non sono state esaudite. Non ci sono stati scontri, tanto meno dissapori, non si sono sentite da parte loro uscite contro gli ebrei o contro gli intellettuali, n da parte nostra contro i Wittelsbach - nessun dubbio: il pi grande successo  toccato alla cultura della tolleranza che si  irradiata in questo angolo di paese (per quanto si possa parlare di angolo e di paese, dal momento che remote o hidden places non esistono pi neppure tecnicamente in questa nazione, ogni zona rurale  up to date, al pari di qualsiasi citt). Comunque tutto ha funzionato a meraviglia. Peraltro non sono in grado di spiegare come tutto sia riuscito e di che cosa abbiamo discusso nel corso delle tre o quattro ore che noi, persone cos diverse, abbiamo trascorso in amicizia. Abbiamo mangiato pressoch ininterrottamente,  ovvio, e delle persone sedute attorno a un tavolo che rischia di crollare sotto il peso del cibo non solo non hanno pretesti per azzuffarsi, ma, al contrario, diventano perfino buoni amici, la parola agape non esiste invano; comunque, non possiamo essere rimasti seduti in giardino in silenzio durante il pranzo durato per ore, e seduti in silenzio non siamo rimasti, e non pu non esserci stato
nemmeno un argomento che non fosse scabroso. Come ho detto, a ventiquattrore di distanza non sono pi in grado di ricostruire che cosa sia capitato e la ragione per cui ha funzionato. Ricordo invece
perfettamente che, dal momento che non ce la facevo pi a mangiare, e il padre della sposa non ce la faceva pi a bere, ho deciso di mettere a frutto questo duplice impedimento. Gli ho chiesto di mostrarmi le capre e di parlarmene (circa duecento, nere, bianche e pezzate, tenute magnificamente, che consentono alla figlioletta di prendere confidenza con Freud e Joyce), dopo di che sono andato con lui nellenorme frutteto per tirare alle pere rimaste sui rami: ogni volta che le mancava, le copriva degli insulti pi osceni, ed esse, per nulla intimidite, se ne restavano tranquillamente appese. Inopinatamente e incomprensibilmente, sono stato un tiratore migliore di lui - filosofando simpara appunto a prendere la mira -, il che mi ha assicurato la sua considerazione vieppi crescente, la considerazione pi simpatica che mi sia mai stata riservata. Prendere la mira e centrare di solito  uno spasso per chiunque, farlo in due unisce perfino di pi della convivialit o della conversazione - non stupisce che, tra la meraviglia generale, si sia ritornati sottobraccio dai convitati. Non  neppure escluso che il nuovo amico, il padre della sposa, che in ogni caso aveva bevuto qualche bicchiere di troppo, mi abbia preso per il suocero della figlia. Quando abbiamo ripreso il nostro posto a tavola, tra manate sulle cosce come vecchi compari, i veri suoceri ci hanno guardati esterrefatti, forse con una punta dinvidia.
Le due famiglie. Che ne sar di loro? Il legame tra loro si manterr saldo, come il legame tra i due ragazzini? Santo cielo, come pu avvenire in pratica? O finir con questincontro, che ha avuto il suo indiscutibile acme nel tiro alle pere e nella consonanza con me? I ragazzini appaiono del tutto inconsapevoli delle difficolt incombenti. Sembrano concentrati solo luno sullaltra. Dopo la visita in campagna risulta ancora pi inspiegabile di prima quel che ciascuno di loro vede nellaltro, e il motivo per cui tra milioni di possibilit a portata di mano a New York, lei dovesse avere proprio lui, e lui proprio lei. I due mi ricordano quegli amici della fiaba molussica,4 di cui il mondo circostante non capiva come potessero intendersi cos perfettamente, nonostante uno avesse gli occhiali rossi e laltro verdi. Entrambi non si capacitavano proprio delle difficolt che vedevano gli altri. Perch quello con gli occhiali verdi vedeva quello con gli occhiali rossi tinto di verde, comera logico; e quello con gli occhiali rossi vedeva tinto di rosso quello con gli occhiali verdi, come si aspettava che fosse - insomma, perch nessuno dei due poteva cogliere nellaltro un elemento estraneo. Speriamo che per lo meno questo vergognoso tipo dintesa regga anche qui.

NOTE.
1 In tedesco, a differenza che in italiano, tutti i sostantivi che qui e nella pagina successiva sono preceduti dallarticolo in corsivo sono neutri. Proprio il ricorrere del das rende perspicuo linterrogativo
faustiano che segue (N.d. T.).
2 II tedesco distingue tra die Frau, la donna, di genere femminile, e das Weib, la femmina, di genere neutro, mentre der Mann vale sia per luomo sia per il maschio (N.d.T.).
3 Laggettivo gemein significa sia comune, condiviso, corrente sia basso, ordinario, volgare (N.d.T.).
4 Die molussische Katacombe. Roman, Beck, Mnchen 1992,  la distopia - ambientata nell'immaginario regno di Molussia, dove domina la menzogna -a cui Anders lavor fin dallinizio degli anni trenta (N.d. T.).


Per vie traverse
Sergio Fabian.

C ... qualcosa che mi ha legato fin dagli anni dellinfanzia allebraismo: e cio, il
comandamento del decalogo che vieta di fabbricare e di adorare gli idoli ... questo divieto per me 
rimasto ininterrottamente valido ... Tale allergia a quello che da bambino chiamavo in modo rozzo e
sconsiderato paganesimo, di fatto  rimasta cos profondamente radicata in me che anche pi tardi
quando ero studente di storia dellarte, solo di rado riuscivo ad entrare nelle chiese per godere, in modo
estetico, delle statue dei Santi.... questa passione ebraica contro gli idoli  rimasta dentro di me.1 E a
questo comandamento, al rigetto radicale di ogni forma idolatrica che raggiunse il suo apice nelle
celebrazioni nazionalsocialiste del culto del Fhrer, Gnther Anders non derogher mai, sar il punto
fermo dellintera sua peripezia, segnata dal rifiuto di ogni vincolo mondano e trascendentale, di ogni
mito di progresso, di ogni pathos ontologico, di ogni falsa socialit.
Gnther Anders (pseudonimo di Gnther Stern) nasce a Breslavia il 12 luglio 1902 dagli
psicologi Clara e William Stern, pionieri della psicologia sperimentale dellet infantile. Infanzia e
adolescenza privilegiate le sue, in quel mondo ricco e colto dellilluminismo ebraico-tede-sco, segnato
dallidea della tolleranza di Lessing, dallantidogmatismo, dal principio dellaccettazione creaturale
dellaltro, da quella sovrabbondanza alessandrina2 che consentono al giovane Anders di sviluppare la
sua precocissima sensibilit in campo musicale, letterario e filosofico, mai disgiunta per da un
atteggiamento critico e da uno sguardo disincantato e libero che spesso, negli anni a venire, sono
considerati fastidiosa e irritante spocchia, arroganza intellettuale, bizzarria contestatrice e rendono
Anders sempre inviso ai canoni del culturalmente corretto e mal accettato dallambiente accademico.
Anders studia storia dellarte e filosofia, allievo di maestri come Cassirer e Panofsky,
Heidegger e Husserl, e con questultimo si laurea ventunenne presentando la tesi fenomenologica Die
Rolle der Situationskategorie bei den Logischen Stzen. Inevitabilmente complesso il rapporto
intellettuale con Heidegger. Anche Anders, come Hannah Arendt che egli sposa alcuni anni dopo,
subisce il fascino del filosofo di Messkirch.  un breve idillio. Ben presto Anders si allontana dai
rischiosi sentieri e dalle radure boschive in cui Heidegger si stava addentrando e ne critica radicalmente
la filosofia, in quanto manipolazione dellesistenza intrecciata tragicamente con la tecnica hitleriana di
manipolazione delle masse: in entrambe le metafisiche la morte viene al tempo stesso esaltata e
banalizzata: in quella nazionalsocialista attraverso leducazione alla guerra realizzatrice dellesistenza
autentica della Germania; nella filosofia dellesistenza attraverso la trasformazione della morte
nellessere per la morte che sarebbe identico allessere autentico.3
 comunque innegabile come alcuni passaggi cruciali della riflessione andersiana siano
influenzati non solo dal pensiero fenomenologico, ma anche dallontologia ermeneutica heideggeriana.
Negli anni di Weimar Anders capisce con anticipo la pericolosit dello hitlerismo e la
concretezza della minaccia antisemita contenuta nel Mein Kampf. Non considera limbianchino una
caricatura effimera come fanno i circoli intellettuali e gli ebrei tedeschi assimilati, sudditi acritici
persuasi dellesistenza di unaffinit quasi trascendentale tra la cultura ebraica e quella tedesca, che
porteranno con loro con stolida coerenza nei campi di concentramento le Croci di Ferro che si erano
guadagnate come volontari nella prima guerra mondiale, non dubitando che tali onorificenze avrebbero
potuto perdere la loro validit.4
Nel 1927 Anders pubblica il suo primo lavoro filosofico, ber das Haben, e progetta di
abilitarsi in filosofia della musica; il proposito fallisce a causa del giudizio negativo di Adorno e,
soprattutto, per le ostilit antisemite non pi dissimulate che pervadono luniversit tedesca. Rimasto ai
margini del mondo accademico, sperimenta le durezze dellesclusione e della disoccupazione nella
Berlino della crisi, e solo grazie allinteressamento di Bertolt Brecht inizia a scrivere per il Brsen
Courier. La sua firma  una presenza cos assidua da costringerlo a cambiare il cognome Stern,
fastidiosamente ebraico, con lo pseudonimo di Anders, che si riveler la cifra del suo percorso di
vita.  Scrissi su ogni argomento rifiutato dagli altri... ci doveva essere ogni giorno qualcosa, in modo
che noi potessimo vivere e cos fu, finch una volta Ihering mi accolse gridando: Basta! Cos non pu
andare avanti! Non possiamo far uscire la met dei nostri articoli firmati Gnther Stern! E allora mi
chiami in qualche modo diverso [anders], gli proposi. Bene, disse, ora lei si chiama Anders .5
Nel marzo del 1933, dopo lincendio del Reichstag, anche lui come molti intellettuali ebrei
fugge dalla Germania. Nel paese ormai preda del delirio nazista abbandona numerosi scritti
filosofico-letterari e la prima stesura del romanzo Die molussische Katakombe, distopia ambientata
nelluniverso concentrazionario del regno di Molussia; quando ritorna in possesso del manoscritto
grazie a Hannah Arendt, che lo raggiunge fortunosamente a Parigi, subisce la delusione di non vederlo
pubblicato in Francia dalla casa editrice comunista diretta da Mans Sperber perch considerato
dissonante rispetto alla linea del partito.
Durante lesilio parigino pubblica il racconto lungo Learsi e Der Hungermarsch e i testi
filosofici Une interprtation de la posteriori e Pathologie de la libert, saggi antropologici che
riprendono la conferenza Die Weltfremdheit des Menschen tenuta a Francoforte nel 1929, nei quali egli
anticipa alcuni concetti sulla condanna delluomo alla libert, concetti ripresi qualche anno pi tardi da
Sartre e messi al centro del suo pensiero. In queste speculazioni Anders riflette sulla specificit
delluomo nel mondo, uomo che sperimenta il paradosso della contingenza, del non essere determinato
da se stesso. Allo shock e alla vergogna per la sua discrepanza ontologica luomo reagisce con la
libert, la quale non pu che essere patologica, e con la fuga. Ma anche la fuga, con cui luomo errante
cerca di sottrarsi al paradosso della contingenza, si rovescia in condanna alla vertigine, al panico
spaziale, in quanto non pu esserci luogo altro capace di trasformarsi in un altrove.
Nel 1936, dopo la separazione da Hannah Arendt, Anders emigra negli Stati Uniti. Dapprima
raggiunge il padre, che ha ottenuto una cattedra di psicologia nella Carolina del Nord, e
successivamente si trasferisce in California, dove per un certo tempo  ospite di Herbert Marcuse. Qui
frequenta lambiente intellettuale dellesilio ebraico-tedesco e incontra fra gli altri Dblin, Brecht,
Bloch, Mann, i rappresentanti della scuola di Francoforte Adorno e Horkheimer. Anders rimane per
sempre ai margini di questo gruppo troppo garantito e autoreferenziale, nel quale il suo spirito
irriverente non avr mai piena cittadinanza.
La sua vita  quella delloutsider, di chi si mette in marcia solo nel pomeriggio, quando gli altri
escursionisti ritornano ormai a valle e il sole sta tramontando, del non integrato che vive di lavori
precari, come traduttore, insegnante privato, docente di storia dellarte e di filosofia, operaio in una
fabbrica, dove sperimenta in prima persona i ritmi alienanti e spersonalizzanti del taylorismo
industriale.
E proprio nella quotidianit americana, nel senso di spaesamento del paria, nellassenza di
riferimenti certi, nel vissuto parossistico di soggettivit illusorie, Anders riconosce i segni di quel
laboratorio dellanomia metropolitana in cui si distilla il conformismo, la separatezza, lesclusione, in
un eccesso di non-senso che imbozzola luomo e ne fa un minorenne disarmonico perennemente sotto
tutela, costretto da invisibili fili a restare - come i personaggi di Kafka - al di qua della soglia, al di qua
del mondo. Questa semeiotica della modernit costituir la trama delle riflessioni al centro dei suoi
saggi filosofico-letterari e della sua opera principale, Die Antiquiertheit des Menschen.
Nel maggio 1950 ritorna in Europa. Rifiuta la cattedra di filosofia che Ernst Bloch gli mette a
disposizione a Halle nella Repubblica democratica tedesca e si stabilisce a Vienna insieme con la
seconda moglie, Elisabeth Freundlich. Lo aspetta un paesaggio di rovine non solo fisiche ma anche
spirituali, ipostasi della follia necrofila delluomo.
La hybrs umana non  per placata e si appresta, sospinta da una molla moltiplicatrice, ad
annunciare con clamore autodistruttivo la fine dellumanit, un mondo senza uomo. Lorrore e lo
strazio non si sono fermati davanti alla terribilit della Shoah e il negativo si riaffaccia perentorio con
lo scandalo di Hiroshima e Nagasaki, annullando in un istante ogni possibile ottimismo storicistico o
provvidenzialistico.
 un esilio che non pu pi interrompersi. Ogni dimora si rivela fragile ricetto di fronte al male
radicale, alla fine della storia: la nostra vita si definisce come dilazione, siamo quelli
che-esistono-ancora.6
 unaltra svolta. Dopo Auschwitz, un altro punto zero. La catastrofe atomica diventa il centro
ossessivo della sua riflessione. La consapevolezza sofferta di un mondo senza uomini rivela lesilit di
ogni teoria filosofica, di ogni sapere ontologico e spinge Anders a gettarsi con lo slancio e la
determinazione coraggiosa che lo hanno sempre contraddistinto nellimpegno pacifista e antimilitarista.
Sceglie di essere un creatore di panico: il compito morale pi importante consiste oggi nello
spiegare alla gente che deve avere paura e che deve proclamare apertamente la propria legittima
paura.7 Luomo deve imparare di nuovo a interpretare e a comprendere perch, dinanzi alla dismisura
del tecnocosmo da lui stesso creato, mostra linadeguatezza del suo sentire rivelandosi un analfabeta
emotivo incapace di pensare, di immaginare, di reagire. Il potere sovrastante della tecnica sta ormai nel
suo essere irrappresentabile, nella sua grammatica inintelligibile.
Gnther Anders muore a Vienna il 17 dicembre 1992.
Filosofia doccasione, cos definisce il suo filosofare questo irriducibile eremita-moralista,
questo viandante che ha camminato tutta la vita in fiera solitudine lungo i territori dellemarginazione e
dellestraneit. La sua filosofia rivendica ad alta voce il primato della riflessione, della critica, della
parola che deforma, esagera, strania, allinsegna di unetica paradossale la quale si sofferma sui bordi e
sugli spazi interstiziali dellesistenza, evitando la strada maestra e liscia dei fondamenti e degli assoluti.
Il pensiero di Anders si sottrae con stizza alle lusinghe dei linguaggi pietrificati, della cultura
supponente, delle apologie progressiste e redentive, delle scorciatoie sociologiche, proponendosi invece
come scarto, provocazione, fantasia, filosofare quotidiano che disvela senza infingimenti la
contingenza del soggetto metafisico, delluomo prometeico il quale non pu che provare vergogna e
sgomento scoprendosi nudo e inadeguato al cospetto delle cose fabbricate, dei suoi prodotti. Luomo
della modernit tecnologica ha ormai delegato ogni potere alla macchina, ha sostituito il fare con
quelli che Anders definisce liberi esercizi ginnici,8 con il gesto anodino del pulsante premuto che,
allontanando loggetto, deresponsabilizza loperatore e lo riduce progressivamente a fantoccio
co-storico risospinto nellangolo polveroso del superfluo.
Nel mondo dominato dal rigore e dalla precisione della tecnica luomo diventa sovrappi, sfrido
ineffabile in un universo di cui gli sfugge il senso, e si scopre ospite sgradito, attore senza copione al
pari di Estragon e Wladimir, i grotteschi protagonisti di Beckett, astratti nel senso pi crudele della
parola: cio abstractr: sradicati, avulsi. Avulsi dal mondo, non vi hanno pi nulla da fare ... perci
anche il mondo diventa astratto ... I due eroi sono dunque ormai soltanto in vita e non pi al mondo .9
 un rovesciamento dellessere al mondo che non consente spazi di agibilit al soggetto, irretito
nella ragnatela di mistificazioni del reale. Luomo  ormai incapace di ascolto e di parola, vittima della
sua stessa capacit di fabbricare prodotti che hanno preso il sopravvento e, annullando ogni soggettivit
creaturale, hanno assunto lo statuto ontologico dellessere. Non c nulla che sia altrettanto
caratteristico di noi, uomini di oggi, quanto la incapacit della nostra anima di rimanere up to date, al
corrente con la nostra produzione, dunque di muoverci anche noi con quella velocit di trasformazione
che imprimiamo ai nostri prodotti, e di raggiungere i nostri congegni che sono scattati avanti nel futuro
(chiamato presente) e che ci sono sfuggiti di mano ... Chiamiamo dislivello prometeico 
lasincronizzazione ogni giorno crescente tra luomo e il mondo dei suoi prodotti, la distanza che si fa
ogni giorno pi grande ... A causa del dislivello prometeico la nostra propria metamorfosi  in
ritardo; la nostra anima  rimasta molto indietro in confronto al punto in cui  arrivata la metamorfosi
dei nostri prodotti, ossia del nostro mondo.10
Lopera di Anders si sottrae a ogni sistematizzazione, a ogni ordine apparente, ma il suo
pensiero libertario e paradossale si muove lungo un percorso segnato dalle cesure della guerra, del
nazismo, della Shoah, di Hiroshima.  un percorso i cui segnavia non concedono spazi al blochiano
principio speranza, ridotto a vacuo balbettio per i giorni festivi dinanzi alla supremazia planetaria della
tecnica e alla sua violenza smisurata;  il principio disperazione il solo possibile presupposto
dellesser-ci, il pessimismo disperato delluomo moderno ridotto a clamoroso nessuno di fronte alla
pervasivit delle cose che hanno imposto con prepotenza le loro regole, il drammatico cambio di
paradigma della fine della storia. Al posto della creatio ex nihilo, comprovante onnipotenza, 
subentrata la forza opposta: la potestas annihilationis, la reductio ad nihil... siamo i signori
dellApocalisse. L infinito siamo noi.11
Ed  dal sentimento di paura che deve necessariamente scaturire da questa contingenza
disperante, da questa consapevolezza del tracollo mondano e delleffettualit del naufragio, che occorre
ripartire. Per Anders  linevitabile passaggio che consente alluomo pensante di sottrarsi allaccidia, al
dislivello del suo sentimento, allo scacco della sua percezione. Se sono disperato cosa mimporta! ,
dice Anders, e queste parole suggeriscono la fragile strategia che rovescia il principio di
non-contraddizione, la ferrea logica binaria, per condurci al pensiero di resistenza, alla fantasia
creatrice, al gesto ribelle e improvviso capace della presa salvifica dinanzi allo scandalo del frantumarsi
del futuro. Se vogliamo sopravvivere, dobbiamo esercitarci a comprendere linvisibile come ci che 
permanente qui e a educare i nostri simili a questo tipo di comprensione e alla paura opportuna e
necessaria.12
Negli ultimi anni la denuncia di Anders ha assunto toni aspri e impazienti, e le sue parole
parlano di violenza necessaria contro i mostri della distruzione nucleare.  un Anders risentito, proteso
verso la verit totale, che sceglie la via breve come gli studenti superficiali delle sue lezioni americane
e al quale rischia di sfuggire cos lessenziale della vita con le sue aporie.
Quanto mai appropriate le parole di Kafka con le quali Pier Paolo Portinaro conclude quelli che
sono gli studi italiani pi approfonditi sullopera di Anders: Per Anders ... la pazienza non  pi una
virt ... Proprio per questo anche la sua riflessione merita quellesame severo cui egli, mezzo secolo fa,
aveva sottoposto lopera letteraria di Kafka. Nelle cui Betrachtungen ber Snde, Leid, Hoffnung und
den wahren Weg, pu accaderci di leggere una formulazione paradossale ... Esistono due peccati
capitali, nelluomo, dai quali derivano tutti gli altri: impazienza e ignavia.  limpazienza che li ha fatti
cacciare dal paradiso,  per colpa dellignavia che non ci tornano.13
Amare, ieri. Appunti sulla storia della sensibilit, raccolti negli anni 1947-49, sono un esempio
di quella che Gnther Anders ha definito filosofia doccasione. Si tratta di annotazioni sulla storia
delle emozioni, sul mutare della sensibilit, di quellapparato emozionale delluomo che Anders vede
non come qualit naturale e immutabile ma come movimento in divenire, attivato da una rete
complessa di riferimenti contingenti, i quali portano lessere umano a conformarsi al mondo
circostante, a fare della posteriori un a priori, del contingente un necessario.
Per Anders la modernit ha depurato il sentimento e le emozioni di ogni pathos, di ogni
interdetto, sottraendo allindividuo ogni stilizzazione eccentrica, ogni carattere a parte, e cos le
nuove libert si sono rovesciate nel loro contrario, svuotando progressivamente lessere umano delle
prerogative trascorse. I nuovi schemi sociali, adeguati alle esigenze della razionalit produttiva, hanno
rimodellato la sfera dei sentimenti, abolito quelle strategie ancora possibili nellordine gerarchico e
concentrico del passato, portando cos allatrofia della seduzione femminile, della raffinatezza, del
tempo dilatato.
Il pensiero di Anders prende spunto da una trama solo apparentemente privata, in realt
rivelatrice di grumi collettivi che, riaffiorando come rivoli carsici, sollecitano a un dialogo serrato che
rappresenta il segno distintivo di tutta la sua opera filosofico-letteraria. Lesilio e lerranza diventano
spazio paradigmatico della destituzione delluomo nel mondo e dellidentit frantumata, di un
impoverimento crudele che ha come esito la progressiva desoggettivazione. Per Anders lesule  gettato
in un mondo che non  il suo, proletario ontologico costretto in una vertigine che destruttura la vita
quotidiana e riorganizza ogni confronto sul rapporto compratore-venditore, di fronte al quale tutti gli
altri rapporti umani non hanno pi importanza, restano per cos dire neutrali.
In un non-luogo concretamente irreale tutto diventa passaggio-transito, assenza di
fondamento, e la realt pu essere colta solo nella sua forma elementare, depurata di ogni concettualit,
perch tutto deve essere apprendimento veloce e conformistico secondo regole e percorsi obbligati, e
anche quelli che si presentano come comportamenti radicali e di rottura non sono che costruzioni
fittizie, le quali solo attraverso la reiterazione del gesto e della parola condivisa possono garantire
lappartenenza identitaria: tutti si stanno rassegnando in direzione di ununica faccia, di ununica vita... 
in questo modo si  solo qualcuno, un articolo molto indeterminato.14
Il confronto traumatico con la societ americana costituisce per Anders l' occasione filosofica
per riflettere sullindustria culturale e i suoi idola, su un universo connotato da un pensiero
dogmaticamente progressista dove di fatto non c spazio per lalterit e per la dissonanza. Tutto deve
essere funzionale a una logica quantitativa e seriale determinata dal ritmo produttivo delle merci; la
compulsione intellettualistica a riassumere-sussumere-riprodurre degenera in chiacchiera, in citazione
con pretese di universalit, e cos ad esempio la psicoanalisi si rivela prodotto obbligato, falsa
liberazione che si risolve nellinconsapevole irretimento del soggetto. Pu quindi accadere che quando
la radice  estirpata luomo nella sua interezza, che per proteggerla si  attaccato a essa, sia anche lui
sradicato e che delluomo non rimanga che linvolucro vuoto. Insomma, operazione riuscita, identit
morta.15
Per Anders la volgarizzazione della psicoanalisi, non diversamente dalle altre sovrastrutture
culturali, invece di affrancare luomo, di aprirlo alla sua intrascendibile soggettivit, lo imprigiona in
un modo di sentire corrivo, in una costruzione totalizzante e onnivora che risolve in se stessa linsieme
degli enti. Freud si era illuso di aver portato la peste in America, ma in quel mondo dominato dalle
insegne pubblicitarie e dalla grammatica degli oggetti anche lanalisi diventa banale prodotto
commerciale, merce glassata esibita sui banchi dei grandi magazzini per un pubblico di consumatori
coatti e irrigiditi, merce tra le merci pacificanti e pacificate. E in un universo trasformato in grande
magazzino ogni perdita di tempo  perdita di denaro, le mediazioni e i passaggi tortuosi sono abrogati,
dal momento che laccelerazione del tempo della vita richiede la via breve, non la via traversa, affinch
luomo sia il pi possibile congruente e il meno possibile se stesso questo suo [della psicoanalisi]
compito principale consiste appunto nel funzionare come megafono delle potenze conformanti.16
E in questuniverso derealizzato, eterodiretto da una iconicit sirenica, anche lamore diventa
percezione euforica dellincorporeo e il sesso nullaltro che mezzo per non interrompere il perpetuum
mobile, giacch il percepire non consente pi la distinzione tra il dentro e il fuori, tra il vicino e il
lontano, tra il reale e il fittizio e ogni grumo traumatico al pari di ogni sentimento viene filtrato, diventa
pappa di semolino digeribile senza fatica dalla coscienza individuale.
La percezione deve essere condivisa a garanzia dellunico precetto riconosciuto dalla tecnica:
quello funzionale. Nella duplice esistenza spaziale, in quella che Anders definisce schizotopia, la vita
diventa vertigine distruttiva, una specie di ballo, una frattura nella persona, un fenomeno di
schizofrenia corporea, un sopra pulito e un sotto sporco ... Ed entrambi i piani sono paghi: quello
superiore di essere decente, e la zona mandrillesca di poter essere indecente .17
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FINE.
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NOTE.
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1 Gnther Anders, Il mio ebraismo, Linea dOmbra, 19, 1987 p. 11 (ed. orig. 1978).
2 Gnther Anders, Introduzione a Uomo senza mondo. Scritti sullarte e la letteratura, a cura di Stefano Velotti, Spazio Libri, Firenze 1991, p. 47 (ed. orig. 1984).
3 Id., Nichilismo ed esistenza, MicroMega, 2,1988, p. 209 (ed. orig. 1946).
4 Anders, Il mo ebraismo cit., p. 9.
5 Id., Opinioni di un eretico, Theoria, Roma-Napoli 1991, p. 48 (ed. orig. 1989).
6 Gnther Anders, Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasaki, Einaudi, Torino 1961, p. 201 (ed. orig. 1959).
7 Id., Opinioni di un eretico cit.,p. 99.
8 Gnther Anders, Luomo  antiquato, 2. Sulla distruzione della vita nell'epoca della terza rivoluzione industriale, Bollati Boringhieri, Torino 2003, p. 85 (ed. orig. 1980).
9 Id., Luomo  antiquato, 1. Considerazioni sull'anima nellepoca della seconda rivoluzione industriale, Bollati Boringhieri, Torino 2003, p. 230 (ed. orig. 1956).
10 Anders, Luomo  antiquato, 1 cit., pp. 50-52.
11 Anders, Luomo  antiquato, 1 cit., p. 251.
12 Id., Tesi su Cemobyl, Linea dOmbra, 15-16, 1986, p. 65 (ed. orig. 1986).
13 Pier Paolo Portinaro, Il principio disperazione. Tre studi su Gnther Anders, Bollati Boringhieri, Torino 2003, P- I79-
14 Gnther Anders, Dellessere senza mondo e senza lingua in Berlin Alexanderplatz (1931), in Uomo senza mondo cit., p. 68.
15 Supra, p. 62.
16 Anders, Luomo e antiquato, 2 cit., p. 143.
17 Supra, pp. 120-21.
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FINE.